La neve sta lentamente imbiancando la piazza, qui fuori dalla mia finestra.
Alcuni iperattivi dodicenni escono incappucciati dalla pizzeria di fronte e fanno a palle di neve. Sono strepitose le prime uscite in pizzeria alle medie, pare sia ancora di moda ordinare birra e gazzosa.
All'interno della pizzeria di fronte si trovano appesi, nell'ordine: un quadro di Totò, la foto del papa con i propietari ed una gigantografia della costiera amalfitana.
I ragazzi qui fuori scoppiano dei mini petardi e gridano agitatissimi, continuano a raccogliere neve.
Mi viene freddo solo a guardarli.
Oblomov smise di frequentare l'amata Olga perchè d'inverno ghiacciò il fiume a San Pietroburgo e lui si impigrì. Rinunciò al vero amore per paura del movimento e del freddo. In passato l'ho criticato, oggi lo capisco. Questa sera me lo vorrei prendere in braccio quell'omone per scaldarmi.
Questa sera sono oblomovista.
Pensieri volanti di una non più così giovane italiana, trasferita in terra d'Albione per necessità amorose, attratta morbosamente dalla parola scritta, talvolta infastidita dalla parola detta, sopratutto al telefono.
Friday, December 18, 2009
Gelosia
Talvolta provo un sentimento incontrollabile di intolleranza verso una situazione che manda in merda le mie giornate, credo si tratti di gelosia.
Mi si ferma a metà gola una specie di animale invisibile, ricava un piccolo spazio tra la laringe e la faringe, e rimane lì, a schiacciarmi il sistema digerente. Ogni tanto si rigira.
Solitamente, cercando di rimanere lucida, cerco di portare la mia attenzione altrove, fingendomi del tutto disinteressata e superiore, mentre l'animale continua a rigirarsi e a rigirarsi.
Sono gelosa perchè diffido di tutti. In primo luogo diffido di me e dei miei desideri.
Mi si ferma a metà gola una specie di animale invisibile, ricava un piccolo spazio tra la laringe e la faringe, e rimane lì, a schiacciarmi il sistema digerente. Ogni tanto si rigira.
Solitamente, cercando di rimanere lucida, cerco di portare la mia attenzione altrove, fingendomi del tutto disinteressata e superiore, mentre l'animale continua a rigirarsi e a rigirarsi.
Sono gelosa perchè diffido di tutti. In primo luogo diffido di me e dei miei desideri.
Sunday, November 22, 2009
Riconoscenza
L'oroscopo della settimana dice che "nutro dei profondi sentimenti di gratitudine verso la vita", è vero.
Me lo doveva ricordare la signora che legge le stelle, alle quali assolutamente non credo, però mi piace farmi influenzare da quello che scrivono sulle riviste, seguire quello che mi dicono.
Un weekend umido e piovoso, ho mimato film con amici a casa mia, come alle medie, sono stata a mangiare la polenta ad un compleanno il giorno successivo: l'aspetto magnifico di tutto questo è che sono circondata da persone luccicanti. Sono strabordante di pura gratitudine verso la vita. Bell'oroscopo.
A Cannes in settimana ho goduto di un clima mite, incontrato persone alle quali tengo. Con una di queste ci diciamo che bisogna danzare, che roteando si va altrove a volte, che le strade si dividono e bisogna seguire la musica.
Ogni tanto nei sogni trovo un signore con una giacca di pecora che mi dà delle indicazioni, mi segnala le persone che mi hanno toccato il cuore, me le fa incontrare se non le vedo da un pò.
Che strano poi sbagliare passo per un attimo e scoprire che la danza viene meglio così, un pò tentennante.
Dance, dance, dance.
Me lo doveva ricordare la signora che legge le stelle, alle quali assolutamente non credo, però mi piace farmi influenzare da quello che scrivono sulle riviste, seguire quello che mi dicono.
Un weekend umido e piovoso, ho mimato film con amici a casa mia, come alle medie, sono stata a mangiare la polenta ad un compleanno il giorno successivo: l'aspetto magnifico di tutto questo è che sono circondata da persone luccicanti. Sono strabordante di pura gratitudine verso la vita. Bell'oroscopo.
A Cannes in settimana ho goduto di un clima mite, incontrato persone alle quali tengo. Con una di queste ci diciamo che bisogna danzare, che roteando si va altrove a volte, che le strade si dividono e bisogna seguire la musica.
