Monday, April 27, 2009

Un Cuore così Bianco - Javier Marias

"La verità non riluce. come si dice, perché l’unica verità è quella che non si conosce e non si trasmette, quella che non si traduce con parole né con immagini, quella celata e non controllata, forse per questo si racconta tanto o si racconta tutto, perché niente sia mai accaduto, una volta raccontato."

Sunday, April 26, 2009

Raptus

Sabato sera sono finita in macchina con la donna più griffata del mondo.
Dopo poco non ce l'ho fatta e, riferendomi ad altre persone, dico: "Chissà se tutti quelli "fashion" sono anche ignoranti, sarà una regola matematica? Ma no! O forse sì, forse sì."
Ogni tanto questi comportanmenti istintivi mi assalgono e credo che sia lo stesso raptus che prende gli assassini, se nti come un formicolio alla lingua e devi dire esattamente quella cosa. Quella che ferirà quella persona o che sai non è nemmeno la più giusta. Così finisco per giudicare.

Conigli

Scrivevo un anno fa di conigli, del disegno misterioso che il padre di tutti i conigli aveva in serbo per me. Me lo sentivo.
Il coniglio mi ha aperto un cunicolo spazio-temporale, quello che cercavo da tempo. Ongi tanto ci entro e finisco proprio dove vorrei essere, dove il tempo si può toccare e tutte le volte che questo accade, è incredibile, vedo un coniglio comparire da qualche parte.

Wednesday, April 15, 2009

Fondamenta

Spesso credo che il mio letto sia una barca e mi sveglio sempre altrove.
Incontro spesso una profonda tristezza che mi fa amare molto più intensamente ogni singolo gradino delle scale che non manco di fare velocemente.

Trovo un anziano signore seduto al sole, sul marciapiede di una strada urbana principale che osserva i lavori di costruzione di un palazzo. Venti metri di fondamenta e terra a quintali.
Il nonno è senza denti e muove ritmicamente la mandibola come un ruminante.
Potrebbe essere estremamente fastidioso, ma per un minuto è poesia. Per dieci minuti è tristezza.
Per un'ora sai che ricorda la campagna dell'Italia postbellica, dove stava felice con la moglie in un vestito a piccoli fiori.
Per due ore torna il fastidio.
Milano fa profondamente schifo e mi fa schifo chi continua a costruire.

Cambiamenti

Non si capisce esattamente quale potrà essere il cambiamento in arrivo, non sarà immediatamente decifrabile, certamente se lo fosse avrebbero investito tutti in quello spiffero di luce.
Probabilmente qualcuno l'ha già fatto e se ne sta ben tranquillo e soddisfatto ad aspettare, ma senza troppo entusiasmo, quello è concesso in esclusiva soltanto a chi ha un animo puro, i risultati.
Credo sia giunta l'ora per alcuni stati di salire sul palco. L'Europa è vecchia ed è anche saggia, potrebbe starsene sulla sedia a dondolo dei mari a contemplare i giovani che crescono.

Tuesday, March 24, 2009

Volontà e destino

"Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar:

"Quanto a me, ho cercato la libertà più che la potenza, e quest'ultima soltanto perché, in parte, secondava la libertà. Quel che m'interessava non era una filosofia dell'uomo libero – mi hanno sempre tediato tutti, quelli che vi si provano – bensì una tecnica: volevo trovare la cerniera ove la nostra volontà s'articola al destino; ove la disciplina, anziché frenarla, asseconda la natura".

Saturday, March 14, 2009

Uno, nessuno e centomila



"Abbiamo tante vite quante sono le persone con cui conversiamo....
Tale relatività evoca il principio di Indeterminazione di Heisenberg, chiamato a spiegare ogni situazione in cui l'osservatore guarda e al contempo influisce sulla cosa che sta guardando.. Pare che Heisenberg abbia detto che se se trascorri qualche tempo ad osservare atomi al microscopio, questi diverranno tanto consapevoli della tua condizione da cominciare a fare cose che non avrebbero fatto in privato; il che equivale ad affermare che, spiando i vostri vicini con un telescopio, avete buone probabilità di interrompere il loro propositi di teneri abbracci sul pavimento in soggiorno."
"Le biografie sembrano in gran parte ignare delle implicazioni della teoria di Heisenberg."
Alain de Botton "Cos'è una Ragazza"

Chissà se qualcuno sta osservando la palla rotante nella quale viviamo.
In caso di risposta affermativa, questo cambia le regole del gioco?

