Friday, October 26, 2007

Implosioni ed esplosioni


Non è rimasto il tempo di vedere
le stelle al sole.
Si ritovano pioggia molteplice
scivoleranno in un unico punto,
forse domani.

O ieri,
con il tempo aspirato sotto il tappeto e
le lettere ritornate al mittente.

Wednesday, October 24, 2007

Come iniziare bene la giornata


Oggi piove a dirotto, è mattina, ma è ancora buio.
Leggo "Molto forte, incredibilmente vicino", sul treno, scomodamente imbottita di vestiti e trovo una bella lista di motivi per cui essere triste:

"Stai poco bene?" "Sono triste" "Per papà?" "Per tutto"..."Cosa vuol dire tutto?"
Ho cominciato a contare sulle dita: "La carne e i latticini nel nostro frigo, le scazzottate, gli incidenti d'auto, Larry..."..."Chi è Larry?" "Il senzatetto fuori dal Museo di storia Naturale che dopo avermi chiesto i soldi dice sempre 'Ti giuro che è per comprarmi da mangiare' "..."Il fatto che tu non sai nemmeno chi è Larry...il tipo basso e senza collo che ritira i biglietti al cinema IMAX, il fatto che il sole esploderà, il fatto che ad ogni compleanno mi regalano almeno una cosa che ho già, i poveri che ingrassano perchè mangiano cibi schifosi perchè costano meno...""gli animali addomesticati, il fatto che ho un animale addomesticato, gli incubi, Microsoft Words, i vecchi che se ne stanno a fare niente tutto il giorno perchè nessuno si ricorda di stare un pò con loro e chiedere agli altri di stare un pò con loro li mette in imbarazzo, i segreti, i telefoni a disco, il fatto che le cameriere cinesi sorridono anche quando non c'è niente di bello o divertente, e anche il fatto che ci sono cinesi propietari di ristoranti messicani, ma non ci sono mai messicani propietari di ristoranti cinesi, gli specchi...il fatto che io sono il meno popolare a scuola, i buoni-sconto della nonna, le rimesse, le persone che non sanno cos'è internet, la brutta grafia, le belle canzoni, il fatto che tra cinquant'anni non ci saranno più esseri umani..." "E chi te lo dice?"

Il romanzo di Foer è visionario, coinvolgente e bizzarro. Dopo "Ogni cosa è illuminata" che considero un capolavoro, Foer non delude e ti trascina, spesso in un fosso.
Riesce a vedere oltre le cose con gli occhi di un bambino innocente e saggio al contempo, ogni oggetto o luogo ha una lettura che trascende dalla logica e dalla razionalità, ricrea la realtà e cambia le luci, le angolazioni.

Monday, September 24, 2007

Il giovane Holden


"Il Giovane Holden" è un romanzo che mi ero ripromessa di leggere da ormai tre anni.
Ha catturato la mia attenzione la copertina bianca, con il titolo scritto in nero. Il libro mi guardava dallo scaffale con quella sicurezza da donna che non ha bisogno di orpelli.
Mi ricordava quei prodotti che nel supermercato postmoderno di Don DeLillo, in "Rumore Bianco", posseggono un'aura quasi spirituale: scatole bianche e nome del prodotto in nero.
"Il giovane Holden" in effetti si merita di essere definito il capolavoro che dicono.
E' la storia di un adolescente, ma è anche la storia di chi odia l'ipocrisia.
Salinger riesce ad essere un perfetto adolescente nel linguaggio, nelle inclinazioni, nei sogni, nell'incanto che riesce a carpire in alcune banalità, nei comportamenti.

Ho sempre avuto un debole per gli inetti, i disillusi, i cinici, come lo squattrinato scrittore Arturo Bandini di "Ask the Dust" nella sua squallida stanza di hotel, come il protagonista di "Memorie del Sottosuolo" impiegato inconcludente a disagio con sè stesso e con gli altri, o come il protagonista di "Illusioni" di Paul Auster, cinico, ma per accadimenti specifici.
Gli antieroi, i perdenti, gli uomini superflui, come li definiscono in letteratura russa, mi attraggono.

"Vi giuro, signori, che l'essere troppo consapevoli è una malattia, un'autentica assoluta malattia" da "Memorie del Sottosuolo".
Non vorrei disturbare
l'universo. Gradirei,
se possibile, sconfinare
in silenzio col passo lieve
dei contabbandieri
o come quando
si diserta una festa.
(Primo Levi)

