Parte un post. Gira l'angolo, gli corro dietro, ma non lo vedo già più, sparito.
Avevo un mucchietto di parole in tasca, a casa le avevo riempite di significato, prima di andare a letto, ieri sera, le avevo incartate nella stagnola con cura.
Arrivo in ufficio, mi siedo: nelle tasche ci sono soltanto più frammenti di cose già dette, sparpagliate, appallottolate, briciole e polvere.
Afferro la lucertola e si stacca la coda.
Fuori dalla montagna di marmo, dove arrivano tubi di alluminio fumanti a vomitare persone, un baffuto signore in ciabatte mi ha sussurrato: "Sigarieta", gli ho chiesto se voleva una sigaretta, no, mi vuole vendere una stecca di Malboro rosse ucraine. Magari ci guadagna più di me e sta pure all'aria aperta.
Tutti i post sfuggiti ai padroni sono all'inizio dell'arcolbaleno.
Ci sono persone che incontri al mattino che luccicano, si meritano proprio di essere felici e si capisce benissimo.