Wednesday, March 04, 2009

Natura morta - da "L'Eleganza del Riccio"

"E' così estenuante desiderare incessantemente...ben presto aspiriamo ad un piacere senza ricerca, sogniamo una condizione felice che non abbia nè inizio, nè fine e in cui la bellezza non sia nè finalità, nè progetto, ma divenga la certezza stessa della nostra natura.
Ebbene questa condizione è l'arte.
...
Nella scena muta, senza vita nè movimento, si incarna un tempo privo di progetti, una perfezione strappata alla durata ed alla sua logora avidità - un piacere senza desiderio, un'esigenza senza durata, una bellezza senza volontà.
Giacchè l'arte è l'emozione senza il desiderio."
Muriel Barbery

Il romanzo ha deluso un pò le mie aspettative, peraltro molto alte, poichè mi era stato consigliato con entusiasmo e lo ritrovavo sempre in cima alle classifiche.
E' come quando quelle amiche innamorate di fresco ti parlano del loro nuovo fidanzato e lo elogiano senza tregua per le tue povere, sfinite orecchie: il fidanzato immaginato sarà sempre più deludente di quello reale.
"L'Eleganza del Riccio" possiede un nitidezza cinematografica delle immagini.
Ci troviamo in un palazzo aristocratico nel centro di Parigi: la storia di una portinaia, che pare il classico stereotipo della portinaia.
Scopriamo presto che la signora cicciottella, mentre finge di guardare programmi trash, ascolta di nascosto musica classica e legge testi filosofici. La singoalre storia di questa signora si intreccia con quella di una dodicenne figlia di un ricco deputato, che rifiuta i giochi ipocriti degli adulti che la circondano e cerca in tutti i modi di differenziarsi, decidendo anche di porre fine alla sua vita per non dover sopportare tutta quella superficialità. La salverà soltanto l'incontro con la portinaia filosofa, dal quale nascerà una profonda amicizia.
Le dissertazioni filosofiche sono sempre argute, ma irrigidiscono lo scorrere del tempo.
La trama che blocca lo scorrere del tempo nella finzione, la trama che si inceppa, è paura della morte, paura del divenire.
Le stesse figure del romanzo vorrebbero essere diverse, ma non riescono ad uscire dal loro guscio, peepetuando questo "vivere di una grandezza latente".
Svevo viveva di una grandezza latente e rimaneva inerte e soddisfatto nell'immaginare quello che avrebbe potuto fare, compiaciuto, nel suo cimitero dei buoni propositi.

Friday, February 27, 2009

Buttare libri




"Ed è stato allora che ho capito meglio, allo stesso modo in cui un uomo che scrive può iniziare a capire quel che scrive partendo da una frase casuale che gli fa sapere, non di colpo, ma a poco a poco, perchè tutte le precedenti sono state così, perchè sono state scritte in quella maniera, mentre lui credeva di stare procedendo a tentoni, soltanto giocando con carta e penna per ingfannare il tempo..." Marias

Mi hanno fermato all'aereoporto e mi hanno obbligato a buttare qualcosa.
Dovevo assolutamente buttare qualcosa via, perchè gli omini del gate si erano fissati su di me. Ero il loro capro espiatorio e dovevo buttare qualcosa via, perchè ogni tanto devono dimostrare di esercitare un certo potere. Il mio bagaglio a mano non li soddisfaceva.
Certo, compri i voli della Ryanair ed ogni tanto ti devi apettare che ti facciano qualche scenata sul peso del bagaglio a mano o sul fatto che non stai attenta quando ti spiegano cosa fare in caso di esplosione del mezzo, mancanza di ossigeno, caduta in mare, o sul fatto che hai un barattolo da 120 ml con il quale vuoi sterminare un popolo.
Ho buttato tutti i depliant della fiera del turismo, insieme ai miei progetti per le vacanze, poi ho gettato via, senza pensarci, "L'uomo Sentimentale" di Marias.
L'ho fatto perchè il romanzo molto delicatamente ricama una storia d'amore costruita sull'attesa, sul ricordo e sull'impossibilità della realizzazione dei sogni.
Sostiene la tesi dell'amore come frutto di una costruziuone mentale, illusione, pura immaginazione, uno spettacolo che va in scena soltanto nella nostra testa. Amore come anticipazione o ricordo, mai come presenza.
Pur essendo un romanzo stupendo, ho scelto di buttarlo.
Una specie di atto poetico liberatorio. Una specie.