Ogni tanto nei sogni trovo un signore con una giacca di pecora che mi dà delle indicazioni, mi segnala le persone che mi hanno toccato il cuore, me le fa incontrare se non le vedo da un pò.
Che strano poi sbagliare passo per un attimo e scoprire che la danza viene meglio così, un pò tentennante.
Dance, dance, dance.
Saturday, November 21, 2009
Vite parallele - Franco Battiato

Mi farò strada tra cento miliardi di stelle
la mia anima le attraverserà
e su una di esse vivrà eterna.
Vi sono dicono cento miliardi di galassie
tocco l'infinito con le mani
aggiungo stella a stella
sbucherò da qualche parte,
sono sicuro, vivremo per l'eternità.
Ma già qui vivo vite parallele
ciascuna con un centro, con un'avventura
e qualcuno che mi scalda il cuore.
Ciascuna mi assicura
addormentato o stanco
braccia che mi stringono.
Credo nella reincarnazione
in quel lungo percorso
che fa vivere vite in quantità
ma temo sempre l'oblìo
la dimenticanza.
Giriamo sospesi nel vuoto
intorno all'invisibile, ci sarà pure un Motore immobile.
E già qui vivo vite parallele
ciascuna con un centro, una speranza
la tenerezza di qualcuno.
Tu pretendi esclusività di sentimenti
non me ne volere
perché sono curioso, bugiardo e infedele.
Qui vivo vite parallele
ciascuna con un centro, con un'avventura
e qualcuno che mi scalda il cuore.
Wednesday, November 18, 2009
Fiere
E' lampante l'assenza di colore in questa fiera dell'immobiliare commerciale: le persone, bianche o nere, si aggirano per i corridioi pronte a vendere le loro madri, un piede e le convinzioni rimaste, pur di uscire a testa alta da questa crisi del 2009.
Io li ammiro profondamente, perche' riescono a mantenere un finto buonumore ed un entusiasmo che oggi non riesco più a simulare.
Quando mi succede cosi' mi stanno strette anche le scarpe, non soltanto le situazioni, ed avverto un formicolio alle gambe, un fastidio fisico, che mi schiaccia.
La mia non e' una critica di massa, un importante numero di persone qui presenti si prodiga per la costruzione di luoghi adibiti al commercio, senza di loro compreremmo la merce ancora in minuscoli negozi polverosi (magari?), pero' ci sono alcune facce tremende. Purtroppo credo alla fisiognomica, sembra una cosa un po' nazista, precisiamo, non mi riferisco alla dimensione del cranio, ma a quella comunicazione non verbale unita all'energia che gli individui trasmettono, che qui mi regala, a tratti, sensazioni particolarmente sgradevoli.
Io li ammiro profondamente, perche' riescono a mantenere un finto buonumore ed un entusiasmo che oggi non riesco più a simulare.
Quando mi succede cosi' mi stanno strette anche le scarpe, non soltanto le situazioni, ed avverto un formicolio alle gambe, un fastidio fisico, che mi schiaccia.
La mia non e' una critica di massa, un importante numero di persone qui presenti si prodiga per la costruzione di luoghi adibiti al commercio, senza di loro compreremmo la merce ancora in minuscoli negozi polverosi (magari?), pero' ci sono alcune facce tremende. Purtroppo credo alla fisiognomica, sembra una cosa un po' nazista, precisiamo, non mi riferisco alla dimensione del cranio, ma a quella comunicazione non verbale unita all'energia che gli individui trasmettono, che qui mi regala, a tratti, sensazioni particolarmente sgradevoli.
Thursday, October 15, 2009
Lei così amata - Mazzucco

Ho da poco terminato di leggere "Lei così amata", biografia di Annamarie Schwarzenbach, di Melania Mazzucco.
Ho cercato alcune immagini di Annamarie su Google, per capire come mai tutti fossero conquistati da lei, come mai tutte le persone che attraversarono la sua vita rimasero attratte da questo efebo: in effetti era così ambigua e leggera da essere bellissima. Poteva essere un uomo o una donna.
Scrittrice, fotografa, intraprendente viaggiatrice, ricchissima, colta e bella, ma anche drogata, omosessuale, ribelle, ingrata, perennemente spaesata e viziata.
