Oggi è una stupenda giornata, semplicemente perchè splende.
Non splende il sole, splende la giornata.
Oggi è una giornata scintillante, semplicemente perchè le scintille dei giorni non si vedono costantemente.
E il privilegio di essere vivi non ce lo concediamo tutti i giorni.
Ed i raggi di sole scalderanno più Dakar di Milano, oggi.
La sensazione di essere vivi senza voler fuggire dal proprio corpo, la sensazione di esserci e di non esserci per sempre.
Proprio perchè stavo leggendo che nel 2060 il problema dell'inquinamento potrebbe essere definitivamente risolto: avrò 87 anni, se ci sarò.
Anche se scivolo negli schermi, nelle fotografie e nelle parole: finchè ci sono, voglio esserci davvero.
Pensieri volanti di una non più così giovane italiana, trasferita in terra d'Albione per necessità amorose, attratta morbosamente dalla parola scritta, talvolta infastidita dalla parola detta, sopratutto al telefono.
Wednesday, April 30, 2008
Gniiic

Soffro di altalenanti nevrosi legate ai rumori prodotti da persone che conosco da tempo.
Non so da cosa nascano, so soltanto che la reazione dei mie nervi è inevitabile.
Sono sempre stata debole di nervi.
L'unica cura è chiudermi in una stanza e stare sola.
Allontanarmi.
Lo stridere del coltello su di un piatto.
Il masticare, soltanto quello di poche persone.
Aggressività repressa: forse di questo si tratta.
Se respiro profondamente si allevia il dolore.
Qualcuno dovrebbe ascoltarmi.
Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perché mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.
Pablo Neruda
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perché mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.
Pablo Neruda
Thursday, April 24, 2008
La notte dei nonni
Si è fatta tarda notte. Notte, molto tarda.
Sono andati tutti via: sono andati tutti quanti a dormire.
Tutti quanti chi?
Nessuno ha portato via i resti della cena da questa lunga, instabile, stretta tavola bianca: mollica di pane imbevuta di vino rosso, briciole e briciole e briociole, macchie di sugo, piatti accatastati con panna montata, ossa di coniglio, burro secco, tovaglioli sull'erba, mozziconi nei piatti, bicchieri bianchi, gialli e blu.
Le le lucine colorate sono accese, l'erba è umida ed inizia a fare freddo.
A quest'ora l'erba verde sembra viola, sembra più intensa.
Mistica erba, alberi nero-argento ed in alto fruscio di foglie: leggio del vento.
Brivido. Capogiro. Mi appoggio alla sedia.
Non so esattamente dove mi trovo. Non so esattamente chi sono. Cosa faccio qui?
Un nodo in gola. Mio figlio era qui prima.
I nipoti erano qui, erano piccoli e li portavo al mare: la focaccia e le giostrine. Questa sera: quei signori. Sono loro? Uno studia in un'altra città.
Mio marito non c'è. Mio marito dov'è?
Voglio tremendamente tornare a casa, tornare a casa, tornare a casa. Da mia madre, lei mi stringe forte, quando ha tempo per me. Le sue polpette, che buone.
Si è fatto tardi.
Mio marito è morto. E' morto? E il funerale? Ricordo un rinfresco e la sorella.
Qualcuno abitava con noi un tempo, un signore della banca, un signore solo e dormiva con...
Mi dicono di scrivere per mantenere allenata la mente, di guardare meno televisione, di leggere il giornale: rieccomi sono tornata.
Stavo spazzando per terra, quando...Che figuracce!
Devo soltanto rientrare in casa e capirò di chi è questa casa.
Mi dispiace, sono ridicola.
"Mamma vieni dentro, fa freddo, ti prendi un accidente!"
Mamma? Non sono sola, ora vado dentro e faccio finta di niente.
Che fame, ma avrò mangiato anch'io? A me non hanno dato niente, mi vogliono del male.
Mangio quella fetta di torta avanzata, un attimo e poi vado dentro, mi vogliono far morire. Gente malvagia.
Stai tranquilla. Chi l'avrebbe mai detto? Tutti contro di me.
Ecco il cane, già il cane: "Glenda, vieni qui, hai fame?"
Sono andati tutti via: sono andati tutti quanti a dormire.
Tutti quanti chi?
