SONNET XVII
I do not love you as if you were salt-rose, or topaz,
or the arrow of carnations the fire shoots off.
I love you as certain dark things are to be loved,
in secret, between the shadow and the soul.
I love you as the plant that never blooms
but carries in itself the light of hidden flowers;
thanks to your love a certain solid fragrance,
risen from the earth, lives darkly in my body.
I love you without knowing how, or when, or from where.
I love you straightforwardly, without complexities or pride;
so I love you because I know no other way
than this: where I does not exist, nor you,
so close that your hand on my chest is my hand,
so close that your eyes close as I fall asleep.
Pensieri volanti di una non più così giovane italiana, trasferita in terra d'Albione per necessità amorose, attratta morbosamente dalla parola scritta, talvolta infastidita dalla parola detta, sopratutto al telefono.
Sunday, July 19, 2009
Politica pop
"...il rapporto fra le istituzioni, i leader e gli elettori in tempo di democrazia dell'opinione. Quando i cittadini diventano pubblico. Spettatori. Le istituzioni e i leader: attori. I media: teatro. Quando i valori diventano slogan. Le politiche ed i politici prodotti da vendere. Quando il privato diventa pubblico. Perchè è esposto in pubblico. E ha valore pubblico. Quando il gossip: diventa linguaggio politico. E' l'epoca della "politica pop". E si rischia di scambiare la popolarità per la realtà. Identificare la realtà popolare con la realtà sociale. Peggio: con l'etica pubblica. E viceversa, immaginare l'etica pubblica come un dato. Mqa ciò che pensa e dice la gente, anche in larga maggioranza, non è "innato". Riflesso natura umana. Intanto perchè una minoranza, talora molto ampia, pensa e dice diversamente. Poi perchè a costruire l'opinione pubblica e la realtà sociale contribuiscono, in misura significativa le istituzioni, chi le rappresenta e governa...
Attraverso i media. Il fatto che l'intolleranza e la xenofobia montino a folate in modo non coerente con le tendenze dei reati e dei crimini. Non è un "fatto", ma un "risultato". ..
Si pensi all'esecrazione che, a seconda del periodo, investe i cani assassini, gli zingari, i romeni, gli albanesi. Gli islamici. A ondate...
La realtà sociale, inoltre, è spesso trasfigurata dall'iperrealtà...
Un ritratto quasi fotografico. Che si concentra su alcuni particolari. Li dilata oppure li riproduce in modo ossessivo. Così propone uno specchio tanto fedele quanto distorto. Riflette una prospettiva unilaterale della realtà...
tanto più oggi in Italia, dove i confini tra hi guida la politica, i media, il governo, sono tanto sottili e confusi che quasi non si vedono.Per questo ciò che il premier dice e non dice. Quel che fa e non fa. Anche in privato. Ha valore pubblico.
Forma - o deforma - i valori pubblici. E privati...
In questo "specchio unico"... si riflette e si dilata, ripetuta e dilatata all'infinito, l'immagine del Berlusconi-che-è-in-noi. fino a sovrapporla al nostro profilo. Un'idea che personalmente mi inquieta non poco."
Da "La Repubblica" di domenica 19 luglio 2009 - Ilvo Damanti
Attraverso i media. Il fatto che l'intolleranza e la xenofobia montino a folate in modo non coerente con le tendenze dei reati e dei crimini. Non è un "fatto", ma un "risultato". ..
Si pensi all'esecrazione che, a seconda del periodo, investe i cani assassini, gli zingari, i romeni, gli albanesi. Gli islamici. A ondate...
La realtà sociale, inoltre, è spesso trasfigurata dall'iperrealtà...
Un ritratto quasi fotografico. Che si concentra su alcuni particolari. Li dilata oppure li riproduce in modo ossessivo. Così propone uno specchio tanto fedele quanto distorto. Riflette una prospettiva unilaterale della realtà...
tanto più oggi in Italia, dove i confini tra hi guida la politica, i media, il governo, sono tanto sottili e confusi che quasi non si vedono.Per questo ciò che il premier dice e non dice. Quel che fa e non fa. Anche in privato. Ha valore pubblico.