La storia di questa donna è avvincente e pare assurdo che abbia vissuto così intensamente e lasciato un ricordo così marcato, pur essendo morta a soli trentaquattro anni.
Figlia di uno dei più ricchi industriali della Svizzera, Annamarie era colta e bella, ma non poteva sfuggire alla forza autodistruttiva che la spingeva verso l'inevitabile rovina.
Cercò l'equilibrio per tutta la vita, lo rincorse lontano dalla soffocante famiglia borghese e dai luoghi sereni, ma statici, della sua nascita, lontano dagli orrori della guerra che imperversava in Europa, lontano verso paradisi artificiali di morfina ed ubriachezza, sempre più lontano, finchè perse del tutto anche sè stessa, le sue parole, i suoi ricordi, il contatto con la realtà, il suo corpo, la vita.
Amica dei fratelli Mann, figli dello scrittore, viaggiò molto con loro, ma viaggiò anche sola nel cuore dell'Africa, dove nessuna donna sola si era mai spinta, sposò un amico per convenienza, visse anche in Oriente, in America e scattò foto di notevole valore antropologico.
Cercò la morte per tutta la vita e la morte arrivò beffarda a seguito di una banale caduta in bicicletta, in Svizzera.
Ed aveva soltanto trentaquattro anni.
Il dottor Zivago ed i suoi confini
Il "Dottor Zivago" è una parte del cuore della Russia, è una grande storia d'amore e di sofferenza che per essere letta ha dovuto viaggare parecchio, sono pagine che hanno dovuto lottare per essere illuminate e leggibili a tutti.
Molti romanzi russi sono infiniti e corali, non si perde mai il filo del tempo e delle relazioni, anche se, per esempio in questo caso, lo sfondo cubo-futurista avrebbe potuto influire di più, avrebbe potuto modificare la bussola del tempo logico e il flusso comprensibile delle parole.
Forse perchè il cielo in Russia è così aperto ed i confini sono così lontani, si necessita una simbologia chiara dell'esistenza ed esiste la necessità di raccontare la vita in maniera limpida. Tanti romanzi classici russi sono come paletti da stringere quando arrivano folate fortissime di vento, tutti gli oggetti si sollevano e non si vede più nulla.
Nella vita tra le righe ci si rifugia e ci si immerge quando intorno tutto è troppo lontano per essere chiaro.
Molti romanzi russi sono infiniti e corali, non si perde mai il filo del tempo e delle relazioni, anche se, per esempio in questo caso, lo sfondo cubo-futurista avrebbe potuto influire di più, avrebbe potuto modificare la bussola del tempo logico e il flusso comprensibile delle parole.
Forse perchè il cielo in Russia è così aperto ed i confini sono così lontani, si necessita una simbologia chiara dell'esistenza ed esiste la necessità di raccontare la vita in maniera limpida. Tanti romanzi classici russi sono come paletti da stringere quando arrivano folate fortissime di vento, tutti gli oggetti si sollevano e non si vede più nulla.
Nella vita tra le righe ci si rifugia e ci si immerge quando intorno tutto è troppo lontano per essere chiaro.
Sunday, October 04, 2009
Domani nella battaglia pensa a me
"Domani nella battaglia pensa a me e cada la tua spada senza filo.
Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa.
Che io pesi domani sulla tua anima, che io sia piombo dentro il tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia.
Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori."
Shakespeare - Riccardo III
Il titolo del romanzo di Marias, letto sotto il sole cocente, è anche e sopratutto una frase tratta dal Riccardo III di Shakespeare: la maledizione che la regina Anna scaglia contro il re che l'ha fatta uccidere.
Il romanzo si apre e si chiude con scene che sorprendono: due fatti come due punti esclamativi tra una marea di virgole.
Il protagonista si trova a cena da una conoscente trentenne, il marito di lei è all'estero per lavoro; i due iniziano a flirtare, ma, durante l'approccio, inaspettatamente, la donna muore.
Il protagonista osserva passivamente il lento arrivo della morte, dopodichè esce dalla casa senza avvertire nessuno, chiudendosi la porta alle spalle, assicurandosi soltanto di lasciare del cibo per il bambino di due anni che dorme nella stanza accanto.
Il tempo inizia a ruotare in circolo e sembra che non accada nulla sino alla fine. Soltanto al temine del romanzo si dipanano i fili di un'altra storia: in realtà non accade qualcosa, soltanto una storia viene confidata al protagonista da un personaggio, un'urgenza dettata dalla necessità di liberarsi da un peso.