Nessuno ha portato via i resti della cena da questa lunga, instabile, stretta tavola bianca: mollica di pane imbevuta di vino rosso, briciole e briciole e briociole, macchie di sugo, piatti accatastati con panna montata, ossa di coniglio, burro secco, tovaglioli sull'erba, mozziconi nei piatti, bicchieri bianchi, gialli e blu.
Le le lucine colorate sono accese, l'erba è umida ed inizia a fare freddo.
A quest'ora l'erba verde sembra viola, sembra più intensa.
Mistica erba, alberi nero-argento ed in alto fruscio di foglie: leggio del vento.
Brivido. Capogiro. Mi appoggio alla sedia.
Non so esattamente dove mi trovo. Non so esattamente chi sono. Cosa faccio qui?
Un nodo in gola. Mio figlio era qui prima.
I nipoti erano qui, erano piccoli e li portavo al mare: la focaccia e le giostrine. Questa sera: quei signori. Sono loro? Uno studia in un'altra città.
Mio marito non c'è. Mio marito dov'è?
Voglio tremendamente tornare a casa, tornare a casa, tornare a casa. Da mia madre, lei mi stringe forte, quando ha tempo per me. Le sue polpette, che buone.
Si è fatto tardi.
Mio marito è morto. E' morto? E il funerale? Ricordo un rinfresco e la sorella.
Qualcuno abitava con noi un tempo, un signore della banca, un signore solo e dormiva con...
Mi dicono di scrivere per mantenere allenata la mente, di guardare meno televisione, di leggere il giornale: rieccomi sono tornata.
Stavo spazzando per terra, quando...Che figuracce!
Devo soltanto rientrare in casa e capirò di chi è questa casa.
Mi dispiace, sono ridicola.
"Mamma vieni dentro, fa freddo, ti prendi un accidente!"
Mamma? Non sono sola, ora vado dentro e faccio finta di niente.
Che fame, ma avrò mangiato anch'io? A me non hanno dato niente, mi vogliono del male.
Mangio quella fetta di torta avanzata, un attimo e poi vado dentro, mi vogliono far morire. Gente malvagia.
Stai tranquilla. Chi l'avrebbe mai detto? Tutti contro di me.
Ecco il cane, già il cane: "Glenda, vieni qui, hai fame?"
Tuesday, April 22, 2008
Coerenza o schizofrenia?
La coerenza ha perso valore.
Oggi il modello da emulare è quello della schizofrenia.
L'abbiamo sempre associata ad un disturbo mentale.
Non potrebbe essere un pregio quello di essere leggermente schizofrenici?
Dell'avere la possibilità di gestire più personalità, più tendenze caratteriali, più attività, più forme di comportamento?
Questo non implica che una delle personalità debba essere per forza quella di un assasino, anzi.
Riusciremmo forse semplicemente a gestire meglio lo scorrere della vita in questa società in continua permutazione?
Chi ha detto che lo scorrere del nostro tempo deve andare in una direzione?
Forse bisognerebbe lasciare tante finestre aperte, d'altronde il mondo non aveva nessuna strada predefinita.
Proprio come navighiamo internet potremmo navigare la vita: tante finestre aperte.
Non è forse oggi più riprovevole essere totalmente coerente, non vedere le cose con gli occhiali degli altri, non essere gli altri?
A volte essere coerenti non significa essere chiusi di mente?
Oggi il modello da emulare è quello della schizofrenia.
L'abbiamo sempre associata ad un disturbo mentale.
Non potrebbe essere un pregio quello di essere leggermente schizofrenici?
Dell'avere la possibilità di gestire più personalità, più tendenze caratteriali, più attività, più forme di comportamento?
Questo non implica che una delle personalità debba essere per forza quella di un assasino, anzi.
Riusciremmo forse semplicemente a gestire meglio lo scorrere della vita in questa società in continua permutazione?
Chi ha detto che lo scorrere del nostro tempo deve andare in una direzione?
Forse bisognerebbe lasciare tante finestre aperte, d'altronde il mondo non aveva nessuna strada predefinita.
Proprio come navighiamo internet potremmo navigare la vita: tante finestre aperte.
Non è forse oggi più riprovevole essere totalmente coerente, non vedere le cose con gli occhiali degli altri, non essere gli altri?
A volte essere coerenti non significa essere chiusi di mente?
