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Thursday, January 26, 2012

Orgoglio piemontese






"Diollatevi e Belbo erano entrambi di origine piemontese e dissertavano sovente su quella capacità, che hanno i piemontesi per bene, di ascoltarti con cortesia, di guardarti negli occhi, e di dire: "Lei dice?" in un tono che sembra di educato interesse ma che in che in verità ti fa sentire oggetto di profonda disapprovazione." (da pag.40 "Il pendolo di Focault" Umberto Eco)

"Belbo aveva un modo di stare al bar come se fosse di passaggio (lo abitava da almeno dieci anni). Interveniva sovente nelle conversazioni , al banco o a un tavolino, ma quasi sempre per lanciare una battuta che raggelava gli entusiasmi, di qualsiasi cosa si discorresse. Raggelava anche con un'altra tecnica, con una domanda. Qualcuno raccontava un fatto, coinvolgendo a fondo la compagnia, e Belbo guardava l'interlocutore con quei suoi occhi glauchi, sempre un po' distratti, tenendo il bicchiere all'altezza dell'anca, come se da tempo si fosse scordato di bere, e domandava: "Ma davvero è successo così?". Oppure: "Ma sul serio ha detto questo?" Non so cosa accadesse, ma chiunque a quel punto prendeva a dubitare del racconto, compreso il narratore. Doveva essere la sua cadenza piemontese che rendeva interrogative le sue   affermazioni e derisorie le sue interrogazioni. Era piemontese, in Belbo, quel modo di parlare senza guardare troppo negli occhi l'interlocutore, ma non come chi fa chi sfugga con lo sguardo. Lo sguardo di Belbo non si sottraeva al dialogo. Semplicemente muovendo, fissando improvvisamente convergenze di parallele a cui tu non avevi prestato attenzione, in un punto impreciso dello spazio, , ti faceva sentire come se tu, sino ad allora, avessi ottusamente fissato l'unico punto irrilevante.
Ma non era solo lo sguardo. Con un gesto, con una sola interpretazione, Belbo aveva il potere di collocarti altrove.  Voglio dire, poniamo che tu ti affannassi a dimostrare che Kant aveva davvero compiuto la rivoluzione copernicana della filosofia moderna e giocassi il tuo destino su quella affermazione. Belbo, seduto davanti a te, poteva d'un tratto guardarsi le mani, o fissarsi un ginocchio, o socchiudere le palpebre abbozzando un sorriso etrusco, o restare qualche secondo a bocca aperta, con gli occhi al soffitto, e poi, con un leggero balbettio: "Eh, certo che quel Kant..." O, se si impegnava più esplicitamente in un attentato all'intero sistema dell'idealismo trascendentale: "Mah. Avrà poi davvero voluto fare tutto quel casino..." Poi ti guardava con sollecitudine, come se tu, non lui, avessi turbato l'incanto, e ti incoraggiava: "Ma dica, dica. Perché certo lì sotto c'é... c'é qualcosa che....l'uomo aveva dell'ingegno."
Talora, quand'era al colmo dell'indignazione, reagiva scompostamente. Siccome la sola cosa che lo indignasse era la scompostezza altrui, la sua scompostezza di ritorno era tutta interiore, e regionale. Stringeva le labbra, volgeva prima gli occhi al cielo, poi piegava lo sguardo, e la testa, sinistra verso il basso, e diceva a mezza voce: "Ma gavte la nata." A chi non conoscesse quell'espressione piemontese, qualche volta spiegava: "Ma gavte la nata, levati il tappo. Si dice a chi sia enfiato di sé. Si suppone si regga in questa posizione posturalmente abnorme per la pressione di un tappo che porta infitto nel sedere. Se lo toglie, pfffffiiiisch, ritorna a condizione umana".
Questi suoi interventi avevano la capacità di farti percepire la vanità del tutto, e io ne ero affascinato. Ma ne traevo una lezione errata, perché li eleggevo a modello di supremo disprezzo per la banalità delle verità altrui. Solo ora, dopo che ho violato, con i segreti di Abulafia, anche l'animo di Belbo, so che quella che a me pareva disincanto, e che io stavo elevando a principio di vita, per lui era una forma della melanconia.
Quel suo depresso libertinismo intellettuale celava una disperata sete di assoluto."( da pag. 63-64  "Il pendolo di Focault" Umberto Eco)

Tuesday, January 24, 2012

Trasferirsi a Bugarach?

2012. Si apre l'anno del dragone.

Ieri un'anomala tempesta solare ha provocato inusuali fenomeni di aurora boreale al nord dell'Inghilterra.
Il 21 dicembre di quest'anno, secondo una serie di interpretazioni,  oserei dire molto free-style, di un'iscrizione su di un monumento Maya, dovrebbe avvenire un cambiamento spirituale radicale, un'invasione aliena, oppure molto piu' semplicemente la fine del mondo.
Sebbene confutata da studiosi della cultura Maya, astrofisici e matematici, la profezia ha ispirato un film, un episodio di X-files, dozzine di libri, influenza le vite di seguaci di dottrine New Age e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Conseguenza di un tipico gioco di specchi e riflessi dei mezzi mediatici moderni,  primo fra tutti chiaramente internet, la fonte della rivelazione si disperde, si riproduce. Pare che i Maya sostenessero che ogni 5.000 anni un epocale trasformazione avvenga, non necessariamente tragica.

La parte migliore della profezia e' comunque quella che stabilisce che Bugarach, un piccolo villaggio a Sud della Francia, sara' l'unico luogo in cui ci si potra' trarre in salvo.
O meglio, il fulcro di energie misteriose che renderanno la zona immune alla catastrofe  sara' il monte Pech, ex vulcano: chi accenna che ci atterreranno o ci sono gia' atterrati gli alieni, chi afferma si tratti di un particolare fenomeno di magnetismo.
C'e' chi dice che li' si nasconda l'Arca dell'Alleanza, che la Nasa, pare persino i nazisti, vi abbiano condotto segrete ricerche. C'e' un filmato su U-tube che riproduce strani rumori provenienti dal monte.
Addirittura da qualche parte in rete qualcuno scrive: "Chi ha letto il Codice Da Vinci conoscera' il Codice di Sion, il monte Pech...".
E daje con questo Codice Da Vinci, pare tutto si colleghi a questo maledetto libro che ho sempre evitato di leggere per principio. Mi e' bastato il film.
Si dice che il paese sara' invaso.

L'altro giorno ho letto su Vanity Fair l'articolo di un certo Pietro Grossi, mi pare, che a Bugarach ci e' andato.
Scrive che gli abitanti sono meno di duecento, che ci sono due bed and breakfast, nessun bar e poche case, molte delle quali in vendita.
La sera pare un paese fantasma, di giorno quasi.
Di prenotazioni per dicembre 2012 o case acquistate da stranieri o da seguaci della profezia non se ne vedono.
Il potere della rete.



Impressionisti e miopia



Non e' che gli Impressionisti erano semplicemente dei pittori miopi che copiavano la realta' cosi' come la vedevano? (Senza nulla togliere all'eccezionale gruppo, anzi.)