Nulla accade, qualcosa viene raccontato.
Il tema centrale di "Domani nella battaglia pensa a me" non è però la morte, anche se protagonista dei due episodi centrali, ma l'inganno.
Non la disonenstà, ma l'impossibilità di essere chiari, perchè le parole ed i racconti dei fatti cambiano gli accadimenti, perchè quello che è passato viene mutato nei racconti.
Si susseguono ragionamenti labirintici del protagonista e una serie di supposizioni sulle persone. Ogni pensiero ossessivo dell'uomo è descritto, ripreso, fotografato e sviscerato.
Talvolta alcuni pensieri sono ripresi troppe volte. Forse è per dare l'idea dell'ossessione, però talvolta risulta quasi fastidioso.
Secondo Marias siamo tutti quanti destinati a convivere con l'inganno, si tratta di un piccolo inganno, dovuto sopratutto al fatto che non possiamo mai essere la stessa persona.
Inoltre dovremmo avere una memoria non umana, per essere sempre coerenti con le cose dette e fatte in passato.
«Di quasi nulla resta traccia, i pensieri e i gesti fugaci, i progetti e i desideri, il dubbio segreto, i sogni, la crudeltà e l'insulto, le parole dette e ascoltate e poi negate o fraintese o travisate, le promesse fatte e non tenute in conto, neppure da coloro a cui sono state fatte, tutto si dimentica o si estingue...».
«(...)Insomma, noi persone forse consistiamo tanto in ciò che siamo quanto in ciò che siamo stati, tanto in ciò che è verificabile e quantificabile e rammemorabile quanto in ciò che è più incerto, indeciso e sfumato, forse siamo fatti in ugual misura di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere».
Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa.
Che io pesi domani sulla tua anima, che io sia piombo dentro il tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia.
Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori."
Shakespeare - Riccardo III
Il titolo del romanzo di Marias, letto sotto il sole cocente, è anche e sopratutto una frase tratta dal Riccardo III di Shakespeare: la maledizione che la regina Anna scaglia contro il re che l'ha fatta uccidere.
Il romanzo si apre e si chiude con scene che sorprendono: due fatti come due punti esclamativi tra una marea di virgole.
Il protagonista si trova a cena da una conoscente trentenne, il marito di lei è all'estero per lavoro; i due iniziano a flirtare, ma, durante l'approccio, inaspettatamente, la donna muore.
Il protagonista osserva passivamente il lento arrivo della morte, dopodichè esce dalla casa senza avvertire nessuno, chiudendosi la porta alle spalle, assicurandosi soltanto di lasciare del cibo per il bambino di due anni che dorme nella stanza accanto.
Il tempo inizia a ruotare in circolo e sembra che non accada nulla sino alla fine. Soltanto al temine del romanzo si dipanano i fili di un'altra storia: in realtà non accade qualcosa, soltanto una storia viene confidata al protagonista da un personaggio, un'urgenza dettata dalla necessità di liberarsi da un peso.
Nulla accade, qualcosa viene raccontato.
Il tema centrale di "Domani nella battaglia pensa a me" non è però la morte, anche se protagonista dei due episodi centrali, ma l'inganno.
Non la disonenstà, ma l'impossibilità di essere chiari, perchè le parole ed i racconti dei fatti cambiano gli accadimenti, perchè quello che è passato viene mutato nei racconti.
Si susseguono ragionamenti labirintici del protagonista e una serie di supposizioni sulle persone. Ogni pensiero ossessivo dell'uomo è descritto, ripreso, fotografato e sviscerato.
Talvolta alcuni pensieri sono ripresi troppe volte. Forse è per dare l'idea dell'ossessione, però talvolta risulta quasi fastidioso.
Secondo Marias siamo tutti quanti destinati a convivere con l'inganno, si tratta di un piccolo inganno, dovuto sopratutto al fatto che non possiamo mai essere la stessa persona.
Inoltre dovremmo avere una memoria non umana, per essere sempre coerenti con le cose dette e fatte in passato.
«Di quasi nulla resta traccia, i pensieri e i gesti fugaci, i progetti e i desideri, il dubbio segreto, i sogni, la crudeltà e l'insulto, le parole dette e ascoltate e poi negate o fraintese o travisate, le promesse fatte e non tenute in conto, neppure da coloro a cui sono state fatte, tutto si dimentica o si estingue...».