Thursday, April 17, 2008
La schiuma dei giorni - Boris Vian

"L’essenziale, nella vita, è dare giudizi a priori su tutto. In effetti, sembra che le masse stiano sempre dalla parte del torto, e che gli individui abbiano sempre ragione. Bisogna tuttavia stare attenti a non dedurre nessuna regola di condotta da questa constatazione: certe regole non hanno bisogno di essere formulate per essere eseguite. Solo due cose contano: l’amore, in tutte le sue forme, con ragazze carine, e la musica di New Orleans o di Duke Ellington..."
Boris Vian
Come può un vetro rotto ricrescere?
Boris Vian lo fa germogliare attraverso l'apparizione di una pellicina trasparente.
La neve non si scioglie.
Ad una conferenza il famoso filosofo Partre mostra campioni di vomito impagliato a migliaia di persone in adorazione.
L'amore trionfa ed i colori hanno un suono.
Pare quasi di leggere "ALice nel paese delle meraviglie".
La scrittura di Vian tra calembour, ossimori ed immagini talmente fantasiose da essere inimmagininabili, è pervasa da un'amarezza di fondo.
L'amore trionfa, ma nel disequilibrio, ci sono vinti e vincitori.
LA società è amara.
Tuesday, April 08, 2008
Segni
Cerco di lavare via i segni,
sbiadiscono, scoloriscono,
sembra che nulla si trasformi, come dicono.
Un segno sporca anche la sedia finta-pelle,
finta-verità, finta-casa.
Un altro graffia la porta,
spioncino-deforma realtà.
Sulla ringhiera del balcone,
ci si espone, ci si macchia di nero-fumo.
Sembra tutto così facilmente leggibile.
Talmente semplice che mi si annoda una corda vocale
e non riesco a più a dire la parola,
la prima ("mamma?")
Non riesco più a muovere il piede, il destro.
A respirare, l'aria.
Rimangono i segni,
di-segni ed infinito sgomento.
sbiadiscono, scoloriscono,
sembra che nulla si trasformi, come dicono.
Un segno sporca anche la sedia finta-pelle,
finta-verità, finta-casa.
Un altro graffia la porta,
spioncino-deforma realtà.
Sulla ringhiera del balcone,
ci si espone, ci si macchia di nero-fumo.
Sembra tutto così facilmente leggibile.
Talmente semplice che mi si annoda una corda vocale
e non riesco a più a dire la parola,
la prima ("mamma?")
Non riesco più a muovere il piede, il destro.
A respirare, l'aria.
Rimangono i segni,
di-segni ed infinito sgomento.
Thursday, March 27, 2008
Lamento di Portnoy

"Lamento di Portnoy", di Philip Roth, è una confessione fiume del protagonista, Alex Portnoy, al suo psicologo (lettore). Senza nemmeno una battuta di risposta, se non alla fine, Alex riversa sul medico un fiume di parole, si fa domande, si dà risposte.
Un ebreo degli States che ricorda Woody Allen.
"Il protagonista si barcamena dolente tra l’odio verso un padre ritenuto mediocre (”questo bastardo, questo deficiente, questo padre filisteo”) ed una madre, la classica madre ebraica, onnipotente ed onnipresente, amata fino ad essere odiata (o forse dovremmo dire “amante”), rendendolo un portatore sano di senso di colpa. Si tratta di un uomo divorato dal complesso di Edipo e allo stesso tempo completamanete analfabeta sul piano emotivo."
Alex vive per il sesso, prima portando all'estremo quello autoreferenziale e poi collezionando storie con ragazze “goyim” (non ebree).
Le possiede per possedere il loro ambiente sociale alla continua ricerca di qualcosa che sia “altro da sè”, senza sapere però cosa. Vacante, svuotato, cinico ed immorale, istintivo e codardo, insoddisfatto di sè.
La malattia di Alex è la mancanza di amore.
Da leggere... credo che molti trentenni si sentano Alex, uomini e donne.
Per quel che mi riguarda mi ha quasi urtato, mi ha fatto percepire delle piccole coltellatine, insomma mi sento Alex, Alex donna, per alcune cose.
Chiaramente non per tutte.
Inoltre questo libro ha un valore particolare, rappresenta cose che non possono accadere.
Wednesday, March 12, 2008
Paste e domenica

C'è un signore che passa velocemente, tenendo un vassoio di paste incartato ed infiocchettato, come un equilibrista, aspetto l'autobus numero 3, arancione, che identifica il centro ed una nauseante familiarità che in ogni luogo prima o poi ritrovo.