Forma - o deforma - i valori pubblici. E privati...
In questo "specchio unico"... si riflette e si dilata, ripetuta e dilatata all'infinito, l'immagine del Berlusconi-che-è-in-noi. fino a sovrapporla al nostro profilo. Un'idea che personalmente mi inquieta non poco."
Da "La Repubblica" di domenica 19 luglio 2009 - Ilvo Damanti
Wednesday, July 15, 2009
Quanto fatturare?
Il mio medico mi ha detto che il mio fisico secerne alti livelli di adrenalina di natura.
Non si riscontrano picchi durante gli aumenti di fatturato.
Forse sono diventata insensibile. Forse dovrei commuovermi davanti ai numeri.
Invece mi commuovo davanti ad una nonna che cerca di telefonare, le cade il cellulare, si apre in due parti, lei lo raccoglie a fatica dalle scale della metropolitana, dove piedi veloci la circondano, e lo fissa disperata.
Non sarà mai in grado di ricomporlo.
Forse quella nonna di cellulari ne ha altri cinque a casa e chiama i nipoti in conference call. Mi piace soltanto pensare che tutto sia malinconico a volte.
Diciamocelo, se aumentasse il fatturato, non voglio essere ipocrita, sarei molto più serena.
Forse non me ne preoccupo abbastanza o mi sfugge la mission aziendale.
Sì, mi sfugge la mission.
Non ho la vision.
Non si riscontrano picchi durante gli aumenti di fatturato.
Forse sono diventata insensibile. Forse dovrei commuovermi davanti ai numeri.
Invece mi commuovo davanti ad una nonna che cerca di telefonare, le cade il cellulare, si apre in due parti, lei lo raccoglie a fatica dalle scale della metropolitana, dove piedi veloci la circondano, e lo fissa disperata.
Non sarà mai in grado di ricomporlo.
Forse quella nonna di cellulari ne ha altri cinque a casa e chiama i nipoti in conference call. Mi piace soltanto pensare che tutto sia malinconico a volte.
Diciamocelo, se aumentasse il fatturato, non voglio essere ipocrita, sarei molto più serena.
Forse non me ne preoccupo abbastanza o mi sfugge la mission aziendale.
Sì, mi sfugge la mission.
Non ho la vision.
Tuesday, July 07, 2009
Vederci chiaro

Di questi tempi pare che le strade siano diventate di gomma, che ad ogni passo i piedi sprofondino e si stanchino le gambe ad arrancare.
Pare che la meta si allontani perchè non è chiaro se quel punto tra gli arbusti all'orizzonte sia poi quello che si è raggiunto il giorno successivo, oppure sia quello dopo, perchè da lontano non si capisce mai nulla, da lontano sembra tutto uguale.
Avvicinandoci ci accorgiamo che quello che sembrava un sacco della spazzatura è in realtà un grosso cane nero morto. Che la splendida farfalla vista da sotto è una creatura mostruosa, una sorta di scarafaggio.
Con questo non voglio dire proprio un bel niente di particolare, ma soltanto che se vogliamo vederci in un modo, ci conviene immaginarci fortunati, così non scambiamo cani morti per sacchi della spazzatura.
Tutto qui.
Memorie del sottosuolo
"Io non solo non ho saputo diventare cattivo, ma non ho saputo diventare niente: né cattivo, né buono, né furfante, né onesto, né eroe, né insetto. Ed ora vivo nella mia tana facendomi beffe di me stesso, con la maligna e vana consolazione che d'altronde un uomo intelligente non può diventare sul serio "qualcosa", solo uno stupido diventa qualcosa. E' proprio così, l'uomo intelligente del diciannovesimo secolodev'essere, ed è moralmente tenuto ad essere, un uomo senza carattere. Un uomo di carattere, invece, un uomo d'azione, è un essere prevalentemente limitato."
