Thursday, January 03, 2008

Danzare, danzare, danzare.




"Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire. Rigorosamente divise. Dalla porta d'ingresso non si può uscire, e da quella di uscita non si può entrare. Tutti seguono questa regola. Possono variare le modalità, ma tutti finiscono per andare via. C'è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo."

"Finora tu hai perso molte cose. Molte cose preziose. Il problema non è sapere di chi è la colpa. Il problema è che tu attaccavi sempre qualcosa di te a tutte le persone che perdevi. Non avresti dovuto. Avresti dovuto tenere qualcosa da parte per te, invece di lasciarla andare via con il resto. Così ti sei consumato a poco a poco. Perchè? Perchè l'hai fatto?"

"Ma cosa devo fare allora?"

"Danzare" ... "continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? Devi danzare.
Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c'entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l'altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano".

Haruki Murakami "Dance,dance, dance"

Wednesday, January 02, 2008

"Mattatoio N°5"


Vorrei che tutti lo leggessero. Un libro contro la guerra, o meglio contro la stupidità umana.

L'ho comprato senza leggere il retro, ero sovrappensiero, mi piaceva il pesce che volava tra i palazzi, ecco, a volte sono un pò svampita, il pesce era in realtà la bomba atomica.

A Dresda, durante la Seconda Guerra Mondiale, nel febbario del '45, c'è stato un bombardamento che ha causato più morti della bomba atomica, Vonnegut c'era ed era rifugiato in un mattatoio.
La città fu rasa al suolo, cancellata, credevano di essere tutti al sicuro.

"È tutto accaduto, più o meno. I brani di guerra, in ogni caso, sono abbastanza veri. Un tale che conoscevo fu veramente ucciso, a Dresda, per aver preso una teiera che non era sua. Un altro che conoscevo minacciò veramente di fare ammazzare i suoi nemici personali, dopo la guerra, da dei killer. E così via. Ho cambiato tutti i nomi.

Io tornai veramente a Dresda con i soldi della Fondazione Guggenheim (Dio la benedica) nel 1967. Somigliava molto a Dayton, nell'Ohio, ma c'erano più spazi vuoti che a Dayton. Nel terreno dovevano esserci tonnellate d'ossa umane.

Ci tornai insieme a un vecchio compagno di guerra, Bernard V. O'Hare, e facemmo amicizia con un tassista che ci portò al mattatoio dove eravamo rinchiusi la notte come prigionieri di guerra. Si chiamava Gerhard Müller. Ci disse che era stato per un po' prigioniero degli americani. Gli domandammo che effetto faceva vivere sotto i comunisti, e lui disse che al principio era terribile, perché tutti dovevano lavorare molto duro, e perché non c'erano case e mancava da mangiare e da vestirsi. Ma adesso le cose andavano molto meglio. Lui aveva un bell'appartamentino, e la figlia frequentava una buona scuola. Sua madre era rimasta incenerita nell'incendio di Dresda. Così va la vita.

A Natale mandò a O'Hare una cartolina, ed ecco cosa diceva:

"Auguri a lei, alla sua famiglia e al suo amico buon Natale e felice anno nuovo e spero che ci incontreremo di nuovo in un mondo libero e in pace nel mio tassì, se il caso vorrà." "

Da "Mattatoio N°5 - Kurt Vonnegut"

"Il coperchio del mare" Banana Yoshimoto


Il libro non mi ha entusiasmato molto.
Leggevo Banana Yoshimoto durante il primo anno di università.
Ero appena tornata da un anno a Londra in cui mi ero divertita all'eccesso, avevo divorato la vita, dormito pochissimo, mangiato malissimo, conosciuto tantissima gente.
In un bilocale troppo luminoso, a Pavia, leggevo "Sonno Profondo" e mi rispecchiavo nella protagonista che soffre di improvvisi colpi di sonno. Era il periodo in cui gli occhi mi si chiudevano automaticamente ovunque.

"Il sonno viene come l'avanzare della marea. Opporsi è impossibile."