Tuesday, February 24, 2009

Dreamers



"Non so se raccontarvi i miei sogni...La sola cosa che posso aggiungere a mia discolpa è che scrivo in base alla forma di durata, quel luogo della mia eternità che mi ha scelto."

DA "L'uomo sentimentale" Javier Marias

Monday, February 16, 2009

Sogni tropicali

Mi invitavano a fare un weekend lungo su una fantastica isola tropicale.
All'arrivo ero felicemente stupita del fatto che tutto fosse perfetto: il mare turchino, un po' mosso, il cielo azzurro e tutti felici.
C'erano dei colleghi e mia madre.
Mia madre stava giocando a pallavolo, interrompeva il gioco e veniva verso di me per dirmi:
"Hai visto che bello? Tutto a posto, ci si diverte. Soltanto volevo dirti che la nonna è morta affogata, ha cercato di nuotare, ma non ce l'ha fatta."
Penso: "La nonna non sapeva nuotare, caspita, si è fatta prendere dall'entusiasmo, per lo meno è morta bene!"
Sogni tropicali.

Wednesday, February 11, 2009

Herzog - Saul Bellow




'Avevi ragione, avrei dovuto sposare te....
A dire la verità, non mi era mai andata così bene, scrisse. Ma mi mancava la forza di carattere per sopportare tale gioia.

E quello non era certo una scherzo. Quando il petto di un uomo si sente come una gabbia da cui siano volati via tutti gli uccelli scuri - egli è libero, è leggero. E brama che i suoi avvoltoi tornino di nuovo a lui.


Gentile dott. Schrodinger, in 'Che cosa è la vita?' lei dice che di tutta la natura, soltanto l'uomo esita prima di causare dolore. Poichè la distruzione è il metodo principale per mezzo del quale l'evoluzione produce tipi nuovi, la riluttanza a causare dolore può esprimere una volontà umana di ostacolare la legge naturale. il cristianesimo e la sua religione madrizzante, pochi millenni e molti spaventosi disastri...il treno s'era fermato.

Dunque dov'eravamo?
Nelle sue considerazioni sull'entropia...Come l'organismo si mantiene contro al morte - per dirla con parole sue, contro l'equilibrio termodinamico...Essendo un'organizzazione instabile di materia, il corpo minaccia di sfuggirci di mano. Se ne va. E' reale. Lui! Non noi!'

da "Herzog" di Saul Bellow

Monday, February 09, 2009

Case




Ieri sera avevo trentotto e due di febbre.
Chissà come mai, pensavo di cenare e mi immaginavo gli scaffali della cucina dei miei genitori nell'altra stanza, l'armadietto con un carrello che gira all'interno, stracolmo di porcherie e non.
Spesso quando non sto bene o mi sveglio improvvisamente, mi immagino parti della casa dei miei genitori.

Wednesday, February 04, 2009

Pausa

Chi mi spinge avanti, chi mi solleva.
azioni piroettano, carta spezzetata, ed i colori si mischiano in un unico raggio.
Così tanti accadimenti intorno,
ed ognuno si è portato via un pezzetino di me:
chi una particella di manica,
chi di fegato.
Tutto è stato esplosivo e fulminante.
Ma non sono rimasti più pezzi.
Ed ho bisogno di riposare per alcuni giorni.
Non ha senso la bellezza senza il tempo per contemplarla,
nè le parole che vestono di urli di gioia,
se nessuno le ricorda.
Per Dio, lasciatemi sola,
tra il cuscino ed i sogni.