«(...)Insomma, noi persone forse consistiamo tanto in ciò che siamo quanto in ciò che siamo stati, tanto in ciò che è verificabile e quantificabile e rammemorabile quanto in ciò che è più incerto, indeciso e sfumato, forse siamo fatti in ugual misura di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere».
Monday, September 21, 2009
Guerra e Pace
Leggere Guerra e Pace è come stare al cinema un mese, senza interruzioni, senza pubblicità.
Monday, September 14, 2009
Il vento del nord
Questa mattina ecco il primo giorno d'autunno: la sveglia alle sei, senza aspettarselo trovare il buio fuori.
Mi ero preparata un vestito leggero per la riunione di oggi, ma non andava bene.
Cambiare i programmi in fretta.
D'autunno diventa fondamentale avere dei programmi.
Ieri sera ho visto i fuochi d'artificio che a settembre sparano sul fiume, ogni anno li vedo con occhi che cambiano.
Fà più freddo ad aspettare il treno sui binari al mattino.
Ci si sente più soli quando arriva il vento dal nord all'improvviso.
E' necessario fare i conti con sè stessi.
Mi chiedo se mi racconto la verità quando i sogni remano contro la direzione che ogni giorno prendo da sveglia.
Vorrei che la rotta di questa veglia, che pare un lungo sogno, acquitasse materia, soltanto non se veglia e sonno sono fatti della stessa.
Quando dormo poco mi sembra di capirlo, ma non so spiegarlo con il filo di un pensiero, so soltanto dimostrarlo con una svelta contrazione dei muscoli involontari del cuore, che sembrano muoversi insieme alla strada, alla gente, alle luci della sera. Quando sembra sia stato afferrato quel motivo, forse soltanto una parola, o una lettera, pare sia stata già detta, o non ancora pronunciata, scivolata.
Incomprensibile. E non si resce mai a capire se è materia o sogno.
Mi ero preparata un vestito leggero per la riunione di oggi, ma non andava bene.
Cambiare i programmi in fretta.
D'autunno diventa fondamentale avere dei programmi.
Ieri sera ho visto i fuochi d'artificio che a settembre sparano sul fiume, ogni anno li vedo con occhi che cambiano.
Fà più freddo ad aspettare il treno sui binari al mattino.
Ci si sente più soli quando arriva il vento dal nord all'improvviso.
E' necessario fare i conti con sè stessi.
Mi chiedo se mi racconto la verità quando i sogni remano contro la direzione che ogni giorno prendo da sveglia.
Vorrei che la rotta di questa veglia, che pare un lungo sogno, acquitasse materia, soltanto non se veglia e sonno sono fatti della stessa.
Quando dormo poco mi sembra di capirlo, ma non so spiegarlo con il filo di un pensiero, so soltanto dimostrarlo con una svelta contrazione dei muscoli involontari del cuore, che sembrano muoversi insieme alla strada, alla gente, alle luci della sera. Quando sembra sia stato afferrato quel motivo, forse soltanto una parola, o una lettera, pare sia stata già detta, o non ancora pronunciata, scivolata.
Incomprensibile. E non si resce mai a capire se è materia o sogno.
Saturday, September 05, 2009
Democrazia tirannica

"Se cerco di immaginare il dispotismo moderno, vedo una folla smisurata di esseri simili ed eguali che volteggiano su stessi per procurarsi piccoli e meschini piaceri. Al di sopra di questa folla vedo innalzarsi un immaenso potere tutelare che si occupa dasolo di assicurare ai sudditin il loro benessere e di vegliare sulle loro sorti. Tenendoli in un'infanzia perpetua"
Alexis de Toqueville "La Democrazie in America"
Friday, September 04, 2009
Da IL di settembre - Divertissement economici
'Come disse Jhon Lennon "la vita è quello che ti succede mentre stai facendo qualcos'altro"...
In quel film messicano "Amore Perros", la nonna dispensa saggezza alla scombussolata nipote: "Se vuoi far ridere il buon Dio digli i tuoi piani".
Chissà che lo stesso rassegnato fatalismo non debba valere anche per le previsioni economiche...
Le grandi case internazionali di previsione...devono aver fatto "ridere il buon Dio" quando, nel 2007, prevedevano anni di tranquilla crescita per l'Occidente.
