Tuesday, June 12, 2007

So di per certo che due giorni fa un uomo, dopo essere stato coricato sul divano per due giorni consecutivi a vedere la tv, è stato ricoverato poichè la sua gamba era diventata a fiori.
Gli stessi fiori del copridivano.

Fresco sogno

I sogni perdono colore nella notte, raggi di luce sfumano dai nostri pensieri e si appoggiano sulle pareti delle camere, sui sedili dei treni, delle auto.
Sbiadisce il senso si realtà costruito dopo anni di esercizio, lampi di colore ci straniano.
Le ombre di quando eravamo bambini.
Qualche scampolo di sogno ricompare in tarda serata e tiene tutto legato, sventolante, fresco ed eterno. Tutto presente contemporaneamente.

Wednesday, June 06, 2007

Parte un post

Parte un post. Gira l'angolo, gli corro dietro, ma non lo vedo già più, sparito.
Avevo un mucchietto di parole in tasca, a casa le avevo riempite di significato, prima di andare a letto, ieri sera, le avevo incartate nella stagnola con cura.
Arrivo in ufficio, mi siedo: nelle tasche ci sono soltanto più frammenti di cose già dette, sparpagliate, appallottolate, briciole e polvere.
Afferro la lucertola e si stacca la coda.
Fuori dalla montagna di marmo, dove arrivano tubi di alluminio fumanti a vomitare persone, un baffuto signore in ciabatte mi ha sussurrato: "Sigarieta", gli ho chiesto se voleva una sigaretta, no, mi vuole vendere una stecca di Malboro rosse ucraine. Magari ci guadagna più di me e sta pure all'aria aperta.
Tutti i post sfuggiti ai padroni sono all'inizio dell'arcolbaleno.
Ci sono persone che incontri al mattino che luccicano, si meritano proprio di essere felici e si capisce benissimo.

Wednesday, May 30, 2007

Aaaah!


Mi sento come se qualcuno mi avesse obbligato a mangiare un uovo intero.
Sto soffocando. Avrei alcune cose da esprimere. Ma non posso. Questo non è il luogo adatto.
Forse dovrei andarle a raccontarle in un altro non-luogo, un allungato centro commerciale, un algido distributore di benzina, accarezzata da un sottile vento fresco, dalle mani di nessuno.

Apro la tenda e vedo un cancello. Marrone.
Un balcone. Grigio.
Una pianta. Un gatto zoppo. Un muro. Bianco.Infissi. Neri.
Devo smetterla con quei tre gradini che, se non faccio prima che si chiuda la porta, mi fanno sentire insicura.

Sono invasa dalla voglia di andare in un'altra direzione, colorarmi senza inciampare, vedere oltre le sagome, oltre il muro, il cancello, il gatto, l'albero.
Qualcosa di morbido.

Monday, March 12, 2007

C'è un sole che trafigge i muri là fuori, domani mi tocca cambiare lavoro, il movimento è una costante della vita...il movimento è vita. Potrò dedicarmi all'immobilità delle cose tra un centinaio d'anni circa, magari anche di più.
Ciò che delude è l'eterno ritorno, un odore, un colore, non possedere più lo stupore dell'infanzia.
Mettersi in gioco per scoprire che tutto è diverso nella stessa misura in cui è uguale.

Saturday, February 10, 2007

Oggi è venuto a colloquio un padre, medico chirurgo, di un ragazzino di 16 anni con la passione per i canarini.
Dice che in terza media hanno picchiato il figlio in bagno e il bidello ha visto.
Il signore è inquietante, dice: "Ho scoperto che mio figlio aveva una lesione alla milza, visitandolo. L'ho fatto presente alla preside, lei ha assunto un attegiamento omertoso, come gli altri docenti.
Ho denunciato la scuola, ma nulla.
Non è tanto perchè hanno menato mio figlio, sono cose che succedono, ma se fosse morto.
Se l'avessi trovato al mattino esangue nel letto, ci avrei messo un secondo a SBATTERLO SUL TAVOLO E FARGLI UN'AUTOPSIA, PER DIMOSTRARE CHE LA MILZA ERA SPAPPOLATA."

Wednesday, January 31, 2007

Fa molto freddo

Fa molto freddo,
quello che hai lasciato vicino alla porta d'ingresso
non è soltanto un grosso sacco,
lucido di nera polvere.

Hai lasciato il vuoto del falso gradino,
freddo granito odore di davanzale.

Scivolata
sono soltanto scivolata,
non ti preoccupare,
resto sdraiata.
Inizia ad andare.

Un attimo e mi rialzo.
Fa molto freddo.
Non accusatemi.