Domenica mattina, non è andato a Messa, ma ha comperato il giornale che leggerà comodamente sulla sua poltrona in pelle fredda.
Fredda come lo spazio ridotto che c'è tra lui e la moglie, sono venti centimetri gelidi e sovraccarichi di eletttricità negativa.
A 421 chilometri dalla sua poltrona c'è una donna alta e con le mani senza nodi, da quelle parti soffia una corrente calda, da quella città alla sua, come un tubo, direttamente a casa sua, ma questo è un altro discorso.
Sull'ascensore si appoggia allo specchio e sbuffa, si guarda le mani e si sente di non aver toccato più nulla.
A casa il pranzo è ponto, i figli sono davanti alla playstation intenti ad immaginarsi nella foresta amazzonica insieme a Dragon Ball.
C'è tensione e tutto odora di domenica.
Lui crede di far felice tutti con le paste, che compra dal 1992, tutte le domeniche.
La moglie odia quelle paste e glielo vorrebbe dire dal 1993, non lo fa perchè ha paura che ci rimanga male.
E questa fottuttissima paura li tiene tutti immobili, incollati, nella condizione più tremenda di felicità inappagata.
Chi se ne andrà per primo?
Il cane. Il cane muore per un attacco cardiaco l'anno dopo.
Tuesday, March 11, 2008
Buona Pasqua - Resurrezione

"Fedorov fu un filosofo, un visionario, per molti russi un santo. Non possedette mai nulla in tutta la sua vita, neanche un cappotto, malgrado il clima glaciale della Russia. Faceva il bibliotecario a Mosca: abitava una stanzetta, dormiva su una cassapanca senza materasso, con dei libri per cuscino. Visse dal 1828 al 1903. Andava sempre a piedi. Morì perchè al sopraggiungere di un gelo particolarmente tremendo qualcuno gli consigliò di prendersi un pellicciotto ed una slitta. Il giorno dopo gli venne una polmonite e morì.
Secondo Fedorov il nucleo della religione cristiana consisteva nell'idea della resurrezione, derivante dalla fede nella vita eterna.
Affascinato da questa idea si dedicò a studiare il modo di evocare i morti.
Tutti i morti di tutte le epoche. Lo credeva possibile.
Secondo lui ci si poteva arrivare dominando le forze della natura.... Sviluppando sempre più la scienza e sottomettendo la natura non ci sarebbe stato più nulla da temere e l'istinto di conservazione sarebbe svanito. La terra sarebbe diventata il regno dell'amicizia e dell'amore. Sempre con l'ausilio della scienza sarebbe stato possibile resuscitare tutti i morti del mondo...
Secondo lui l'unmanità era tutta una grande famiglia che non poteva venir divisa dalla morte.
Vincere la morte:...ecco il vero trionfo dell'uomo.
Ma che aspetto avrebbe oggi il ritorno dei morti di Vorkuta? Le strade della città si popolerebbero di un tratto di colonne di disgraziati incalzati dai guardiani? Di ombre umane sfinite dalla fame e coperte di stracci? Di un corteo di scheletri?
Fedorov sognava di portarli tutti in vita.
Ma a quale vita?"
Imperium - Kapuscinski
Thursday, March 06, 2008
La vita è bella
Il sole ci accarezza, con le mani ancora ruvide dell'inverno.
Mi sveglio carica di un'energia che mi spaventa, riposa dentro di me, ma so che dovrà esplodere prima o poi. Oggi non riesco ad essere distaccata, non riesco ad accettare compromessi, pur provando un amore incondizionato per tutti.
Forse semplicemente devo andare.
C'è un raggio luminoso, dentro ruota e capitombola polvere scintillante, mi sfiora le nani, le braccia e cerca di trascinarmi via da questa stanza, ufficio, porta, scale, strada, treno, città...mi pare che seguirlo sia l'unico rimedio al mal di testa, che mi schiaccia, inevitabilmente, quando non mi sfogo.
Mio nonno mi diceva sempre: "la vita è bella", semplicemente questo, cerchiamo di sfruttare l'occasione.
Mi sveglio carica di un'energia che mi spaventa, riposa dentro di me, ma so che dovrà esplodere prima o poi. Oggi non riesco ad essere distaccata, non riesco ad accettare compromessi, pur provando un amore incondizionato per tutti.