Leggevo poi "Lucertola", "Kitchen" ed "N.P." voracemente.
Dieci anni dopo mi regalano quest'ultimo libro dell'autrice e ne rimango delusa.
Apprezzo l'amore per le piccole cose, ma qui sembra forzato; rimangono i tratti da fumetto manga nel descrivere le persone, che trovo molto originali e ad effetto.
Però qualcosa non mi convince: la trama è semplice, quasi inesistente, ma spesso gli scrittori più dotati creano immagini e situazioni indimenticabili da accadimenti ordinari.
Qui invece qualcosa si perde, ho come la sensazione che Banana Yoshimoto sia stata obbligata a scrivere un libro, come un tema a scuola, che avesse tre belle cose
da dire, per cui avrebbe scritto una novella molto carina, invece l'hanno obbligata a scrivere un romanzo...
Trovo che Haruki Murakami sia un ottimo scrittore, molto più giapponese, alcune delle sue simbologie sono squisite: i pozzi e gli uomini vestiti da pecora ad esempio.

Friday, December 28, 2007

Caramel

La sera di Natale ho visto "Caramel".
La regista e protagonista è Nadine Labaki.
Caramel è profondo, femminile, ironico.
E' la storia di quattro ragazze che gestiscono un centro estetico a Beirut.. e di una anziana signora sarta, con la vecchia mamma.
Le sei vite si intreccianoe ele singole storie sono tratteggiate molto delicatamente.
Il progresso pare essersi fermato agli anni ottanta, musulmani e cristiani convivono, ma nonostante le diverse tensioni culturali, le problematiche femminili ritornano in ogni luogo.

Thursday, December 20, 2007

Finzioni - Borges

Gli specchi e la copula sono abominevoli perchè moltiplicano il numero degli uomini.

L'amico coniglio



Oggi ho trovato il mio collega nell'antibagno, sgranocchiava una carota, per un attimo si è trasformato in un coniglio, non mi sono immaginata nulla, era proprio un coniglio!

Mi ha detto che devo vedere il film "Harvey" di Korster in cui il protagonista ha per amico un coniglione alto due metri.

(Dal film: "Ho lottato con la realtà per 35 anni, dottore, e sono contento di dire che alla fine l'ho sconfitta.")

Assolutamente da vedere Donnie Darko... Conigli e viaggi nel tempo.

E il coniglio al bar di Shining?

Ed i conigli neri di Pinocchio?

Il Bianconiglio che annulla la dimensione del tempo in Alice?
Perchè ha il gilet, la camicia e l'orologio, ma non ha i pantaloni?
Perchè anche Topolino e Paperino non hanno i pantaloni? Sono osceni.

Ieri sera per caso ho affittato "Inland Empire" di Lynch, ci sono varie scene girate in un soggiorno, con risate da sit-com in sottofondo, in cui madre, padre e figlio si aggirano pronunciando frasi intervallate da lunghe pause.
Il fatto è che le teste di tutti e tre sono quelle di conigli neri.

Che cosa vuol dire tutto questo?
Chi sono veramente i conigli e cosa stanno cercando di fare?
Dobbiamo stare attenti, atteni ai conigli.

Tuesday, November 20, 2007

Le Crime Parfait


"Non aggiungeremo mai niente al nulla del mondo, poichè ne facciamo parte.
Ma non aggiungeremo neppure mai niente al suo significato, perchè non ne ha."
Baudrillard

Friday, October 26, 2007

Implosioni ed esplosioni


Non è rimasto il tempo di vedere
le stelle al sole.
Si ritovano pioggia molteplice
scivoleranno in un unico punto,
forse domani.

O ieri,
con il tempo aspirato sotto il tappeto e
le lettere ritornate al mittente.

