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Wednesday, December 21, 2011

Invasione dei biglietti di Natale

In terra anglosassone l'usanza vittoriana di mandarsi biglietti d'auguri per Natale e' radicata nella popolazione tanto quanto quella di fare arrostire un animale la domenica.
Ci sono negozi di biglietti di Natale, di auguri, di felicitazioni, di biglietti per ogni occasione, negozi che vendono soltanto biglietti. In Italia fallirebbero dopo una settimana.
I biglietti di Natale ricevuti si sistemano tutti semiaperti sul davanzale della finestra, in esposizione sul camino o da qualche altra parte, in giro per la casa.

Per seguire l'usanza mi sono ritrovata a dover scrivere e spedire una ventina di biglietti natalizi, non conoscendo molto i destinatari, chiedo all'English marito:
"Cosa scrivo?"
E lui:
"Scrivi:Tizio Caio e Sempronio, Merry Christmas and Happy New Year, firme alla fine."
Dico:
"Ho capito, non e' che dopo due anni che sono qui non so fare gli auguri in inglese, intendo, manco Dear prima dei nomi? Una cosa un po' piu' personalizzata? Non so, non li conosco bene, un riferimento che faccia semplicemente intendere che non li scriviamo in automatico."
Lui dice no, che cosi' va bene.
Va bene allora.
Le Christmas card sono come le cartoline "Saluti e Baci", sono come i messaggi dal cellulare che si inviano con l'opzione: "Invia a tutti",  pero' apparentemente quello che conta e' il numero.
Piu' biglietti di Natale si sfoggiamo, piu' si e' gente inserita, gente che conta, gente che ha relazioni, affetti, che gli altri tengono in considerazione per ottenere un nuovo lavoro, oppure semplicemente gente simpatica, gente che si nota, gente che esiste.



Thursday, December 01, 2011

Sparpagliamo i pensieri

A furia di star dietro all'organizzazione inglese, alla filosofia del pianificare in anticipo, del farti una lista delle cose da fare al mattino, mi sono accorta oggi che mi stava scivolando la poesia di mano.
Ci dev'essere qualcosa che spruzzano nell'aria e ricade con la pioggia e ti si ferma addosso. Non ti accorgi nemmeno di come inizi a pensare di dover comprare piu' storage boxes dell'Ikea per le scarpe ed i vestiti, per separare le cose nei cassetti ed in un baleno ti ritrovi a catalogare i pensieri e a bloccarne altri che non sono funzionali alla direzione che vuoi prendere.

Mi sono ripromessa di pensare meno al futuro, di lasciare almeno un paio di stanze in disordine, di invitare qualcuno a cena all'ultimo minuto senza aver nulla di particolare in frigo, di indossare la maglia al contrario e presentarmi in un albergo senza aver prenotato.

Non mi convinceranno ad impiegare piu' proficuamente il tempo speso a contemplare la gente per strada o    gli oggetti con il cervello svuotato, non ho intenzione di essere piu' attiva,  di analizzare gli eventi pensando a come guadagnare di piu'.

Che mi lascino stare.  Devo sparpagliare i pensieri.