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Thursday, July 26, 2012

Camera 321

Ieri mi sono fermata a dormire in un Holday Inn, causa mancanza di treni la domenica mattina per tornare a lavoro.
C'e' qualcosa di magico nel fermarsi soli a dormire negli alberghi. Vagare per i lunghi corridoi con la moquette rossa e blu, sentendo soltanto i propri passi ovattati, entrare in una camera uguale a tutte le altre, dove ti aspetta una televisione, accesa e fissa sull'elenco di servizi che l'albergo offre.
Rumore bianco.
Un uomo con un mantello da pecora aspettava quelli che premevano un certo tasto dell'ascensore di un albergo, al piano due e mezzo o un qualsiasi numero e mezzo, in Dance, Dance, Dance di Haruki Murakami. Dava consigli saggi e molto filosofici. Qui c'e'.
Silenzio.
Al piano uno anziane signore e giocatori di golf che leggono i sottotitoli del telegiornale della Tv muta.
Chi pulisce queste stanze cancella le tracce dell'inquilino precedente, così anche le nostre saranno eliminate. Come se non fossimo mai arrivati, non fossimo mai partiti. Se nessuno sa dove siamo, non ci troveranno mai, al terzo piano, camera 321.
Dimenticarsi di sè. Non è possibile in casa, per strada, a lavoro.
Alchimie della camera 321.

Tuesday, June 26, 2012

Trainspotter

Mentre attendo il treno al binario, comodamente seduta in panchina, mi si avvicina un personaggio saltellante e sorridente, che agita le braccia come se cercasse di prendere il volo.
Naturalmente mi si avvicina. Mi dice che si e' scottato il collo perché e stato tutto il giorno al sole. "Mi sono scottato tutto perché sono stato tutto il giorno sui binari", poi abbassa la voce e come a rivelarmi un prezioso segreto aggiunge:"sai, perché sono un trainspotter!" "Veramente?"dico. Eccoci qui, ci mancava solo il trainspotter. "Certamente, sono iscritto anche al fan club."
"Quindi cosa fate esattamente? Guardate i treni e li contate?" "Nooo. dice lui." E apre un libretto pieno zeppo di cifre e un blocco straripante di numeri.
"Vedi?"
Evito di chiedere altro perché sento che sta per entrare in un modo di dettagli che non voglio proprio sentire dopo undici ore di lavoro. Ma lui me li vomita addosso lo stesso, numeri che corrispondono a treni.
"La vuoi vedere una foto?"
"Vabbé, fammi vedere 'sta foto." E mi fa vedere la foto di un treno rosso.
"Appena dipinto"
"Bello" Arriva il suo treno.
"A casa mi aspetta una patata ripiena e poi nanna."
Saltella via, pieno di certezze.

Thursday, May 17, 2012

NHS, lezioni di anatomia

Ho un appuntamento dal medico alle dieci e dieci, NHS, sistema sanitario inglese, appuntamenti precisi e senza attesa. Numeri inquietanti, pari e ripetitivi.
Arrivo alle dieci e cinque, alle dieci e dodici sono seduta comodamente nello studio del medico.
Partenza ottima.
Gli spiego che intorno a febbraio mi aveva visitata un suo collega, avevo lamentato dolore alla parte sinistra del viso, intorno all'occhio, riportavo anche un fastidio all'interno dell'orecchio. Il collega mi prescrisse uno spray dopo aver controllato le cavità nasali con uno strumento. Mi consigliò di usare lo spray per un mese, nel caso in cui non avesse funzionato mi sarei dovuta ripresentare per ulteriori indagini.
"Eccomi qui dunque."
"Bhè, potrebbe essere qualsiasi cosa. Di dolori soffriamo in tanti."
Dico: "Sì, infatti. Mi piacerebbe conoscerne la causa, così potrei andare alla radice, invece di continuare a mangiare Neurofen a colazione."
"Bhè, devi continuare a prendere le medicine."
"Non potrebbe essere infiammazione del trigemino? Reumatismi? Sinusite?"
"Mi stai dicendo tante cose. Ti preoccupi molto? Pensi spesso a queste cose?"
No, non credo di essere ipocondriaca. Ho un male reale mi piacerebbe conoscerne la causa se non sai cosa ho, dimmelo, non stare a fare giri di parole. Non dare la colpa alle mie paranoie. Non cercare di mettere in pratica quel manuale del cazzo che hai letto: "Come essere empatico con il clienti", perché ti viene male. Quella parte che hai recitato sulle preoccupazioni, sul farsi troppe domande, è fuori contesto, ho male alla parte destra del viso cazzo. Vengo da te per essere rassicurata, consigliata, non presa per il culo! Ho capito che in sala d'aspetto c'è gente grave, l'età media è 70 anni. A proposito c'è una signora che ogni volta che qualcuno si alza perché si sente chiamare dall'infermiera, fa i complimenti per l'ottimo udito. Dice per la precisione:'Jolly good hearing!' Ciò non significa che io debba convivere con il dolore. Chi cazzo l'ha detto? Il tuo lavoro è provarci, non sminuire il mio problema. Comprati un manuale decente, vai ad una corso di recitazione!
Il dottore inserisce le parole chiave che gli ho suggerito e mi stampa dieci pagine sull'infiammazione del trigemino e la sinusite, me le consegna: "Dacci un occhio, non mi sembra rispecchino i tuoi sintomi." Sono le cose che ho letto su Wikipedia da sola, nemmeno in inglese, in italiano le ho lette. Ma possibile!" Mi consiglia di ricomprare lo spray e di usarlo sempre. L'atro dottore mi aveva detto che non va usato per più di venti giorni.

"Nel dicembre del 1973 aveva perduto ogni speranza di trovare un trattamento, un farmaco, un medico o una cura; sicuramente, di trovare la malattia. Con la quale conviveva, ma non perché avesse imparato a farlo...E se quello che ti stava capitando fosse davvero qualcosa di terribile? In ogni modo, anche se terribile non era confronto alle tribolazioni del mondo intero, sembrava terribile a lui.Da "La Lezione di Anatomia" Philip Roth. Mi faccio condizionare dalle letture?