Wednesday, November 15, 2006

Bolla


Rimango chiusa in una bolla di irrealtà. Non credo più che la materialità delle cose, nè lo scorrere del tempo esistano.
Mi sento serena.
Vorrei più tempo per leggere e per il fai da te.
Vorrei un paio di stivali di pelo che mi mantengano i piedi ad una temperatura costante.
Non cerco più di emergere, sogno l'uguaglianza.
Vorrei che sei miliardi di persone venissero ricordate, che ognuno lasciasse un'opera d'arte. Questo già avverrebbe se ci spogliassimo del significato preconcetto di "opera d'arte". Tutti dovrebbero avere il tempo di ricordarsi degli altri, subito dopo essersi ricordati di sè stessi.

Tuesday, October 17, 2006

Agio


Mi sento semplicemente a mio agio, nel disagio dello scorrere del tempo.
Accadimenti a mio favore, imprevisti e probabilità, riesco oggi a vedere le situazioni dall'esterno, comprendere come esista veramente una sorta di karma regolatore dell'equilibrio universale.
Il giusto e lo sbagliato sfumano l'uno nell'altro. Gli attacchi d'ira mi fanno sorridere e quelli di gioia anche.
Oggi vedo tutto dal di fuori e nel contempo provo delle emozioni, vedo dall'esterno senza distacco. Sfioro quasi lo stadio del comprendere senza giudicare.
Sfioro poichè giudico ancora, ma perlomeno ne sono consapevole.
Scrivo oggi, dal momento in cui non escludo domani di cadere nel vortice dell'impeto irrazionale di essere travolta dall'ira, dalla falsità e dall'ipocrisia.
Sento di voler bene a molte persone, tante, mai troppe.
Sto cercando di eliminare un sentimento di possesso verso la persona che amo.
Amare veramente significa lasciare libere le persone, non lo facevo, ora sto cercando di farlo. Voglio che sia felice.

Tuesday, October 03, 2006

Fisico fastidio


Intense percezioni
di fisico fastidio,
mai slegate da frastuoni
di una lontana innocenza.

Volontario abbandono
di una tranquilla giornata,
di un giovedì:
aspirapolvere, focaccia,
televisione.

Fisico fastidio,
attaccato con le unghie
al letto,
odiata quotidianità,
al riparo dalla vita,
al riparo dallo scorrere del tempo.

Fisico fastidio davanti al primo
presagio di morte,
un pelo, un dolore,
sudore.

Ed è e sempre sarà,
fisico eterno fastidio.

Wednesday, September 06, 2006

W l'ignoranza

Ho bisogno di sgranchirmi le gambe.
Fondamentalmente me la spasso, sono fortunata.
Però dovrei avere più spazio per sgranchirmi le gambe.
Ogni tanto vorrei prendere un aereo,scendere, sgranchirmi le gambe e risalire.
Ci sono un pò di manifestazioni in giro, concerti, conferenze...
Chissà quanti neuroni muoiono al giorno.
Quando saremo in grado di averli sotto controllo, faremo dei piccoli funerali ogni volta che uno di loro si brucia.
Se i neuroni che rimangono se la gestiscono bene, forse vivono anche meglio.
In fondo la sovrappopolazione crea fame nel mondo, la sovrappopolazione di neuroni in un cervello crea fame di sapere e tante elucubrazioni inutili.
Beata ignoranza: la chiave della felicità.

Sogno


Mio fratello rinchiude una depressa a causa di una abbbandono sentimentale in una sorta di prigione ospedaliera, richiedendo una cura.
Lui lavora in questa clinica. La sera la porta a casa, la nasconde in camera e la pugnala, la infratta tra le coperte per la paura di essere visto da mio padre.
Mio padre vede solo i piedi e crede che siano i miei.
Lo devo coprire e non devo dire nulla a nessuno, panico.
La trascina via, ma lei è ancora agonizzante, a quattro zampe striscia.
Vado a controllare sul luogo del delitto e vedo sangue ovunque, sule pareti, a terra.
Mio fratello sa che non lo scopriranno.
Temo la legge, ma so che mio fratello ha fatto bene ad uccidere questa donna in vestaglia, delirante.
Sogno dell'altro ieri.
Sensazione di angoscia.

Friday, August 25, 2006

Suicidio


Veglio sulla fine dell'estate,
occhi fissi sullo scorrere del tempo,
di vetro le mie anche.
Graffio la superficie dei miei occhi
senza indugio.

Tre,
mi tirano le braccia,
mi lanciano contro

vetrate
stanche

distrutte.

Una sedia rossa,
implosione,
uno schermo rotola,
si disperde il cielo.

Realizzazione

Mi sento come se avessi tutte le porte chiuse davanti a me, chiuse a chiave, doppia mandata, come se le persone dietro le porte fossero lontane, nessun rumore udibile.
Sento questo se penso al lavoro, professione, futuro, economia, progetti.
Come se non conoscessi nessuno, l'unico modo: buttare giù tutto a calci, buttare giù.
Se quello che sono corrisponde realmente a quello che credo di essere, mi chiedo invece cosa sono diventata, perchè mi trovo qui a vendere aria fritta a poveri allocchi.
Si tratta ora di trovare un qualcosa di diverso, la porta di uscita.