Wednesday, October 24, 2007

Come iniziare bene la giornata


Oggi piove a dirotto, è mattina, ma è ancora buio.
Leggo "Molto forte, incredibilmente vicino", sul treno, scomodamente imbottita di vestiti e trovo una bella lista di motivi per cui essere triste:

"Stai poco bene?" "Sono triste" "Per papà?" "Per tutto"..."Cosa vuol dire tutto?"
Ho cominciato a contare sulle dita: "La carne e i latticini nel nostro frigo, le scazzottate, gli incidenti d'auto, Larry..."..."Chi è Larry?" "Il senzatetto fuori dal Museo di storia Naturale che dopo avermi chiesto i soldi dice sempre 'Ti giuro che è per comprarmi da mangiare' "..."Il fatto che tu non sai nemmeno chi è Larry...il tipo basso e senza collo che ritira i biglietti al cinema IMAX, il fatto che il sole esploderà, il fatto che ad ogni compleanno mi regalano almeno una cosa che ho già, i poveri che ingrassano perchè mangiano cibi schifosi perchè costano meno...""gli animali addomesticati, il fatto che ho un animale addomesticato, gli incubi, Microsoft Words, i vecchi che se ne stanno a fare niente tutto il giorno perchè nessuno si ricorda di stare un pò con loro e chiedere agli altri di stare un pò con loro li mette in imbarazzo, i segreti, i telefoni a disco, il fatto che le cameriere cinesi sorridono anche quando non c'è niente di bello o divertente, e anche il fatto che ci sono cinesi propietari di ristoranti messicani, ma non ci sono mai messicani propietari di ristoranti cinesi, gli specchi...il fatto che io sono il meno popolare a scuola, i buoni-sconto della nonna, le rimesse, le persone che non sanno cos'è internet, la brutta grafia, le belle canzoni, il fatto che tra cinquant'anni non ci saranno più esseri umani..." "E chi te lo dice?"

Il romanzo di Foer è visionario, coinvolgente e bizzarro. Dopo "Ogni cosa è illuminata" che considero un capolavoro, Foer non delude e ti trascina, spesso in un fosso.
Riesce a vedere oltre le cose con gli occhi di un bambino innocente e saggio al contempo, ogni oggetto o luogo ha una lettura che trascende dalla logica e dalla razionalità, ricrea la realtà e cambia le luci, le angolazioni.

Monday, September 24, 2007

Il giovane Holden


"Il Giovane Holden" è un romanzo che mi ero ripromessa di leggere da ormai tre anni.
Ha catturato la mia attenzione la copertina bianca, con il titolo scritto in nero. Il libro mi guardava dallo scaffale con quella sicurezza da donna che non ha bisogno di orpelli.
Mi ricordava quei prodotti che nel supermercato postmoderno di Don DeLillo, in "Rumore Bianco", posseggono un'aura quasi spirituale: scatole bianche e nome del prodotto in nero.
"Il giovane Holden" in effetti si merita di essere definito il capolavoro che dicono.
E' la storia di un adolescente, ma è anche la storia di chi odia l'ipocrisia.
Salinger riesce ad essere un perfetto adolescente nel linguaggio, nelle inclinazioni, nei sogni, nell'incanto che riesce a carpire in alcune banalità, nei comportamenti.

Ho sempre avuto un debole per gli inetti, i disillusi, i cinici, come lo squattrinato scrittore Arturo Bandini di "Ask the Dust" nella sua squallida stanza di hotel, come il protagonista di "Memorie del Sottosuolo" impiegato inconcludente a disagio con sè stesso e con gli altri, o come il protagonista di "Illusioni" di Paul Auster, cinico, ma per accadimenti specifici.
Gli antieroi, i perdenti, gli uomini superflui, come li definiscono in letteratura russa, mi attraggono.

"Vi giuro, signori, che l'essere troppo consapevoli è una malattia, un'autentica assoluta malattia" da "Memorie del Sottosuolo".
Non vorrei disturbare
l'universo. Gradirei,
se possibile, sconfinare
in silenzio col passo lieve
dei contabbandieri
o come quando
si diserta una festa.
(Primo Levi)

