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Thursday, January 31, 2008

Degustazione vodka



Ogni tanto per lavoro mi capita di degustare vodka.
Allora penso: "Ecco, tutto sommato sono molto fortunata".
In effetti i miei pensieri cupi e la tendenza a ricercare generi depressivi nella musica, nei romanzi, nelle foto e nei dipinti, è soltanto indice di una vita serena, talvolta soltanto un pò annoiata.
Chi veramente ha problemi, è infelice, non cerca certo di rincarare la dose, anzi balla, ascolta musica allegra, dimentica, non cerca continuamente di ricordare.
Ecco, in questo sono molto ipocrita e mi faccio un pò schifo. Apprezzo però questi rari attimi di lucidità.
Sto leggendo "Chiedi Perdono", molto coinvolgente, mi regala per l'appunto dolci incubi che potrei evitare.

Tuesday, January 22, 2008

Permutazione




Le giornate sono cortissime, ogni mattina sono Oblomov dalle 7.00 alle 7.20.
Un minuto dopo mi alzo perchè non posso permettermi di andare oltre, oppure perdo il treno, la giornata, il lavoro, la credibilità.
Lui ha un fedele servitore che lo veste, lo nutre, ma sopratutto può gridare a tutti gli amici che lo vanno a trovare, dal letto: "Chiudi che viene il freddo!" e rimanerci a letto, viverci.

Meno male che per costruirci una vita ed attribuirle un significato disponiamo di elementi dati e della possibilità di permutarli, non posso essere Oblomov tutto il giorno, sopratutto non posso essere me stessa o sono fottuta.

Per questo alle 7.20 l'oblomovismo è sul cuscino e scatta la sequenza di Fantozzi, la peggiore, con salto finale sul treno.

E' l'epoca della "disgregazione dell'Io", delle personalità multiple, è normale avere undici personalità.
Averne una è come avere l'armadio vuoto, essere out.

Le personalità molteplici dovrebbero nascere dai traumi, infatti siamo tutti traumatizzati in questa società, dove tutto ci fa male ed abbiamo paura di soffrire.
I traumi sono relativi al tempo storico.

Se mi dicono che non sono in grado di fare una cosa, mi scatta un trauma e nasce un'altra personalità.
E' così che funziona?

Al supermercato delle personalità ci si può servire comodamente.
Il risutato che si ottiene è quello di avere il contenitore che sta dietro agli occhi, detto anche frigorifero cerebrale, pieno zeppo e pronto ad ogni guerra dall'esterno.
Quello che sta più o meno in gola, o forse un pò più in giù, rimane vuoto ed emette uno strano suono, come un allarme.

L'allarme è come un rumore bianco, ci si abitua. Ci si convive.
E' una tv sintonizzata sul canale 0.

Friday, January 18, 2008

Absurdistan





"Absurdistan" è divertentissimo (soprattutto la prima metà).
Mi chiedo se il luogo immaginario sia Astrakhan o se sia una città inventata, simbolo della povertà di alcune città del Mar Caspio, sfruttate da altre nazioni, fondamentalmente dagli Stati Uniti, per il petrolio.
Due religioni immaginarie, Svevo e Svani, dividono il paese: una ha il poggiapiedi della croce di Cristo a destra, l'altra a sinistra, le persone al potere simulano una guerra per poter avere denaro dagli aiuti umanitari, i poveri muoiono realmente.
Il protagonista ci finisce per comprare un visto per l'America e lì rimane bloccato.
E'la storia di un "nuovo russo", ebreo, straricco ed inetto.
Eredita la ricchezza dal padre gangster, ucciso da alcuni parenti per vendetta, e si ritrova con un solo amico ed un fedele servitore ad affrontare rocambolesche avventure.
Pare un Oblomov moderno, si autozavorra ai luoghi attraverso la continua immissione di cibo nel suo giovane corpo ormai sfigurato dall'adipe. Quando è nervoso lancia una scarpa al suo servo, che come una figura d'altri tempi dorme raggomitolato su materassi posticci, spesso in lavanderia.
Il sogno è l'America, ma il governo gli nega il visto.

David Lynch - "The Air is on Fire"



David Lynch: "La gente capisce ciò che è astratto più di quanto non creda. Alcuni amano cadere in un mondo astratto e si sentono a loro agio nel perdersi e sentirsi persi. Altri lo trovano frustrante".

In effetti si entra nella mostra di dipinti, fotografie, appunti, scarabocchi e cortometraggi di Lynch, come dentro il ventre di una balena.
L'atmosfera è liquida, ma densa, le pareti appiccicose e riaffiorano inaspettatemente i peggiori incubi, le paranoie, le morbosità: o ci si lascia andare o si è presi da una nausea spaesante.
I cortometraggi sono onirici, le musiche aiutano la visione delle opere.
Difficile capire come mai si adorano i film di Lynch, spesso senza linee temporali, trame o messaggi comprensibili.

I cartoni animati mi ricordano come mai mi dà così fastidio il respiro o il modo di mangiare di alcune persone. Il protagonista con la bocca sempre spalancata emette i rumori di un cane affaticato.

Tuesday, January 08, 2008

Cosa faccio, mi butto?



Quando mi sto per buttare sono sempre molto più felice di quando mi butto via.
Bella la parola "butto", sembra un botto meno violento, abbinato ad un rutto, di quelli simpatici.