"Memorie del sottosuolo" Fedor Dostoevskij
"Memorie del sottosuolo" Fedor Dostoevskij
Monday, June 22, 2009
E se un punto e un cerchio fossero la stessa cosa?

E poi succede esattamente quella cosa, minuscola, ma così influente. Proprio quella cosa che non doveva succedere.
La reazione più immediata è quella di trovare una ragione: perchè è successo proprio oggi, in quel modo, proprio a me?
Si hanno sempre motivazioni in tasca che spaziano dalla scaramanzia, al karma, a disegni divini, l'importante è trovarne una e poi crederci ciecamente.
Proprio quello che non doveva succedere, esattamente quella cosa, quella che non doveva proprio accadere, rientra così in una geometria immaginaria.
In un bel cerchio rotondo, o, peggio, in un quadrato.
Così ci sembra di aver trovato un senso.
Così ci dimentichiamo che la geometria è un invenzione nostra, ma ci sentiamo a posto.
Sunday, May 31, 2009
Piccole evasioni
Ero a questo convegno sul retail, in un hotel elegante, polveroso, asfissiante e moquettoso, ciò che si diceva era interessante, ma a causa delle poche ore di sonno, mi stava cadendo la testa e la palpebra calava irriverente.
Così sono andata in bagno per riattivare la circolazione dei piedi scomodi nelle scarpe taccate e fare una lunga e scrosciante pipì.
Uscendo dalla toilette mi trovo davanti un rullo automatico per lucidar le scarpe, ma io avevo i sandali: allora cosa ho fatto? Mi sono lucidata i piedi.
Così mi sono ricordata che si può sempre uscire dagli schemi e così ci si risveglia!
Così sono andata in bagno per riattivare la circolazione dei piedi scomodi nelle scarpe taccate e fare una lunga e scrosciante pipì.
Uscendo dalla toilette mi trovo davanti un rullo automatico per lucidar le scarpe, ma io avevo i sandali: allora cosa ho fatto? Mi sono lucidata i piedi.
Così mi sono ricordata che si può sempre uscire dagli schemi e così ci si risveglia!
Monday, May 18, 2009
Cappotti
Nemmeno indossare questi cento cappotti imbottiti ci protegge dell'essere traditi.
Tutti esposti in egual modo all'indelicatezza altrui. Tutti indelicati per non essere nauseanti, nauseati dall'indelicatezza altrui.
Quando ci accorgiamo che ad essere troppo delicati si diventa noiosi. Ecco che ricominciamo ad immaginare qualcos'altro. Qualcosa che ci protegga ancora dal rischio di essere così semplici da essere normali.
E chi vuole essere normale?
Avete mai provato a dire a qualcuno "sei normale"?
E' la peggior offesa.
Tutti esposti in egual modo all'indelicatezza altrui. Tutti indelicati per non essere nauseanti, nauseati dall'indelicatezza altrui.
Quando ci accorgiamo che ad essere troppo delicati si diventa noiosi. Ecco che ricominciamo ad immaginare qualcos'altro. Qualcosa che ci protegga ancora dal rischio di essere così semplici da essere normali.
E chi vuole essere normale?
Avete mai provato a dire a qualcuno "sei normale"?
E' la peggior offesa.
Wednesday, May 06, 2009
Madeleine
Il tuo profumo, lo stesso di dodici passi indietro a ritroso, mi ha spinta in alto, nel tempo circolare.
E' la madeleine di Proust di "Alla ricerca del tempo perduto", che peraltro non ho mai letto.
E così si è accesa una luce, del colore più splendente. Splende della certezza di averti ritrovato, della certezza di poterti baciare adesso.
E ancora adesso, in questo adesso di un secondo dopo, che mentre scrivo ho già perso.
E' la madeleine di Proust di "Alla ricerca del tempo perduto", che peraltro non ho mai letto.
E così si è accesa una luce, del colore più splendente. Splende della certezza di averti ritrovato, della certezza di poterti baciare adesso.
E ancora adesso, in questo adesso di un secondo dopo, che mentre scrivo ho già perso.