Forse semplicemente devo andare.
C'è un raggio luminoso, dentro ruota e capitombola polvere scintillante, mi sfiora le nani, le braccia e cerca di trascinarmi via da questa stanza, ufficio, porta, scale, strada, treno, città...mi pare che seguirlo sia l'unico rimedio al mal di testa, che mi schiaccia, inevitabilmente, quando non mi sfogo.
Mio nonno mi diceva sempre: "la vita è bella", semplicemente questo, cerchiamo di sfruttare l'occasione.
Thursday, February 28, 2008
Leggi di Murphy

Alcuni principi fondamentali della murphologia, la scienza più esatta che si conosca:
«Se qualcosa può andare storto lo farà.»
«Se ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe,
allora qualcuno lo farà.»
«La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto.»
«Se è vero che una fetta di pane cade sempre dal lato imburrato e che un gatto cade sempre in piedi, lasciando cadere un gatto con una fetta di pane sulla schiena nessuno dei due cadrà mai per primo e si avrà il moto perpetuo.»
«Tutto va male contemporaneamente.»
«Le probabilità che qualcosa accada sono inversamente proporzionali alla sua desiderabilità.»
Monday, February 25, 2008
"Non è come credi" Laura Minestroni
Un romanzo scorrevole, a tratti divertente, per tutti, in cui le trentenni si possono immedesimare.
Non sprecherei più di un giorno per leggerlo. (eppure l'ho fatto)
Ci sono idee carine, alla Bridget Jones, che ripropongono la figura della protagonista consumista, giornalista, asuefatta ad internet e non tele-dipendente in questo caso (la specie si evolve).
Alice si innamora sempre delle persone sbagliate, così accade con Riccardo, tremenda figura di uomo danaroso, preciso e sempre elegantissimo, che si rivela essere uno dei peggiori pallisti schizofrenici in circolazione.
Per la serie: avevamo bisogno che anche lei ci ricordasse di non fidarci mai di nessuno!
La scrittrice continua ad elencare marche di cibi, vestiti, mobili e detergenti, non a caso se si digita il suo nomein Google si scopre che: insegna "Brand Lab e Gestione Strategica della Marca" alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano; docente di Evoluzione dei modelli di consumo presso l’Università di Macerata e svolge attività di consulenza per la GPF e Associati, nella messa a punto del Brand Care System, modello di analisi e ricerca sulla marca.
Rimane qualcosa che non mi convince, mi sembra che la nuova filosofia dei mantra consumistici, del tipo stai calma e ripeti "Coca-cola-coca-cola" siano rubati a "Rumore Bianco" di Don DeLillo e che alcune cose non vengano dal cuore della scrittrice, ma da un calcolo che deve avere come risultato l'accaparrarsi più lettori possibili. Allora non la chiamo letteratura.
Chiamiamolo brand Minestroni.
Non sprecherei più di un giorno per leggerlo. (eppure l'ho fatto)
Ci sono idee carine, alla Bridget Jones, che ripropongono la figura della protagonista consumista, giornalista, asuefatta ad internet e non tele-dipendente in questo caso (la specie si evolve).
Alice si innamora sempre delle persone sbagliate, così accade con Riccardo, tremenda figura di uomo danaroso, preciso e sempre elegantissimo, che si rivela essere uno dei peggiori pallisti schizofrenici in circolazione.
Per la serie: avevamo bisogno che anche lei ci ricordasse di non fidarci mai di nessuno!
La scrittrice continua ad elencare marche di cibi, vestiti, mobili e detergenti, non a caso se si digita il suo nomein Google si scopre che: insegna "Brand Lab e Gestione Strategica della Marca" alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano; docente di Evoluzione dei modelli di consumo presso l’Università di Macerata e svolge attività di consulenza per la GPF e Associati, nella messa a punto del Brand Care System, modello di analisi e ricerca sulla marca.
Rimane qualcosa che non mi convince, mi sembra che la nuova filosofia dei mantra consumistici, del tipo stai calma e ripeti "Coca-cola-coca-cola" siano rubati a "Rumore Bianco" di Don DeLillo e che alcune cose non vengano dal cuore della scrittrice, ma da un calcolo che deve avere come risultato l'accaparrarsi più lettori possibili. Allora non la chiamo letteratura.