Bisogna allora rassegnarsi che gli accadimenti dell'economia siano imprevedibili come quelli del tempo?
..."gli economisti sono stati inventati per far fare bella figura ai metereologi".
Ma il paragone è ingiusto, nessuno chiede ai metereologi che tempo farà il prossimo anno. Eppure in teoria dovrebbe essere più facile sapere che tempo farà fra un anno, piuttosto che sapere come andrà l'anno prossimo l'economia mondiale. Perchè? Perchè dopo tutto gli andamenti del tempo fanno parte di un sistema chiuso."
Sarà poi vero? Anche per il tempo le variabili da cosiderare forse sarebbero troppe.
E' inutile, non è possibile prevedere nulla, ma siamo stati creati per cercare invano di costruire un'anticipazione del futuro che ci possa dare più sicurezza.
E questo non sarà mai possibile. Tutto perderebbe senso.
E se si potesse veramente prevedere con precisione, qualcuno comprerebbe la formula e se la terrebbe ben stretta.
In quel film messicano "Amore Perros", la nonna dispensa saggezza alla scombussolata nipote: "Se vuoi far ridere il buon Dio digli i tuoi piani".
Chissà che lo stesso rassegnato fatalismo non debba valere anche per le previsioni economiche...
Le grandi case internazionali di previsione...devono aver fatto "ridere il buon Dio" quando, nel 2007, prevedevano anni di tranquilla crescita per l'Occidente.
Bisogna allora rassegnarsi che gli accadimenti dell'economia siano imprevedibili come quelli del tempo?
..."gli economisti sono stati inventati per far fare bella figura ai metereologi".
Ma il paragone è ingiusto, nessuno chiede ai metereologi che tempo farà il prossimo anno. Eppure in teoria dovrebbe essere più facile sapere che tempo farà fra un anno, piuttosto che sapere come andrà l'anno prossimo l'economia mondiale. Perchè? Perchè dopo tutto gli andamenti del tempo fanno parte di un sistema chiuso."
Sarà poi vero? Anche per il tempo le variabili da cosiderare forse sarebbero troppe.
E' inutile, non è possibile prevedere nulla, ma siamo stati creati per cercare invano di costruire un'anticipazione del futuro che ci possa dare più sicurezza.
E questo non sarà mai possibile. Tutto perderebbe senso.
E se si potesse veramente prevedere con precisione, qualcuno comprerebbe la formula e se la terrebbe ben stretta.
Wednesday, August 26, 2009
Imparare le lingue?
Un mese e' scivolato velocemente tra la fresca campagna britannica ed il mare profondamente verde della Turchia.
Nemmeno mezzo italiano per un mese.
Mi chiedono: "ora sei nella fase in cui pensi in inglese?"
Sono nella fase in cui non penso in italiano, ma nemmeno in inglese.
Penso soltanto per immagini: un bagno, un piatto, una bistecca, il letto, il water.
Questo si chiama regresso.
Sunday, July 19, 2009
Immobilità pavese
Oggi è rimasto tutto immobile,
tutto tremendamente illuminato da un sole spietato,
un sole che ha rischiarato anche gli angoli
che Pavia aveva dimenticato da manciate di anni.
Torpore, lentezza, ozio, ronzio.
Pietre legate alle gambe annaspanti
dei rallentati camminatori della domenica.
Un giorno di passaggio.
Mi sono nascosta dentro ad un capanno,
rinfrescato dalle pagine di Anna Karenina,
neve, treni, spifferi e distanze.
Sono scappata dal mio scomodo involucro.
Almeno per un giorno.
Riflessa in ogni singola altra persona,
come quando gli specchi non esistevano.
Ne avevo bisogno.
Sonetto XVII - Neruda
SONNET XVII
I do not love you as if you were salt-rose, or topaz,
or the arrow of carnations the fire shoots off.
I love you as certain dark things are to be loved,
in secret, between the shadow and the soul.
I love you as the plant that never blooms
but carries in itself the light of hidden flowers;
thanks to your love a certain solid fragrance,
risen from the earth, lives darkly in my body.
I love you without knowing how, or when, or from where.
I love you straightforwardly, without complexities or pride;
so I love you because I know no other way
than this: where I does not exist, nor you,
so close that your hand on my chest is my hand,
so close that your eyes close as I fall asleep.
