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Tuesday, March 24, 2009

Volontà e destino

"Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar:

"Quanto a me, ho cercato la libertà più che la potenza, e quest'ultima soltanto perché, in parte, secondava la libertà. Quel che m'interessava non era una filosofia dell'uomo libero – mi hanno sempre tediato tutti, quelli che vi si provano – bensì una tecnica: volevo trovare la cerniera ove la nostra volontà s'articola al destino; ove la disciplina, anziché frenarla, asseconda la natura".

Saturday, March 14, 2009

Uno, nessuno e centomila



"Abbiamo tante vite quante sono le persone con cui conversiamo....
Tale relatività evoca il principio di Indeterminazione di Heisenberg, chiamato a spiegare ogni situazione in cui l'osservatore guarda e al contempo influisce sulla cosa che sta guardando.. Pare che Heisenberg abbia detto che se se trascorri qualche tempo ad osservare atomi al microscopio, questi diverranno tanto consapevoli della tua condizione da cominciare a fare cose che non avrebbero fatto in privato; il che equivale ad affermare che, spiando i vostri vicini con un telescopio, avete buone probabilità di interrompere il loro propositi di teneri abbracci sul pavimento in soggiorno."
"Le biografie sembrano in gran parte ignare delle implicazioni della teoria di Heisenberg."
Alain de Botton "Cos'è una Ragazza"

Chissà se qualcuno sta osservando la palla rotante nella quale viviamo.
In caso di risposta affermativa, questo cambia le regole del gioco?

Wednesday, March 04, 2009

Natura morta - da "L'Eleganza del Riccio"

"E' così estenuante desiderare incessantemente...ben presto aspiriamo ad un piacere senza ricerca, sogniamo una condizione felice che non abbia nè inizio, nè fine e in cui la bellezza non sia nè finalità, nè progetto, ma divenga la certezza stessa della nostra natura.
Ebbene questa condizione è l'arte.
...
Nella scena muta, senza vita nè movimento, si incarna un tempo privo di progetti, una perfezione strappata alla durata ed alla sua logora avidità - un piacere senza desiderio, un'esigenza senza durata, una bellezza senza volontà.
Giacchè l'arte è l'emozione senza il desiderio."
Muriel Barbery

Il romanzo ha deluso un pò le mie aspettative, peraltro molto alte, poichè mi era stato consigliato con entusiasmo e lo ritrovavo sempre in cima alle classifiche.
E' come quando quelle amiche innamorate di fresco ti parlano del loro nuovo fidanzato e lo elogiano senza tregua per le tue povere, sfinite orecchie: il fidanzato immaginato sarà sempre più deludente di quello reale.
"L'Eleganza del Riccio" possiede un nitidezza cinematografica delle immagini.
Ci troviamo in un palazzo aristocratico nel centro di Parigi: la storia di una portinaia, che pare il classico stereotipo della portinaia.
Scopriamo presto che la signora cicciottella, mentre finge di guardare programmi trash, ascolta di nascosto musica classica e legge testi filosofici. La singoalre storia di questa signora si intreccia con quella di una dodicenne figlia di un ricco deputato, che rifiuta i giochi ipocriti degli adulti che la circondano e cerca in tutti i modi di differenziarsi, decidendo anche di porre fine alla sua vita per non dover sopportare tutta quella superficialità. La salverà soltanto l'incontro con la portinaia filosofa, dal quale nascerà una profonda amicizia.
Le dissertazioni filosofiche sono sempre argute, ma irrigidiscono lo scorrere del tempo.
La trama che blocca lo scorrere del tempo nella finzione, la trama che si inceppa, è paura della morte, paura del divenire.
Le stesse figure del romanzo vorrebbero essere diverse, ma non riescono ad uscire dal loro guscio, peepetuando questo "vivere di una grandezza latente".
Svevo viveva di una grandezza latente e rimaneva inerte e soddisfatto nell'immaginare quello che avrebbe potuto fare, compiaciuto, nel suo cimitero dei buoni propositi.