The Wrestler

In "The Wrestler" Mickey Rourke comunica prefettamente il disagio del personaggio, la trama segue una convenzionalità scontata, però colpisce quanto Mickey riesca a comunicare il disagio fisico, l'ingombro, a commuovere.
Anche la pelle invecchiata dalle lampade, sembra di toccarla quella pelle di cuoio, bruciata e sporca. Impressionante.
Mickey Rourke dichiara in un'intervista che quando non aveva un soldo e tutti gli chiudevano la porta in faccia, soltanto Bruce Springsteen lo ha ospitato.
Teniamone conto: in casi estremi chiamare il buon Bruce.
Violenza reale
A proposito di persone che vogliono sempre avere il controllo di tutto, mi raccontano oggi che un certo signore che si trova a ricoprire una carica prestigiosa nell'organigramma di un'azienda ben conosciuta, un anno fa ha spaccato una scrivania sulla schiena della moglie.
La signora ha passato un anno in ospedale e non l'ha denunciato.
Le violenze domestiche mi inquietano.
Ho sempre temuto le persone senza capacità di immaginazione.
A tal proposito credo sia necessario, almeno in età adolescenziale, immaginare di uccidere almeno un familiare, almeno una volta, anche soltanto per un secondo.
Senza immaginazione si finisce per mettere in atto quello a cui non si è mai osato pensare perchè troppo proibitivo. Esattamente quello poi arriva ad ossessionarci.
La signora ha passato un anno in ospedale e non l'ha denunciato.
Le violenze domestiche mi inquietano.
Ho sempre temuto le persone senza capacità di immaginazione.
A tal proposito credo sia necessario, almeno in età adolescenziale, immaginare di uccidere almeno un familiare, almeno una volta, anche soltanto per un secondo.
Senza immaginazione si finisce per mettere in atto quello a cui non si è mai osato pensare perchè troppo proibitivo. Esattamente quello poi arriva ad ossessionarci.
Un cuore così bianco

"La vera unione nei matrimoni e nelle coppie la portano le parole, più delle parole dette - dette volontariamente - le parole che non si possono tacere - che non si possono tacere senza l'intervento della nostra volontà.
Non è tanto il fatto che tra due persone che condividono il cuscino non ci siano segreti perché così hanno deciso - cosa in sé abbastanza grave per costituire un segreto, ma che non lo è se lo si tace -, quanto il fatto che non è possibile smettere di raccontare, e riferire, e commentare ed enunciare, come se fosse questa l'attività primordiale delle coppie, almeno di quelle recenti che ancora non sentono l'indolenza delle parole. Non è solo che con la testa sul cuscino ricordiamo il passato e anche l'infanzia e ci ritroviamo nella memoria e nella bocca i fatti remoti e i più insignificanti e tutti acquistano valore e sembrano degni di venire ricordati ad alta voce, né che siamo disposti a raccontare tutta la nostra vita a chi appoggia la testa sul nostro cuscino, come se sentisse il bisogno che tale persona potesse vederci dal principio - soprattutto dal principio, ossia, da bambini - e potesse assistere attraverso la narrazione a tutti gli anni in cui non ci conoscevamo e che adesso crediamo di aver trascorso nell'attesa di incontrarci. Non è solo, neppure, un'ansia comparativa o di parallelismi o di ricerca di coincidenze, di sapere ognuno dov'era l'altro nelle differenti epoche delle proprie esistenze e fantasticare sull'improbabile possibilità di esserci conosciuti prima, agli amanti il loro incontro sembra avvenuto sempre troppo tardi, come se il tempo della loro passione non fosse più adeguato o mai abbastanza lungo, visto in retrospettiva (diffidiamo del presente), o forse non si sopporta che tra loro non ci sia stata passione, nemmeno intuita, quando entrambi stavano già al mondo, inseriti nel loro trascorrere frenetico ma dandosi le spalle, senza conoscersi né forse volerlo. Non è nemmeno che si stabilisca un sistema di quotidiano interrogatorio che, per stanchezza o abitudine, nessun coniuge riesce ad evitare e dunque finiscano tutti per rispondere. È piuttosto che lo stare insieme consiste in buona parte nel pensare ad alta voce, nel pensare tutto due volte invece che una, una con il pensiero e l'altra con il racconto, il matrimonio è un'istituzione narrativa."