Tuesday, January 13, 2009

Sogni

Ho sognato che si polverizzava l'anello di mia nonna. Rimaneva una zaffiro e tutti i brillanti cadevano dietro alla porta, polverizzati. Sapevo che così doveva essere.

Sogno una pecora, con un gilet di pecora, che mi dice di seguirla.

Wednesday, January 07, 2009

La voce

(Il padre che il protagonista non ha mai conosciuto, è uno speaker radiofonico.)

Mio padre era un uomo dai molti talenti, ma il suo vero genio era scomparire. Senza preavviso cambiava orario o stazione. Io reagivo piazzandomi con una radio potratile sotto il portico, dove la ricezione era migliore.
Un giorno mia madre mi scoprì. "Che stai facendo?" domandò.
"Cerco mio padre."
Lei mi diede un'occhiataccia e rientrò in casa.

...Per amore di mia madre cercavo di tenere basso il volume della radio.Ogni tanto provavo a rinunciare addirittura per sempre alla Voce, ma non c'era verso. Nella famiglia del nonno ognuno aveva almeno un vizio: alcol, fumo, gioco, menzogna, bestemmia, pigrizia. La Voce era il mio. Al crescere della mia dipendenza, creebbe anche la mia assuefazione, finchè non mi bastò più solo ascoltare. Cominciai a parlare anch'io. raccontavo alla Voce come andava la scuola, il torneo di baseball, la salute di mia madre...
Alla fine mia madre mi scoprì. "Con chi parli?" domandò.
"Con nessuno"...

Un pomeriggio, subito dopo la fine della trasmissione della Voce, squillò il telefono nel salotto del nonno. "Rispondi" disse mia madre , con un tono strano. Alzai il ricevitore "Pronto?"
"Pronto" disse la Voce.
Deglutii "Papà?"
Non avevo mai usato quella parola....

Mi chiese come stavo. "Che classe fai? Davvero? Sono simpatici i tuoi insegnanti?". Non mi chiese di mia madre che aveva concordato la telefonata dopo avere origliato in segreto la mia ultima conversazione con la radio. Non mi spiegò dov'era o perchè non venisse mai a trovarmi. Chiaccherò come se fossimo vecchi compagni d'armi...

"Allora" disse "ti pacerebbe andare ad una partita di baseball con il tuo vecchio?"
"Wow! Sul serio?"
"Certo."
..."Sicuro" disse "Domani sera. Vengo a prenderti dal nonno alle sei e mezza."
"Sarò pronto."
Ero pronto alle quattro e mezza. Seduto sotto il portico con il berretto dei Mets in testa...Aspettavo mio padre, ma non sapevo cosa significasse. Mia madre non aveva conservato di lui una sola foto...
Alle cinque la nonna apparve sulla soglia. " Cerdevo che venisse alle sei e mezza" disse.
"Voglio farmi trovare pronto. Nel caso sia in anticipo."

Mi vergognavo di essere così emozionato per la visita di mio padre. Sapevo che era sbagliato accoglierlo, pensare a lui, amarlo. Come uomo della famiglia, come protettore di mia madre, avrei dovuto essere pronto a chiedergli dei soldi non appena si fosse fatto vivo. Ma non volevo spaventarlo . Morivo dalla voglia di vederlo...
Mi misi a tirare una palla di gomma contro il portico e cercai di concentrarmi sulle cose positive che sapevo di mio padre...

Un pensiero agghiacciante interruppe i miei palleggi. E se mio padre, sapendo quel che tutta la famiglia pensava di lui, non avesse voluto entrare nel vialetto con la macchina?Se avesse rallentato in Plandome Road per vedere se ero lì e poi se ne fosse andato? mi precipitai verso il marciapiede....
Affacciato alla strada come un autostoppista , guardavo ogni automobiliosta che passava...

Poco dopo le otto tornai sotto il portico e mi misi ad osservare il tramonto. Lo zio Charlie uscì per andare al bar...