Tuesday, September 18, 2007

Friday, September 14, 2007

Ricordare



Un altro sasso mi è scivolato ed è precipitato lentamente sul fondale della mia memoria.
Le acque sono profonde circa trenta metri, ho paura di non riuscire a recuperare anche questo ricordo.
Quello che ricordiamo è altro da ciò che è accaduto.
Ciò che si è concluso non si può recuperare.
Adoro arricchire alcuni episodi marginali di particolari divertenti e scordare i momenti che nel tempo si dilatano ed hanno chiare conseguenze oggi, quelli che sono esplosi lasciandoci shegge infilate per tutto il corpo.
Dimenticare è tremendo?
Incontro una compagna delle superiori che mi parla di cose che non ricordo.
Sono mai stata alle superiori?
Dovrei fermarmi a ricordare? Non credo.
Insomma, non è obbligatorio. Forse non è neanche costrttivo.
L'introspezione prolungata dopo l'adolescenza è nauseante e vischiosa.
Gli psicologi dormono dietro di noi e noi vomitiamo parole.
Ogni psicologo che si rispetti ha un sacchetto di risposte e mentre noi ad occhi chiusi attendiamo la chiave della felicità, lui ne estrae una a caso: "devi tagliare il cordone ombelicale" o "stai cercando la figura di tuo padre, non un compagno", ecc...
Da piccola credevo che dopo la morte ci avrebbero fatto rivedere una sorta di film della nostra vita in tempo reale, insomma avremmo avuto dopo tutto il tempo necessario per rifletterci.

Tuesday, September 11, 2007

Qualcosa di abrasivo,
spunta dalle giornate
a colori e forme,
prismatico accecante ed aspirante.

Qualcosa di nascosto
tra il primo ed il secondo cassetto
della liscia scrivania.

Qualcosa che si è incastrato tra l'aria
e l'epidermide, tra i binari ed il treno.

Friday, September 07, 2007



Sembra una persona precisa, metodica e tranquilla.
Non è vero. Non è mai vero niente.

Per trovare un equilibrio si deve squilibrare.
Grida in sordina.
Grida a squarciagola da un sè che è altro.

Mi porto in spalle William Blake


O rose, thou art sick!
the invisible worm,
that flies in the night,
in the howling storm,

has found out thy bed
of crimson joy:
and his dark secret love,
does thy life destroy

Friday, August 31, 2007

Sollievo

Prima o poi ci si sente inadeguati. Ed è un sentimento nauseante.
Anche a chi capita raramente di sentirsi fuori luogo prima o poi accade, il peggio è quando accade in situazioni alle quali sei incatenato, non te ne puoi andare.
Devi stare immobile e subire la rigidità dei muscoli, fare delle facce di circostanza che gli altri possano interpretare in modo ambiguo, vorresti poter fare la mossa del camaleonte, diventare tappezzeria.
Ci si ricorda poi che non si è incatenati a nulla, quasi sempre è possibile andarsene, anche senza giustificazione ed è una gran bella soddisfazione.
Alzarsi, salutare ed andarsene.

Monday, August 20, 2007

Il Mare


Il mare era stupendo. Alcune spiaggie deserte, vedi sopra.
Dovevo apportare una nota di tristezza alla perfezione della vacanza, per cui ho deciso di leggere "Il Mare" di Banville. Romanzo stupendo, mi ha regalato piccoli attimi di depressione.

Ritorno da Itaca


Beata trasparenza delle acque,
fosse così anche la gente,
magari anche senza scogli,
però forse sarebbe una gran noia.
In effetti beato inquinamento dele acque fluviali,
così quando vado in vacanza,
mi meraviglio di alcune piccole cose,
che potrebbero essere date per scontate se vivessi in Paradiso.
Se vivessimo in Paradiso starebbero tutti fermi,
tanto tutto sarebbe perfetto,
quindi non avremmo amici.

Scarpe strette


E davanti al cielo plumbeo ed elettrico di Milano,
che mi richiama al lavoro, rivedo il mare in foto e sembra marziano il colore turchino.

Quella della sabbia sotto i piedi è già una sensazione dimenticata.

I miei due comapagni di viaggio ora sono chiusi sottovuoto nelle scarpe, speriamo non mi facciano sfigurare con dei colpi di testa, perchè li conosco bene, vorrebbero saltare e con un colpo secco lanciarle via queste scarpe chiuse, li tengo d'occhio.

Wednesday, July 18, 2007

Fa molto caldo

Fa molto caldo. Soffocante. C'è uno speciale in tv dedicato ai Subsonica che ridesta il mio orgoglio piemontese, che in modo falsamente cortesemente disprezzo con gli amici, ma porto nel cuore. Regione impolverata, annebbiata e nebbiosa, malinconica e soffocante.
Mi ricorda di chiudere la porta e starmene in silenzio, tra queste mura si trova di tutto: coltelli, asciugamani, materassi, ponti levatoi e specchi.

Non ho bisogno di nulla.

Ho bisogno soltanto delle parole,
per catalogare, impacchettare e definire
la mostruosa natura delle cose
che mi precede a piedi nudi
e mi stringe la gola.