(Javier Marìas, Un cuore così bianco, pp. 151-52)
Monday, April 27, 2009
Un Cuore così Bianco - Javier Marias
"La verità non riluce. come si dice, perché l’unica verità è quella che non si conosce e non si trasmette, quella che non si traduce con parole né con immagini, quella celata e non controllata, forse per questo si racconta tanto o si racconta tutto, perché niente sia mai accaduto, una volta raccontato."
Sunday, April 26, 2009
Raptus
Sabato sera sono finita in macchina con la donna più griffata del mondo.
Dopo poco non ce l'ho fatta e, riferendomi ad altre persone, dico: "Chissà se tutti quelli "fashion" sono anche ignoranti, sarà una regola matematica? Ma no! O forse sì, forse sì."
Ogni tanto questi comportanmenti istintivi mi assalgono e credo che sia lo stesso raptus che prende gli assassini, se nti come un formicolio alla lingua e devi dire esattamente quella cosa. Quella che ferirà quella persona o che sai non è nemmeno la più giusta. Così finisco per giudicare.
Dopo poco non ce l'ho fatta e, riferendomi ad altre persone, dico: "Chissà se tutti quelli "fashion" sono anche ignoranti, sarà una regola matematica? Ma no! O forse sì, forse sì."
Ogni tanto questi comportanmenti istintivi mi assalgono e credo che sia lo stesso raptus che prende gli assassini, se nti come un formicolio alla lingua e devi dire esattamente quella cosa. Quella che ferirà quella persona o che sai non è nemmeno la più giusta. Così finisco per giudicare.
Conigli
Scrivevo un anno fa di conigli, del disegno misterioso che il padre di tutti i conigli aveva in serbo per me. Me lo sentivo.
Il coniglio mi ha aperto un cunicolo spazio-temporale, quello che cercavo da tempo. Ongi tanto ci entro e finisco proprio dove vorrei essere, dove il tempo si può toccare e tutte le volte che questo accade, è incredibile, vedo un coniglio comparire da qualche parte.
Il coniglio mi ha aperto un cunicolo spazio-temporale, quello che cercavo da tempo. Ongi tanto ci entro e finisco proprio dove vorrei essere, dove il tempo si può toccare e tutte le volte che questo accade, è incredibile, vedo un coniglio comparire da qualche parte.
Wednesday, April 15, 2009
Fondamenta
Spesso credo che il mio letto sia una barca e mi sveglio sempre altrove.
Incontro spesso una profonda tristezza che mi fa amare molto più intensamente ogni singolo gradino delle scale che non manco di fare velocemente.
Trovo un anziano signore seduto al sole, sul marciapiede di una strada urbana principale che osserva i lavori di costruzione di un palazzo. Venti metri di fondamenta e terra a quintali.
Il nonno è senza denti e muove ritmicamente la mandibola come un ruminante.
Potrebbe essere estremamente fastidioso, ma per un minuto è poesia. Per dieci minuti è tristezza.
Per un'ora sai che ricorda la campagna dell'Italia postbellica, dove stava felice con la moglie in un vestito a piccoli fiori.
Per due ore torna il fastidio.
Milano fa profondamente schifo e mi fa schifo chi continua a costruire.
Incontro spesso una profonda tristezza che mi fa amare molto più intensamente ogni singolo gradino delle scale che non manco di fare velocemente.
Trovo un anziano signore seduto al sole, sul marciapiede di una strada urbana principale che osserva i lavori di costruzione di un palazzo. Venti metri di fondamenta e terra a quintali.
Il nonno è senza denti e muove ritmicamente la mandibola come un ruminante.
Potrebbe essere estremamente fastidioso, ma per un minuto è poesia. Per dieci minuti è tristezza.