Tuesday, September 18, 2007

Friday, September 14, 2007

Ricordare



Un altro sasso mi è scivolato ed è precipitato lentamente sul fondale della mia memoria.
Le acque sono profonde circa trenta metri, ho paura di non riuscire a recuperare anche questo ricordo.
Quello che ricordiamo è altro da ciò che è accaduto.
Ciò che si è concluso non si può recuperare.
Adoro arricchire alcuni episodi marginali di particolari divertenti e scordare i momenti che nel tempo si dilatano ed hanno chiare conseguenze oggi, quelli che sono esplosi lasciandoci shegge infilate per tutto il corpo.
Dimenticare è tremendo?
Incontro una compagna delle superiori che mi parla di cose che non ricordo.
Sono mai stata alle superiori?
Dovrei fermarmi a ricordare? Non credo.
Insomma, non è obbligatorio. Forse non è neanche costrttivo.
L'introspezione prolungata dopo l'adolescenza è nauseante e vischiosa.
Gli psicologi dormono dietro di noi e noi vomitiamo parole.
Ogni psicologo che si rispetti ha un sacchetto di risposte e mentre noi ad occhi chiusi attendiamo la chiave della felicità, lui ne estrae una a caso: "devi tagliare il cordone ombelicale" o "stai cercando la figura di tuo padre, non un compagno", ecc...
Da piccola credevo che dopo la morte ci avrebbero fatto rivedere una sorta di film della nostra vita in tempo reale, insomma avremmo avuto dopo tutto il tempo necessario per rifletterci.

Tuesday, September 11, 2007

Qualcosa di abrasivo,
spunta dalle giornate
a colori e forme,
prismatico accecante ed aspirante.

Qualcosa di nascosto
tra il primo ed il secondo cassetto
della liscia scrivania.

Qualcosa che si è incastrato tra l'aria
e l'epidermide, tra i binari ed il treno.

Friday, September 07, 2007



Sembra una persona precisa, metodica e tranquilla.
Non è vero. Non è mai vero niente.

Per trovare un equilibrio si deve squilibrare.
Grida in sordina.
Grida a squarciagola da un sè che è altro.

Mi porto in spalle William Blake


O rose, thou art sick!
the invisible worm,
that flies in the night,
in the howling storm,

has found out thy bed
of crimson joy:
and his dark secret love,
does thy life destroy

Friday, August 31, 2007

Sollievo

Prima o poi ci si sente inadeguati. Ed è un sentimento nauseante.
Anche a chi capita raramente di sentirsi fuori luogo prima o poi accade, il peggio è quando accade in situazioni alle quali sei incatenato, non te ne puoi andare.
Devi stare immobile e subire la rigidità dei muscoli, fare delle facce di circostanza che gli altri possano interpretare in modo ambiguo, vorresti poter fare la mossa del camaleonte, diventare tappezzeria.
Ci si ricorda poi che non si è incatenati a nulla, quasi sempre è possibile andarsene, anche senza giustificazione ed è una gran bella soddisfazione.
Alzarsi, salutare ed andarsene.

Monday, August 20, 2007

Il Mare


Il mare era stupendo. Alcune spiaggie deserte, vedi sopra.
Dovevo apportare una nota di tristezza alla perfezione della vacanza, per cui ho deciso di leggere "Il Mare" di Banville. Romanzo stupendo, mi ha regalato piccoli attimi di depressione.

Ritorno da Itaca


Beata trasparenza delle acque,
fosse così anche la gente,
magari anche senza scogli,
però forse sarebbe una gran noia.
In effetti beato inquinamento dele acque fluviali,
così quando vado in vacanza,
mi meraviglio di alcune piccole cose,
che potrebbero essere date per scontate se vivessi in Paradiso.
Se vivessimo in Paradiso starebbero tutti fermi,
tanto tutto sarebbe perfetto,
quindi non avremmo amici.

Scarpe strette


E davanti al cielo plumbeo ed elettrico di Milano,
che mi richiama al lavoro, rivedo il mare in foto e sembra marziano il colore turchino.

Quella della sabbia sotto i piedi è già una sensazione dimenticata.

I miei due comapagni di viaggio ora sono chiusi sottovuoto nelle scarpe, speriamo non mi facciano sfigurare con dei colpi di testa, perchè li conosco bene, vorrebbero saltare e con un colpo secco lanciarle via queste scarpe chiuse, li tengo d'occhio.