Thursday, January 03, 2008

Mostra anni '70 - triennale Milano



Sivodnia

Oggi lentamente stanno scivolando giù dal cielo fiocchi di neve.
Oggi lentamente stanno scivolando pensieri sopra di me, cadono a terra e non li afferro.
Oggi lentamente mi scopro e scendo dal letto, mi scopro e faccio la doccia e scopro di non aver più voglia di scoprirmi.
Scopro di odiare tutti quelli che mi hanno scoperto e si sono annidati dentro di me come un morbo.
Ogni tanto veniamo infastiditi dalle persone soltanto perchè ci ricordano chi siamo o chi vorrebbero che fossimo.
Chi veramente ama, senza paura, senza abitudine, lascia essere.

Danzare, danzare, danzare.




"Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire. Rigorosamente divise. Dalla porta d'ingresso non si può uscire, e da quella di uscita non si può entrare. Tutti seguono questa regola. Possono variare le modalità, ma tutti finiscono per andare via. C'è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo."

"Finora tu hai perso molte cose. Molte cose preziose. Il problema non è sapere di chi è la colpa. Il problema è che tu attaccavi sempre qualcosa di te a tutte le persone che perdevi. Non avresti dovuto. Avresti dovuto tenere qualcosa da parte per te, invece di lasciarla andare via con il resto. Così ti sei consumato a poco a poco. Perchè? Perchè l'hai fatto?"

"Ma cosa devo fare allora?"

"Danzare" ... "continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? Devi danzare.
Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c'entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l'altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano".

Haruki Murakami "Dance,dance, dance"

Wednesday, January 02, 2008

"Mattatoio N°5"


Vorrei che tutti lo leggessero. Un libro contro la guerra, o meglio contro la stupidità umana.

L'ho comprato senza leggere il retro, ero sovrappensiero, mi piaceva il pesce che volava tra i palazzi, ecco, a volte sono un pò svampita, il pesce era in realtà la bomba atomica.

A Dresda, durante la Seconda Guerra Mondiale, nel febbario del '45, c'è stato un bombardamento che ha causato più morti della bomba atomica, Vonnegut c'era ed era rifugiato in un mattatoio.
La città fu rasa al suolo, cancellata, credevano di essere tutti al sicuro.

"È tutto accaduto, più o meno. I brani di guerra, in ogni caso, sono abbastanza veri. Un tale che conoscevo fu veramente ucciso, a Dresda, per aver preso una teiera che non era sua. Un altro che conoscevo minacciò veramente di fare ammazzare i suoi nemici personali, dopo la guerra, da dei killer. E così via. Ho cambiato tutti i nomi.

Io tornai veramente a Dresda con i soldi della Fondazione Guggenheim (Dio la benedica) nel 1967. Somigliava molto a Dayton, nell'Ohio, ma c'erano più spazi vuoti che a Dayton. Nel terreno dovevano esserci tonnellate d'ossa umane.

Ci tornai insieme a un vecchio compagno di guerra, Bernard V. O'Hare, e facemmo amicizia con un tassista che ci portò al mattatoio dove eravamo rinchiusi la notte come prigionieri di guerra. Si chiamava Gerhard Müller. Ci disse che era stato per un po' prigioniero degli americani. Gli domandammo che effetto faceva vivere sotto i comunisti, e lui disse che al principio era terribile, perché tutti dovevano lavorare molto duro, e perché non c'erano case e mancava da mangiare e da vestirsi. Ma adesso le cose andavano molto meglio. Lui aveva un bell'appartamentino, e la figlia frequentava una buona scuola. Sua madre era rimasta incenerita nell'incendio di Dresda. Così va la vita.

A Natale mandò a O'Hare una cartolina, ed ecco cosa diceva:

"Auguri a lei, alla sua famiglia e al suo amico buon Natale e felice anno nuovo e spero che ci incontreremo di nuovo in un mondo libero e in pace nel mio tassì, se il caso vorrà." "

Da "Mattatoio N°5 - Kurt Vonnegut"

"Il coperchio del mare" Banana Yoshimoto


Il libro non mi ha entusiasmato molto.
Leggevo Banana Yoshimoto durante il primo anno di università.
Ero appena tornata da un anno a Londra in cui mi ero divertita all'eccesso, avevo divorato la vita, dormito pochissimo, mangiato malissimo, conosciuto tantissima gente.
In un bilocale troppo luminoso, a Pavia, leggevo "Sonno Profondo" e mi rispecchiavo nella protagonista che soffre di improvvisi colpi di sonno. Era il periodo in cui gli occhi mi si chiudevano automaticamente ovunque.

"Il sonno viene come l'avanzare della marea. Opporsi è impossibile."

Leggevo poi "Lucertola", "Kitchen" ed "N.P." voracemente.
Dieci anni dopo mi regalano quest'ultimo libro dell'autrice e ne rimango delusa.
Apprezzo l'amore per le piccole cose, ma qui sembra forzato; rimangono i tratti da fumetto manga nel descrivere le persone, che trovo molto originali e ad effetto.
Però qualcosa non mi convince: la trama è semplice, quasi inesistente, ma spesso gli scrittori più dotati creano immagini e situazioni indimenticabili da accadimenti ordinari.
Qui invece qualcosa si perde, ho come la sensazione che Banana Yoshimoto sia stata obbligata a scrivere un libro, come un tema a scuola, che avesse tre belle cose
da dire, per cui avrebbe scritto una novella molto carina, invece l'hanno obbligata a scrivere un romanzo...
Trovo che Haruki Murakami sia un ottimo scrittore, molto più giapponese, alcune delle sue simbologie sono squisite: i pozzi e gli uomini vestiti da pecora ad esempio.