Chiamiamolo brand Minestroni.
Monday, February 04, 2008
Crepe

Gigantesche crepe percorrono i muri della mia stanza.
La cosa si sta facendo seria.
Non mi dipiacerebbere vivere in albergo un mesetto, ma che mi avvertano prima che cada la casa.
Meriggiare pallido e assorto
...
Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.
...
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
Montale
Friday, February 01, 2008
Chiedi perdono

Chiedi perdono è un libro che ti prende per un braccio e ti spinge dentro ad un buco con un secco calcio in culo.
Tu ti trovi dentro a questo pozzo, dal quale intravedi la luce, di giorno, ma di notte succedono cose morbosamente orrende.
Ora che ci penso cose raccapriccianti succedono anche di giorno, ma sembra semplicemente sempre notte: lato oscuro del cervello, moti cupi dei pensieri.
Provo pena per la donna che è diventata Mercedes, la bambina che era, la bambina che doveva chiudere gli occhi per andare avanti senza inciampare, con tutte le responsabilità di un'adulta, la delusione del suo unico amore. E' diventata una donna di pietra.
" Quiete notturna, chiarore di mezzanotte. Tanto vale dirtelo: una volta, un vicino ha visto in questo torrente la figura straziata del figlio e, quand'è tornato a casa per cena, è venuto a sapere che era morto sotto un crollo alla Miniera numero 12. Ma stanotte la superficie del torrente è come natura l'ha fatta. Ed è sicuramente strano, ma non per questo soprannaturale, vedere la superficie incresparsi ed emergere dall'acqua, fradicia e tremante, una ragazza in carne e ossa che guarda diritto verso di noi. O verso qualcuno alle nostre spalle. Frances. Che ci fa in mezzo al torrente nel bel mezzo della notte? E cosa stringe al petto con le braccia gracili? Un fagotto scuro e bagnato. Non si è appena mosso? Che stai facendo, Frances? Ma se anche rispondesse non sapremmo cosa dice, perché è vero che questa è una foto in movimento, ma è anche muta. Le fotografie di Kathleen sono andate tutte distrutte. Tutte tranne una, che è stata messa da parte."
Modernità Liquida
Quanto è vero...
"Ora qui per restare nello stesso posto devi correre più velocemente che puoi.
Se poi vuoi arrivare da qualche parte, devi correre due volte ancora più veloce."
Lewis Carrol
Era poi veramente pedofilo?
"Interruzione, incoerenza, sorpresa sono le normali condizioni della nostra vita. Sono diventate finanche dei bisogni reali per tante persone le cui menti non sono più nutrite....da nient'altro che mutamenti repentini e sempre nuovi stimoli....
Non riusciamo più a sopportare nulla che duri.
Non sappiamo più come mettere a frutto al noia...."
Paul Valery
Da "Modernità Liquida", Zygmut Bauman
"Ora qui per restare nello stesso posto devi correre più velocemente che puoi.
Se poi vuoi arrivare da qualche parte, devi correre due volte ancora più veloce."
Lewis Carrol
Era poi veramente pedofilo?
"Interruzione, incoerenza, sorpresa sono le normali condizioni della nostra vita. Sono diventate finanche dei bisogni reali per tante persone le cui menti non sono più nutrite....da nient'altro che mutamenti repentini e sempre nuovi stimoli....
Non riusciamo più a sopportare nulla che duri.
Non sappiamo più come mettere a frutto al noia...."
Paul Valery
Da "Modernità Liquida", Zygmut Bauman
Thursday, January 31, 2008
Degustazione vodka
Ogni tanto per lavoro mi capita di degustare vodka.
Allora penso: "Ecco, tutto sommato sono molto fortunata".
In effetti i miei pensieri cupi e la tendenza a ricercare generi depressivi nella musica, nei romanzi, nelle foto e nei dipinti, è soltanto indice di una vita serena, talvolta soltanto un pò annoiata.
Chi veramente ha problemi, è infelice, non cerca certo di rincarare la dose, anzi balla, ascolta musica allegra, dimentica, non cerca continuamente di ricordare.
Ecco, in questo sono molto ipocrita e mi faccio un pò schifo. Apprezzo però questi rari attimi di lucidità.
Sto leggendo "Chiedi Perdono", molto coinvolgente, mi regala per l'appunto dolci incubi che potrei evitare.