Per un'ora sai che ricorda la campagna dell'Italia postbellica, dove stava felice con la moglie in un vestito a piccoli fiori.
Per due ore torna il fastidio.
Milano fa profondamente schifo e mi fa schifo chi continua a costruire.
Cambiamenti
Non si capisce esattamente quale potrà essere il cambiamento in arrivo, non sarà immediatamente decifrabile, certamente se lo fosse avrebbero investito tutti in quello spiffero di luce.
Probabilmente qualcuno l'ha già fatto e se ne sta ben tranquillo e soddisfatto ad aspettare, ma senza troppo entusiasmo, quello è concesso in esclusiva soltanto a chi ha un animo puro, i risultati.
Credo sia giunta l'ora per alcuni stati di salire sul palco. L'Europa è vecchia ed è anche saggia, potrebbe starsene sulla sedia a dondolo dei mari a contemplare i giovani che crescono.
Probabilmente qualcuno l'ha già fatto e se ne sta ben tranquillo e soddisfatto ad aspettare, ma senza troppo entusiasmo, quello è concesso in esclusiva soltanto a chi ha un animo puro, i risultati.
Credo sia giunta l'ora per alcuni stati di salire sul palco. L'Europa è vecchia ed è anche saggia, potrebbe starsene sulla sedia a dondolo dei mari a contemplare i giovani che crescono.
Tuesday, March 24, 2009
Volontà e destino
"Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar:
"Quanto a me, ho cercato la libertà più che la potenza, e quest'ultima soltanto perché, in parte, secondava la libertà. Quel che m'interessava non era una filosofia dell'uomo libero – mi hanno sempre tediato tutti, quelli che vi si provano – bensì una tecnica: volevo trovare la cerniera ove la nostra volontà s'articola al destino; ove la disciplina, anziché frenarla, asseconda la natura".
"Quanto a me, ho cercato la libertà più che la potenza, e quest'ultima soltanto perché, in parte, secondava la libertà. Quel che m'interessava non era una filosofia dell'uomo libero – mi hanno sempre tediato tutti, quelli che vi si provano – bensì una tecnica: volevo trovare la cerniera ove la nostra volontà s'articola al destino; ove la disciplina, anziché frenarla, asseconda la natura".
Saturday, March 14, 2009
Uno, nessuno e centomila

"Abbiamo tante vite quante sono le persone con cui conversiamo....
Tale relatività evoca il principio di Indeterminazione di Heisenberg, chiamato a spiegare ogni situazione in cui l'osservatore guarda e al contempo influisce sulla cosa che sta guardando.. Pare che Heisenberg abbia detto che se se trascorri qualche tempo ad osservare atomi al microscopio, questi diverranno tanto consapevoli della tua condizione da cominciare a fare cose che non avrebbero fatto in privato; il che equivale ad affermare che, spiando i vostri vicini con un telescopio, avete buone probabilità di interrompere il loro propositi di teneri abbracci sul pavimento in soggiorno."
"Le biografie sembrano in gran parte ignare delle implicazioni della teoria di Heisenberg."
Alain de Botton "Cos'è una Ragazza"
Chissà se qualcuno sta osservando la palla rotante nella quale viviamo.
In caso di risposta affermativa, questo cambia le regole del gioco?
Wednesday, March 04, 2009
Natura morta - da "L'Eleganza del Riccio"
"E' così estenuante desiderare incessantemente...ben presto aspiriamo ad un piacere senza ricerca, sogniamo una condizione felice che non abbia nè inizio, nè fine e in cui la bellezza non sia nè finalità, nè progetto, ma divenga la certezza stessa della nostra natura.
Ebbene questa condizione è l'arte.
...
Nella scena muta, senza vita nè movimento, si incarna un tempo privo di progetti, una perfezione strappata alla durata ed alla sua logora avidità - un piacere senza desiderio, un'esigenza senza durata, una bellezza senza volontà.
Giacchè l'arte è l'emozione senza il desiderio."