Alle otto e mezza mia nonna comparve sulla soglia. "Vieni dentro a mangiare qualcosa" disse.
"No".
"Devi mangiare."
"No."
"Giusto un boccone."
"Ci prenderemo gli hot dog allo stadio."
"Uhm."
"E' solo in ritardo, arriverà."
Sentii il nonno sintonizzarsi sulla partita dei Metz...

Alle nove provai con qualcosa di nuovo. "Se non guardo la prossima auto," pensai " se non la fisso così tanto, l'uomo al volante sarà certamente mio padre. Applicai quella strategia...a trenta macchine.
Alle nove e mezza feci qualche piccola concessione all'inevitabile...Mangiai un pezzo di pollo della nonna.

Alle dieci entrai per fare pipì...
Alle undici finì la partita. Rientrai mi misi il pigiama e mi infilai sotto le coperte. Qualche secondo dopo che avevo spento la luce, il nonno comparve ai piedi del mio letto.
"Mi dispiace" disse "di tuo padre."
"Oh" dissi io con tono noncurante, strappando un filo alla mia coperta di Linus. "E' stato meglio che non sia venuto. Non mi piaceva com'ero vestito."

"Il bar delle Grandi Speranze" J.R. Moheringer

Veloce come la notte




Come lampi di luce, certe immagini saltano fuori dal romanzo e accecano, aprono il cuore a ricordi. Aimes sa come attirare l'attenzione, è uomo dei nostri tempi, anzi non è uomo, come tanti uomini di questi tempi: è ragazzo, asessuato e bisessuale, irrisolto, malinconico, insicuro.
Aimes è anche molto furbo, sa come conquistarci con la sua vita, talvolta però sembra volere fare lo "strano, squilibrato, complicato" a tutti i costi. Dovrebbe sapere però che le pagine più belle del romanzo sono quelle legate ai ricordi d'infanzia, alla casa, al nonno, ai genitori, all'amico, o al suo lavoro di portiere del Four Season, sono luce che oscura tutti i dialoghi con i barboni o i suoi rapporti omosessuali descritti nei minimi dettagli.

"Quando ho compiuto tredici anni i miei mi hanno mandato in una colonia estiva...C'erano cinquanta ragazzi della mia età ed io ero l'unico senza peli...Ogni notte pregavo di alzarmi alla mattina e di trovare i peli. Ma non succedeva mai."

"Mi ha lasciato a casa mia e gli ho sorriso come sempre, come se fossimo amici del cuore, però sapevo che mentiva. Sono entrato in casa ed ho cercato di dormire, ma era inutile. E non potevo dire a miei cosa stava succendendo, mi sentivo imbarazzato, avevo paura di dire a qualcuno che stavo predendo il mio migliore amico. Cosi' ho tirato fuori la bici...L'avevo visto con quel ragazzo una sola volta, non mi fidavo di lui, e sapendo dove abitava sono andato sino a casa sua...c'era la macchina di Ethan parcheggiata. Mi sono nascosto all'ombra di un albero e avrei voluto rompere il parabrezza, distruggere ogni pannello lucido, fare a fette l'interno con un coltello, e sedermici dentro fino a quando non fosse uscito Ethan, e avrei voluto piacergli ancora...avrei voluto guardare Ethan in faccia e dirgli "Lo sapevo che mentivi". Invece mi sono limitato a girare la bici verso casa ingoiando tutto e sigillandolo dentro di me. In tutto il mio corpo e nella parte bassa della schiena, nelle mani, nello stomaco, lungo i fianchi, nella faccia, ci sono sacchettie scatole di odio e rabbia, e quella notte davanti a quella casa di quel ragazzo dev'essere dentro da qualche parte, forse a scavare piccoli cancri, ma per ora ben chiusa. Però quella sera ne usciva un pò mentre pedalavo e mi punivo le gambe sulle salite, odiando il paese ed odiando le brutte case.
...Quando avevamo diciotto anni e mezzo la sua famiglia si è trasferita...
E per quanto guardassi, mi sembrava che tutta la mia infanzia fosse stata cancellata, perchè Ethan, al suo termine mi aveva lasciato. Cominciavo a ricordarmi tutte le volte che ero stato crudele, di come ridevo quando suo fratello maggiore lo picchiava, quando si faceva male. Ma Ethan non aveva altri amici e ha attuato un sotterfugio incredibile per anni, aspettando il giorno in cui sarebbe stato abbastanza forte per non avere più bisogno di me e per liberarsi, finalmente. Io l'avevo amato, però non sapevo amare, e così lui mi aveva sempre odiatoe quando è stato pronto mi ha lasciato. E ha fatto bene."