Tuesday, January 22, 2008
Permutazione

Le giornate sono cortissime, ogni mattina sono Oblomov dalle 7.00 alle 7.20.
Un minuto dopo mi alzo perchè non posso permettermi di andare oltre, oppure perdo il treno, la giornata, il lavoro, la credibilità.
Lui ha un fedele servitore che lo veste, lo nutre, ma sopratutto può gridare a tutti gli amici che lo vanno a trovare, dal letto: "Chiudi che viene il freddo!" e rimanerci a letto, viverci.
Meno male che per costruirci una vita ed attribuirle un significato disponiamo di elementi dati e della possibilità di permutarli, non posso essere Oblomov tutto il giorno, sopratutto non posso essere me stessa o sono fottuta.
Per questo alle 7.20 l'oblomovismo è sul cuscino e scatta la sequenza di Fantozzi, la peggiore, con salto finale sul treno.
E' l'epoca della "disgregazione dell'Io", delle personalità multiple, è normale avere undici personalità.
Averne una è come avere l'armadio vuoto, essere out.
Le personalità molteplici dovrebbero nascere dai traumi, infatti siamo tutti traumatizzati in questa società, dove tutto ci fa male ed abbiamo paura di soffrire.
I traumi sono relativi al tempo storico.
Se mi dicono che non sono in grado di fare una cosa, mi scatta un trauma e nasce un'altra personalità.
E' così che funziona?
Al supermercato delle personalità ci si può servire comodamente.
Il risutato che si ottiene è quello di avere il contenitore che sta dietro agli occhi, detto anche frigorifero cerebrale, pieno zeppo e pronto ad ogni guerra dall'esterno.
Quello che sta più o meno in gola, o forse un pò più in giù, rimane vuoto ed emette uno strano suono, come un allarme.
L'allarme è come un rumore bianco, ci si abitua. Ci si convive.
E' una tv sintonizzata sul canale 0.
Friday, January 18, 2008
Absurdistan

"Absurdistan" è divertentissimo (soprattutto la prima metà).
Mi chiedo se il luogo immaginario sia Astrakhan o se sia una città inventata, simbolo della povertà di alcune città del Mar Caspio, sfruttate da altre nazioni, fondamentalmente dagli Stati Uniti, per il petrolio.
Due religioni immaginarie, Svevo e Svani, dividono il paese: una ha il poggiapiedi della croce di Cristo a destra, l'altra a sinistra, le persone al potere simulano una guerra per poter avere denaro dagli aiuti umanitari, i poveri muoiono realmente.
Il protagonista ci finisce per comprare un visto per l'America e lì rimane bloccato.
E'la storia di un "nuovo russo", ebreo, straricco ed inetto.
Eredita la ricchezza dal padre gangster, ucciso da alcuni parenti per vendetta, e si ritrova con un solo amico ed un fedele servitore ad affrontare rocambolesche avventure.
Pare un Oblomov moderno, si autozavorra ai luoghi attraverso la continua immissione di cibo nel suo giovane corpo ormai sfigurato dall'adipe. Quando è nervoso lancia una scarpa al suo servo, che come una figura d'altri tempi dorme raggomitolato su materassi posticci, spesso in lavanderia.
Il sogno è l'America, ma il governo gli nega il visto.
David Lynch - "The Air is on Fire"

David Lynch: "La gente capisce ciò che è astratto più di quanto non creda. Alcuni amano cadere in un mondo astratto e si sentono a loro agio nel perdersi e sentirsi persi. Altri lo trovano frustrante".
In effetti si entra nella mostra di dipinti, fotografie, appunti, scarabocchi e cortometraggi di Lynch, come dentro il ventre di una balena.
L'atmosfera è liquida, ma densa, le pareti appiccicose e riaffiorano inaspettatemente i peggiori incubi, le paranoie, le morbosità: o ci si lascia andare o si è presi da una nausea spaesante.
I cortometraggi sono onirici, le musiche aiutano la visione delle opere.
Difficile capire come mai si adorano i film di Lynch, spesso senza linee temporali, trame o messaggi comprensibili.
I cartoni animati mi ricordano come mai mi dà così fastidio il respiro o il modo di mangiare di alcune persone. Il protagonista con la bocca sempre spalancata emette i rumori di un cane affaticato.
Subscribe to:
Posts (Atom)