Muriel Barbery
Il romanzo ha deluso un pò le mie aspettative, peraltro molto alte, poichè mi era stato consigliato con entusiasmo e lo ritrovavo sempre in cima alle classifiche.
E' come quando quelle amiche innamorate di fresco ti parlano del loro nuovo fidanzato e lo elogiano senza tregua per le tue povere, sfinite orecchie: il fidanzato immaginato sarà sempre più deludente di quello reale.
"L'Eleganza del Riccio" possiede un nitidezza cinematografica delle immagini.
Ci troviamo in un palazzo aristocratico nel centro di Parigi: la storia di una portinaia, che pare il classico stereotipo della portinaia.
Scopriamo presto che la signora cicciottella, mentre finge di guardare programmi trash, ascolta di nascosto musica classica e legge testi filosofici. La singoalre storia di questa signora si intreccia con quella di una dodicenne figlia di un ricco deputato, che rifiuta i giochi ipocriti degli adulti che la circondano e cerca in tutti i modi di differenziarsi, decidendo anche di porre fine alla sua vita per non dover sopportare tutta quella superficialità. La salverà soltanto l'incontro con la portinaia filosofa, dal quale nascerà una profonda amicizia.
Le dissertazioni filosofiche sono sempre argute, ma irrigidiscono lo scorrere del tempo.
La trama che blocca lo scorrere del tempo nella finzione, la trama che si inceppa, è paura della morte, paura del divenire.
Le stesse figure del romanzo vorrebbero essere diverse, ma non riescono ad uscire dal loro guscio, peepetuando questo "vivere di una grandezza latente".
Svevo viveva di una grandezza latente e rimaneva inerte e soddisfatto nell'immaginare quello che avrebbe potuto fare, compiaciuto, nel suo cimitero dei buoni propositi.
Ebbene questa condizione è l'arte.
...
Nella scena muta, senza vita nè movimento, si incarna un tempo privo di progetti, una perfezione strappata alla durata ed alla sua logora avidità - un piacere senza desiderio, un'esigenza senza durata, una bellezza senza volontà.
Giacchè l'arte è l'emozione senza il desiderio."
Muriel Barbery
Il romanzo ha deluso un pò le mie aspettative, peraltro molto alte, poichè mi era stato consigliato con entusiasmo e lo ritrovavo sempre in cima alle classifiche.
E' come quando quelle amiche innamorate di fresco ti parlano del loro nuovo fidanzato e lo elogiano senza tregua per le tue povere, sfinite orecchie: il fidanzato immaginato sarà sempre più deludente di quello reale.
"L'Eleganza del Riccio" possiede un nitidezza cinematografica delle immagini.
Ci troviamo in un palazzo aristocratico nel centro di Parigi: la storia di una portinaia, che pare il classico stereotipo della portinaia.
Scopriamo presto che la signora cicciottella, mentre finge di guardare programmi trash, ascolta di nascosto musica classica e legge testi filosofici. La singoalre storia di questa signora si intreccia con quella di una dodicenne figlia di un ricco deputato, che rifiuta i giochi ipocriti degli adulti che la circondano e cerca in tutti i modi di differenziarsi, decidendo anche di porre fine alla sua vita per non dover sopportare tutta quella superficialità. La salverà soltanto l'incontro con la portinaia filosofa, dal quale nascerà una profonda amicizia.
Le dissertazioni filosofiche sono sempre argute, ma irrigidiscono lo scorrere del tempo.
La trama che blocca lo scorrere del tempo nella finzione, la trama che si inceppa, è paura della morte, paura del divenire.
Le stesse figure del romanzo vorrebbero essere diverse, ma non riescono ad uscire dal loro guscio, peepetuando questo "vivere di una grandezza latente".
Svevo viveva di una grandezza latente e rimaneva inerte e soddisfatto nell'immaginare quello che avrebbe potuto fare, compiaciuto, nel suo cimitero dei buoni propositi.
Etichette:
L'eleganza del Riccio - Muriel Barbery
Subscribe to:
Posts (Atom)