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Wednesday, October 22, 2008

Francoforte



Una linea continua di un segnale del codice a morse: nè punti, nè virgole.
Un lungo tratto, dal mattino all'una di notte-stazione-marciapiede-aria fresca.

Poi, improvvisamente il tempo si è interrotto, all'una e cinque, stazione Centrale di Francoforte: non c'erano le persone, non c'era l'autobus.
La linea si è spezzata.
Rumore bianco, rumore bianco, rumore bianco.

Trovo soltanto un tavolo lungo, senza sedie, all'interno di un supermarket minuscolo, dove si sposta senza movimento un peruviano. Il commesso ha una pettinatura a caschetto ed un sorriso sognante, impila dei Kit Kat initerrottamente, incantato.
Ecco le persone che si muovono rimanendo ferme.
Il tempo scorre ed io non me ne accorgo.

Quando siamo soli e senza riferimenti il tempo cessa semplicemente di esistere.
Arriva l'autobus alle due e mezza e si riapre il movimento, riprende a scorrere il tempo.
In aereo siedo e sperimento un grosso punto esclamativo, delirante.
L'aereo decolla ed esclama.

Il tempo ancora,
il tempo ancora ed ancora,
ancora, ancora, ancora,
è rimasto appeso:
tra uno sgabello, un tavolo ed il neon.

Non ha aperto lo sguardo a visioni.
Assenza. Segnale occupato.

Finchè è passata una bicicletta...
e ci siamo voltati.

Tra un container ed una sigaretta,
sono scivolata ancora sulla superficie delle cose.

La crisi

Pare proprio che tutto stia crollando.
C'è chi sostiene che si tratti di una crisi reale gonfiata dai media.
C'è chi dice che sia una crisi più profonda, sminuita dai mezzi di comunicazione.
Staremo a vedere...

La mia generazione, cresciuta nell'agiatezza, riceverà un'inidimenticabile lezione di vita.
Credo che cambierà il concetto di denaro.

Per il momento soffre sopratutto chi ricco non è.
Ahimè! E dove sta la novità?

Tuesday, October 14, 2008

L'amore non guasta

"...quando pensai alla faccia di mia madre e di mio padre lo feci con un misto di nostalgia e di paura.
Non avevo dimenticato che casa propria può essere il posto più straniero di tutti."

Jonathan Coe "L'amore non Guasta"

Thursday, October 02, 2008

"Vergogna" di Coetzee

Tutto è disegnato sullo sfondo post-Apartheid del Sudafrica.

Lurie è un docente universitario frustrato dal fatto di essere un ottimo critico di libri altrui, ma incapace di scriverne uno suo.
I suoi studenti ascoltano le sue disquisizioni sulla letteratura senza entusiasmo, è diviso dalla moglie, ha una figlia lesbica pseudo-hyppie e preferisce frequentare prostitute per evitare il coinvolgimento emotivo. Da un pò di tempo frequenta la stessa prostituta per crearsi la condizione mentale di avere una vera relazione, senza mettersi in gioco.

Il protagonista pensa che Yeats scrive:
" un uomo anziano non è che una cosa miserabile, / una giacca stracciata su un bastone, a meno che/ l'anima non batta le mani e canti, e canti più forte/ per ogni strappo nel suo abito mortale..."
Ad un certo punto Lurie, non ha calcolato che il paese dove vive non accetta che un vecchio «possa far cantare la sua anima e battere le mani» , e decide di corteggiare una ragazza ventenne che lo denuncerà per molestie sessuali.

Lurie rifiuta di difendersi e si rifugia a casa della figlia che cerca di abituarsi a lui, ma in realtà lo considera soltanto un ingombro.
La ragazza vive in campagna, circondata da vicini di casa che sono contadini ad uno stadio primordiale.
Viene aggredita ed il padre non è nemmeno in grado di difenderla.
Lurie è soltanto più un vecchio uomo caduto in disgrazia e non fa nemmeno pena, perchè non riesce ad ammorbidire gli spigoli della sua indole critica e saccente, non riesce a guardare le ragazzine con piacere e senza desiderio.

Lurie, il primo giorno in cui viene ospitato da sua figlia, dedica una attenzione maniacale alla liturgia del proprio mangiare: «niente disgusta un figlio più del corpo di un genitore quando esplica le sue funzioni ».
Quanto è vero!
Sante parole.