I do not love you as if you were salt-rose, or topaz,
or the arrow of carnations the fire shoots off.
I love you as certain dark things are to be loved,
in secret, between the shadow and the soul.
I love you as the plant that never blooms
but carries in itself the light of hidden flowers;
thanks to your love a certain solid fragrance,
risen from the earth, lives darkly in my body.
I love you without knowing how, or when, or from where.
I love you straightforwardly, without complexities or pride;
so I love you because I know no other way
than this: where I does not exist, nor you,
so close that your hand on my chest is my hand,
so close that your eyes close as I fall asleep.
Politica pop
"...il rapporto fra le istituzioni, i leader e gli elettori in tempo di democrazia dell'opinione. Quando i cittadini diventano pubblico. Spettatori. Le istituzioni e i leader: attori. I media: teatro. Quando i valori diventano slogan. Le politiche ed i politici prodotti da vendere. Quando il privato diventa pubblico. Perchè è esposto in pubblico. E ha valore pubblico. Quando il gossip: diventa linguaggio politico. E' l'epoca della "politica pop". E si rischia di scambiare la popolarità per la realtà. Identificare la realtà popolare con la realtà sociale. Peggio: con l'etica pubblica. E viceversa, immaginare l'etica pubblica come un dato. Mqa ciò che pensa e dice la gente, anche in larga maggioranza, non è "innato". Riflesso natura umana. Intanto perchè una minoranza, talora molto ampia, pensa e dice diversamente. Poi perchè a costruire l'opinione pubblica e la realtà sociale contribuiscono, in misura significativa le istituzioni, chi le rappresenta e governa...
Attraverso i media. Il fatto che l'intolleranza e la xenofobia montino a folate in modo non coerente con le tendenze dei reati e dei crimini. Non è un "fatto", ma un "risultato". ..
Si pensi all'esecrazione che, a seconda del periodo, investe i cani assassini, gli zingari, i romeni, gli albanesi. Gli islamici. A ondate...
La realtà sociale, inoltre, è spesso trasfigurata dall'iperrealtà...
Un ritratto quasi fotografico. Che si concentra su alcuni particolari. Li dilata oppure li riproduce in modo ossessivo. Così propone uno specchio tanto fedele quanto distorto. Riflette una prospettiva unilaterale della realtà...
tanto più oggi in Italia, dove i confini tra hi guida la politica, i media, il governo, sono tanto sottili e confusi che quasi non si vedono.Per questo ciò che il premier dice e non dice. Quel che fa e non fa. Anche in privato. Ha valore pubblico.
Forma - o deforma - i valori pubblici. E privati...
In questo "specchio unico"... si riflette e si dilata, ripetuta e dilatata all'infinito, l'immagine del Berlusconi-che-è-in-noi. fino a sovrapporla al nostro profilo. Un'idea che personalmente mi inquieta non poco."
Da "La Repubblica" di domenica 19 luglio 2009 - Ilvo Damanti
Attraverso i media. Il fatto che l'intolleranza e la xenofobia montino a folate in modo non coerente con le tendenze dei reati e dei crimini. Non è un "fatto", ma un "risultato". ..
Si pensi all'esecrazione che, a seconda del periodo, investe i cani assassini, gli zingari, i romeni, gli albanesi. Gli islamici. A ondate...
La realtà sociale, inoltre, è spesso trasfigurata dall'iperrealtà...
Un ritratto quasi fotografico. Che si concentra su alcuni particolari. Li dilata oppure li riproduce in modo ossessivo. Così propone uno specchio tanto fedele quanto distorto. Riflette una prospettiva unilaterale della realtà...
tanto più oggi in Italia, dove i confini tra hi guida la politica, i media, il governo, sono tanto sottili e confusi che quasi non si vedono.Per questo ciò che il premier dice e non dice. Quel che fa e non fa. Anche in privato. Ha valore pubblico.
Forma - o deforma - i valori pubblici. E privati...
In questo "specchio unico"... si riflette e si dilata, ripetuta e dilatata all'infinito, l'immagine del Berlusconi-che-è-in-noi. fino a sovrapporla al nostro profilo. Un'idea che personalmente mi inquieta non poco."
Da "La Repubblica" di domenica 19 luglio 2009 - Ilvo Damanti
Wednesday, July 15, 2009
Quanto fatturare?