Muta, ecco come mi lascia.
Tutti immersi, sguazzanti nella moda del relativismo, costruiamo e decostruiamo, passeggio tra i saldi delle teorie e scelgo oggi quella che mi si addice, poi la getto nella spazzatura la sera e dormo con la coscienza svuotata. Beata acoscienza.
Parte la fabbrica dei sogni e li facciamo interpretare dagli altri, sono proprio esattamente così, come li vogliono loro.

Tutte le mie preghiere le rivolgo al caso, non a caso.

Per tutte le volte in cui mia nonna ha fissato quella tovaglia di cerata arancione, gialla, marrone, caleidoscopio rotondo come il tavolo, niente più prati, si ferma un battito del mio cuore, in preghiera.
E per tutte le volte in cui mia nonna mi ha dato un frusciante pacco di millesfoglie che non ho mai mangiato, lenzuola mai messe, rumori che non ho tollerato, parole non ascoltate, rivolgo una preghiera al caso.

Tuesday, June 12, 2007

So di per certo che due giorni fa un uomo, dopo essere stato coricato sul divano per due giorni consecutivi a vedere la tv, è stato ricoverato poichè la sua gamba era diventata a fiori.
Gli stessi fiori del copridivano.

Fresco sogno

I sogni perdono colore nella notte, raggi di luce sfumano dai nostri pensieri e si appoggiano sulle pareti delle camere, sui sedili dei treni, delle auto.
Sbiadisce il senso si realtà costruito dopo anni di esercizio, lampi di colore ci straniano.
Le ombre di quando eravamo bambini.
Qualche scampolo di sogno ricompare in tarda serata e tiene tutto legato, sventolante, fresco ed eterno. Tutto presente contemporaneamente.

Wednesday, June 06, 2007

Parte un post

Parte un post. Gira l'angolo, gli corro dietro, ma non lo vedo già più, sparito.
Avevo un mucchietto di parole in tasca, a casa le avevo riempite di significato, prima di andare a letto, ieri sera, le avevo incartate nella stagnola con cura.
Arrivo in ufficio, mi siedo: nelle tasche ci sono soltanto più frammenti di cose già dette, sparpagliate, appallottolate, briciole e polvere.
Afferro la lucertola e si stacca la coda.
Fuori dalla montagna di marmo, dove arrivano tubi di alluminio fumanti a vomitare persone, un baffuto signore in ciabatte mi ha sussurrato: "Sigarieta", gli ho chiesto se voleva una sigaretta, no, mi vuole vendere una stecca di Malboro rosse ucraine. Magari ci guadagna più di me e sta pure all'aria aperta.
Tutti i post sfuggiti ai padroni sono all'inizio dell'arcolbaleno.
Ci sono persone che incontri al mattino che luccicano, si meritano proprio di essere felici e si capisce benissimo.

Wednesday, May 30, 2007

Aaaah!


Mi sento come se qualcuno mi avesse obbligato a mangiare un uovo intero.
Sto soffocando. Avrei alcune cose da esprimere. Ma non posso. Questo non è il luogo adatto.
Forse dovrei andarle a raccontarle in un altro non-luogo, un allungato centro commerciale, un algido distributore di benzina, accarezzata da un sottile vento fresco, dalle mani di nessuno.

Apro la tenda e vedo un cancello. Marrone.
Un balcone. Grigio.
Una pianta. Un gatto zoppo. Un muro. Bianco.Infissi. Neri.
Devo smetterla con quei tre gradini che, se non faccio prima che si chiuda la porta, mi fanno sentire insicura.

Sono invasa dalla voglia di andare in un'altra direzione, colorarmi senza inciampare, vedere oltre le sagome, oltre il muro, il cancello, il gatto, l'albero.
Qualcosa di morbido.

Monday, March 12, 2007

C'è un sole che trafigge i muri là fuori, domani mi tocca cambiare lavoro, il movimento è una costante della vita...il movimento è vita. Potrò dedicarmi all'immobilità delle cose tra un centinaio d'anni circa, magari anche di più.
Ciò che delude è l'eterno ritorno, un odore, un colore, non possedere più lo stupore dell'infanzia.
Mettersi in gioco per scoprire che tutto è diverso nella stessa misura in cui è uguale.

Saturday, February 10, 2007

Oggi è venuto a colloquio un padre, medico chirurgo, di un ragazzino di 16 anni con la passione per i canarini.
Dice che in terza media hanno picchiato il figlio in bagno e il bidello ha visto.
Il signore è inquietante, dice: "Ho scoperto che mio figlio aveva una lesione alla milza, visitandolo. L'ho fatto presente alla preside, lei ha assunto un attegiamento omertoso, come gli altri docenti.
Ho denunciato la scuola, ma nulla.
Non è tanto perchè hanno menato mio figlio, sono cose che succedono, ma se fosse morto.
Se l'avessi trovato al mattino esangue nel letto, ci avrei messo un secondo a SBATTERLO SUL TAVOLO E FARGLI UN'AUTOPSIA, PER DIMOSTRARE CHE LA MILZA ERA SPAPPOLATA."