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Thursday, August 22, 2013

"Eyes Wild Shut" e "Doppio Sogno"





"Eyes Wild Shut" è un capolavoro al quale Kubrik ha dedicato un impegno maniacale e metafisico. Ultima opera del regista che non gli è sopravvissuto.
Kubrik si è ispirato ad un racconto lungo di Arthur Schnitzler, "Doppio Sogno".
Incuriosita ho letto il racconto e sono rimasta basita.

Il film è ambientato nella New York dei giorni nostri, il racconto nella Vienna di inizio '900, eppure sono la stessa cosa.
Entrambe le opere trattano allo stesso modo l'ipocrisia dell'alta borghesia, i sensi di colpa, la gelosia, le infedeltà, le crisi di coppia, nei sogni proibiti della moglie, ma anche nella realtà del marito giovane medico che vaga nella nebbia e si trova coinvolto in varie avventure trasgressive.

La cosa che sorprende è che il luogo è diverso, ma è lo stesso. Le nebbie e la notte di Vienna sono quelle di New York, le carrozze sono taxi, ma il viaggio è lo stesso, le immagini corrispondono.
Sorprendente.

Wednesday, August 14, 2013

Città fantasma



Quando rientro a Oakham la sera, dopo il lavoro, mi trovo in una città fantasma. Soltanto riflessi della gente, le strade nel vento.
Nel buio delle nove e venti un taxi fuori dalla stazione sosta permanentemente in attesa di clienti.
Il pub di fronte all'officina chiusa trasmette qualche programma televisivo lontano, rumore bianco.
La via della stazione dorme, le porte delle villette a schiera sono chiuse, le auto rintanate, gli allarmi lampeggiano vigili.
Certe sere la signora ricurva della prima casa a sinistra impila oggetti che colleziona durante il giorno tra i rifiuti. Li infila in un carrello e se li porta a casa. La casa un cumulo pazzo di cimeli e porcellane.
Poi giro a sinistra e passo il college. Luci accese come occhietti di animali selvatici.
Le braccia imploranti delle piante a destra sbattono nel vento.
Scricchiola il cancello e sono a casa.
Chiudo la porta.