"Ho guardato a lungo la mia casa, la sua forma familiare, il mondo a me conosciuto, e mi sono reso conto che non avevo nessuna voglia di vedere i miei. C'era anche una parte di me che voleva correre da loro a perdifiato e raccontare tutto e farmi abbracciare, ma non ho potuto, non volgio che mi conoscano. Così ho pensato di restarmene seduto sulla panchina....Dopo un pò è arrivato l'autobus...Seduto accanto al finestrino ho lasciato indietro la mia strada pensando che non avrei mai potuto dirglielo...Poi ho scacciato quel pensiero dalla mia mente e mi son detto che se ero vivo in quel momento, ero vivo per sempre."

"Veloce come la notte" Jonathan Ames

Tuesday, December 16, 2008

Chissenefrega

Chissenefrega del brand, o che la location si chiami così e poi sia un posto senza arredamento, definito minimal.
Com'è che mi giustifichi con un collage di foto, raccattate da un giornale qualunque, il fatto che non sai disegnare e vuoi fare l'artista di professione?
Chissenefrega degli happenings, un gruppo di gente che fa cose a caso. Quali atti poetici sono più poetici della vita stessa?
Chissenefrega dell'estetica del gusto se poi esco da un ristorante ed ho ancora una fame della miseria.
Chissenefrega del vino da meditazione, se la meditazione dovrebbe annullare i pensieri e quando bevo finisco per dire un mare di cazzate.

Invece ce ne frega.
Il senso del regalo di Natale sta proprio nell'essere avvolto in un pacchetto.
Abbiamo scelto attraverso un'evoluzione, dettata dalla consapevolezza di massa, di perdere il pelo, camminare a due zampe. Però continuiamo a ruttare. A masticare.

Friday, December 12, 2008

La gru protesta

All'interno di Santa Maria dell Grazie c'era un muletto gigante, una sorta di mini gru.
Strideva la vicinanza del mostro meccanico con la costruzione quattrocentesca, urlavano i muri.
Ma se la gru fosse arrivata prima? Se il tempo fosse circolare?
Pensiamo sempre di avere delle certezze.

Wednesday, October 22, 2008

Francoforte



Una linea continua di un segnale del codice a morse: nè punti, nè virgole.
Un lungo tratto, dal mattino all'una di notte-stazione-marciapiede-aria fresca.

Poi, improvvisamente il tempo si è interrotto, all'una e cinque, stazione Centrale di Francoforte: non c'erano le persone, non c'era l'autobus.
La linea si è spezzata.
Rumore bianco, rumore bianco, rumore bianco.

Trovo soltanto un tavolo lungo, senza sedie, all'interno di un supermarket minuscolo, dove si sposta senza movimento un peruviano. Il commesso ha una pettinatura a caschetto ed un sorriso sognante, impila dei Kit Kat initerrottamente, incantato.
Ecco le persone che si muovono rimanendo ferme.
Il tempo scorre ed io non me ne accorgo.

Quando siamo soli e senza riferimenti il tempo cessa semplicemente di esistere.
Arriva l'autobus alle due e mezza e si riapre il movimento, riprende a scorrere il tempo.
In aereo siedo e sperimento un grosso punto esclamativo, delirante.
L'aereo decolla ed esclama.

Il tempo ancora,
il tempo ancora ed ancora,
ancora, ancora, ancora,
è rimasto appeso:
tra uno sgabello, un tavolo ed il neon.

Non ha aperto lo sguardo a visioni.
Assenza. Segnale occupato.

Finchè è passata una bicicletta...
e ci siamo voltati.

Tra un container ed una sigaretta,
sono scivolata ancora sulla superficie delle cose.