Friday, July 14, 2006

Ritorni



Ritorna la pioggia fresca,
ali che sbattono contro le finestre chiuse,
ritorna il treno di disegni,
parole scivolate nelle fessure.
Ritorna il tempo dello stesso bicchiere,
dello stesso tessuto,
della stessa strada.
Le mie gambe si sono incastrate,
tra il letto stropicciato,
il muro ruvido,
la sedia pieghevole.

Gioco in scatola a palla

L'agitazione imperversa nelle strade sudate di inizio luglio.
Una forza ignota spinge tutti in avanti per poi superare e tendere un tranello immediato, un maldestro sgambetto.
Il bambino che sta giocando da miliardi di anni con questo grande gioco in scatola a palla si starà forse stufando?
Una cosa è certa: i bambini si stufano dei loro giochi, lo romperà, lo accantonerà?
Non riesco a comprendere quando e perchè il senso della vista abbia prevaricato e distaccato così abbondantemente gli altri quattro.
"Cattedrali" di Carver.
Un uomo cieco descrive e disegna una cattedrale. Una magia porta un uomo che non ha mai avuto la possibilità di vedere nel mondo del disegno.
Perchè siamo coscienti soltanto della vista, anche se poi sciegliamo le persone, i luoghi, le cose, in base all'olfatto ed all'udito?

Thursday, June 15, 2006

Il luna park


Seratone: tra nubi di frittelle, scaglie di cocco e zucchero filato, il massimo del trash è stato raggiunto ieri sera, verso le undici: siamo stati al luna park, dove tutti siamo uguali.
Eravamo frizzanti, posseduti dall'adrenalina e dal bambino che è in noi. Alle giostre però esce la parte peggiore del fanciullino: scatta la competizione primitiva, la voglia di prevalere sul'altro, di rompere i coglioni...
Sulle astronavi ci sparavamo ridendo e scherzando, apparentemente spensierati, nella realtà ognuno in cuor suo sperava di vincere, abbattere la maledetta navicella avversaria, rimanere a troneggiare nell'aere e vincere un altra corsa.
Sulla giostra che ruota velocissimamente in tondo ci veniva da sboccare, abbiamo magistralmente finto di voler fare un altra corsa allontanandoci con le facce verdi.
Il Brasilia, con braccia che ti trattengono, pavimenti che saltano, girano, scivolano, sberle in faccia è l'equivalente di una persona invadente che ti sta addosso: al luna park paghi perchè ti rompano i coglioni.
Alle giostre sbatti contro degli specchi e ridi come un mongolo, ti ribaltano a testa in giù e ti strapazzano e tu sei solo contento.
I baracconi sono una gran bella invenzione, una bella presa per il culo.
A noi piacciono le emozioni forti.
Viva la giostra.

Wednesday, June 14, 2006

I nonni spariscono

All'inizio si è infinitamente piccoli, veramente invisibili, poi si cresce, si lievita, alla mi età si diventa veramente giganteschi...poi ci rimpiccioliamo, si ritorna ancora piccoli e si sparisce.
I nonni spariscono, non muoiono, scompaiono, non sono più visibili.

Tuesday, June 13, 2006

Distanze



La distanza è fra l'angolo di bianco-ombra e la finestra, tende,
vetri, sassi freddi della notte, sentieri, percorsi,
buche nella terra umide fredde,
odore di bruchi ciechi ed
alberi che perdono colore.

Il fumo rotante della sigaretta
mi riporta
vicino,
tra il fastidio asmatico del mio corpo
e la chiusura dei miei occhi.

Rotolo nei sogni
affannosi,
verso le porte
e scivolo nel giorno.

Wednesday, June 07, 2006

Pioggia battente in Sardegna


La vacanza aziendale un pò di sfiga fantozziana annessa la deve per forza avere, infatti, dopo quarantasei anni di tremenda siccità e pietre spaccate, la Sardegna aspettava me ed i miei colleghi al varco per regalarci pioggia a torrenti ed un gelo da novembre.
Sempre chiusi in ufficio, ci liberano dalla gabbia di aria condizionata malsana una volta all'anno e naturalmente non riusciamo nemmeno a sfiorare l'acqua o a prendere un raggio di sole.
Si torna maledettamente pallidi in ufficio il lunedì, sfottuti da chi è rimasto in ufficio ed è contro la famigerata vacanza aziendale.
Tra traghetti, pulman, riunioni e pioggia, la Sardegna non si è vista molto...
meno male che c'era l'amico alcol che mi sa far divertire nelle situazioni più inaspettate, anche nella discoteca di un villaggio, in vacanza aziendale, con l'animazione da ospedale geriatrico.
Ci fosse stato almeno il moroso potevo sfruttare la suite imperiale per rotolarmici.
IL fegato mi guarda e mi dice "perchè?"