Il mio medico mi ha detto che il mio fisico secerne alti livelli di adrenalina di natura.
Non si riscontrano picchi durante gli aumenti di fatturato.
Forse sono diventata insensibile. Forse dovrei commuovermi davanti ai numeri.
Invece mi commuovo davanti ad una nonna che cerca di telefonare, le cade il cellulare, si apre in due parti, lei lo raccoglie a fatica dalle scale della metropolitana, dove piedi veloci la circondano, e lo fissa disperata.
Non sarà mai in grado di ricomporlo.
Forse quella nonna di cellulari ne ha altri cinque a casa e chiama i nipoti in conference call. Mi piace soltanto pensare che tutto sia malinconico a volte.
Diciamocelo, se aumentasse il fatturato, non voglio essere ipocrita, sarei molto più serena.
Forse non me ne preoccupo abbastanza o mi sfugge la mission aziendale.
Sì, mi sfugge la mission.
Non ho la vision.
Non si riscontrano picchi durante gli aumenti di fatturato.
Forse sono diventata insensibile. Forse dovrei commuovermi davanti ai numeri.
Invece mi commuovo davanti ad una nonna che cerca di telefonare, le cade il cellulare, si apre in due parti, lei lo raccoglie a fatica dalle scale della metropolitana, dove piedi veloci la circondano, e lo fissa disperata.
Non sarà mai in grado di ricomporlo.
Forse quella nonna di cellulari ne ha altri cinque a casa e chiama i nipoti in conference call. Mi piace soltanto pensare che tutto sia malinconico a volte.
Diciamocelo, se aumentasse il fatturato, non voglio essere ipocrita, sarei molto più serena.
Forse non me ne preoccupo abbastanza o mi sfugge la mission aziendale.
Sì, mi sfugge la mission.
Non ho la vision.
Tuesday, July 07, 2009
Vederci chiaro

Di questi tempi pare che le strade siano diventate di gomma, che ad ogni passo i piedi sprofondino e si stanchino le gambe ad arrancare.
Pare che la meta si allontani perchè non è chiaro se quel punto tra gli arbusti all'orizzonte sia poi quello che si è raggiunto il giorno successivo, oppure sia quello dopo, perchè da lontano non si capisce mai nulla, da lontano sembra tutto uguale.
Avvicinandoci ci accorgiamo che quello che sembrava un sacco della spazzatura è in realtà un grosso cane nero morto. Che la splendida farfalla vista da sotto è una creatura mostruosa, una sorta di scarafaggio.
Con questo non voglio dire proprio un bel niente di particolare, ma soltanto che se vogliamo vederci in un modo, ci conviene immaginarci fortunati, così non scambiamo cani morti per sacchi della spazzatura.
Tutto qui.
Memorie del sottosuolo
"Io non solo non ho saputo diventare cattivo, ma non ho saputo diventare niente: né cattivo, né buono, né furfante, né onesto, né eroe, né insetto. Ed ora vivo nella mia tana facendomi beffe di me stesso, con la maligna e vana consolazione che d'altronde un uomo intelligente non può diventare sul serio "qualcosa", solo uno stupido diventa qualcosa. E' proprio così, l'uomo intelligente del diciannovesimo secolodev'essere, ed è moralmente tenuto ad essere, un uomo senza carattere. Un uomo di carattere, invece, un uomo d'azione, è un essere prevalentemente limitato."
"Memorie del sottosuolo" Fedor Dostoevskij
"Memorie del sottosuolo" Fedor Dostoevskij
Monday, June 22, 2009
E se un punto e un cerchio fossero la stessa cosa?

E poi succede esattamente quella cosa, minuscola, ma così influente. Proprio quella cosa che non doveva succedere.
La reazione più immediata è quella di trovare una ragione: perchè è successo proprio oggi, in quel modo, proprio a me?
Si hanno sempre motivazioni in tasca che spaziano dalla scaramanzia, al karma, a disegni divini, l'importante è trovarne una e poi crederci ciecamente.
Proprio quello che non doveva succedere, esattamente quella cosa, quella che non doveva proprio accadere, rientra così in una geometria immaginaria.
In un bel cerchio rotondo, o, peggio, in un quadrato.
Così ci sembra di aver trovato un senso.
Così ci dimentichiamo che la geometria è un invenzione nostra, ma ci sentiamo a posto.
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