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Wednesday, December 18, 2013

Teorie cospiratorie

Un mio amico e collega di Roma considera valide quasi tutte le teorie cospiratorie in circolazione: dal fatto che Rothschild decida le sorti del mondo, al fatto che gli americani si siano auto bombardati le torri gemelle, ed è anche convinto che tutti i terremoti e le catastrofi naturali in costante crescita siano pianificate sempre e comunque gli Stati Uniti. 

Mi trovo d'accordo su alcune cose, quantomeno intrigata dalla possibilità di una realtà diversa.

Certamente non si sa tutto sulle torri gemelle, però dal beneficio del dubbio all'inamovibile assunzione che gli americani si siano auto bombardati passa un po' di differenza.
Quando ci sono dei tempi morti a lavoro ci infiliamo in interminabili discussioni sui massimi sistemi, neanche decidessimo le sorti del mondo. Adoro contraddirlo, per il semplice gusto di farlo, ciononostante spesso mi fa rimettere in discussione fatti che tendiamo a considerare oggettivi.
Di questi tempi sono molte le persone che credono ai siti di contro informazione, informazione alternativa e robe simili per partito preso, come altri considerano verità inconfutabili le notizie riportate dai quotidiani. 
Per quanto riguarda i quotidiani per lo meno possiamo conoscere le fonti delle notizie, le scelte politiche, a volte sibilline e ingannevoli, però almeno possiamo risalire ai nomi, possiamo indagare. Su internet si trovano notizie sul signoraggio, sul gruppo Bildeberg, sulla Federal Reserve, e chi più ne ha più ne metta, e le fonti sono spesso opache, scarse, sconosciute, inesistenti. Non parliamo di quelli che fanno giornalismo tramite i blog. Santo chi ha inventato il blog, ma sino a prova contraria chiunque può inventarsi teorie e attaccare istituzioni e persone.  
Comunque quando è successo il tragico alluvione in Sardegna di recente, il mio collega mi ha chiesto senza esitazione: "Secondo te chi è stato?"
Secondo lui era impossibile che accadesse un fenomeno metereologico del genere in Sardegna.
"Ci sono di mezzo gli americani mi ha detto" e per soddisfare la mia sete di prove e fonti mi ha inviato un link dove si spiegava degli esperimenti degli americani volti a modificare le condizioni meteorologiche.  Link di dubbia provenienza. Sicuramente gli esperimenti esistono, ma l'alluvione in Sardegna?
Perché mai?


Saturday, December 07, 2013

Addio testa fra le nuvole


Alla veneranda età di trentasei anni mi sono finalmente lanciata nel mondo della guida. Da circa un mese ho abbandonato il treno, mezzo di trasporto e di lettura, meditazione, contemplazione del paesaggio, ho girato le spalle al millepiedi di ferraglia che permette di gozzovigliare e dormire, per entrare nel mondo del viaggio attivo, responsabile, libero da orari precisi, il mondo dell'auto.
Sono fiera di aver raggiunto questo traguardo che da quando ho compiuto diciott'anni, esattamente diciott'anni fa, si è sempre spostato, per ragioni varie; era un miraggio più che un traguardo, era la linea che divide orizzonte e mare quando si naviga in oceano aperto: si spostava automaticamente ogni volta che mi ci avvicinavo.
Ora guido. Guidano tutti, lo so, per carità, anche i nonni, ho raggiunto traguardi oggettivamente più complicati,  a ognuno il suo, era il mio punto critico.
Arrivo a casa un'ora prima la sera.
Detto ciò, mi manca il tempo dell'attesa alla stazione, mi manca l'osservazione delle persone sedute intorno, mi manca la lettura dei libri, mi manca la poesia che nasce dalla noia passiva, il tempo che passavo pensando alle vite degli altri, ad immaginarmi i loro dialoghi, a dimenticarmi di me pur essendo presente.
E mi manca il culo sodo che avevo quando camminavo da un mezzo all'altro.

Tuesday, December 03, 2013

Alla ricerca della scozia perduta



Ogni due settimane, il giovedì, dò lezione di italiano a Richard, un signore alto e distinto, che lavora come revisore contabile in alcuni comuni della zona.
È di origine scozzese, e scozzese si definisce, anche se scopro che in Scozia ha trascorso soltanto i suoi primi tre anni di vita, poi la famiglia si è trasferita a Birmingham.
Gli ho chiesto se ricorda qualcosa della sua infanzia a Dundee.
Ricorda soltanto di quando suo nonno lo portò al pub dei lavoratori dove gli operai si riunivano ogni  giorno a bere birra. Lo ricorda nitidamente.
L'ingresso era proibito alle donne.
Ricorda che qualche amico del nonno se lo prese in braccio e gli fecero assaggiare la birra Guinness.
Uno degli anziani gli porse una pinta con fare solenne, lui eccitato sorseggiò la Guinness e ne fu disgustato.
Da quel giorno non ha mai più provato la Guinness.
E questo è l'unico ricordo che Richard ha dell'infanzia in Scozia.

Gli ho detto che mio padre, quando aveva sei anni, andò con mio nonno Romano ad un ritrovo, o forse a una sorta di festa post vendemmia.
Abitavano in campagna, nel Monferrato.
Non adeguatamente supervisionato il bambino si scolò il fondo di vari bicchieri di vino e finì in una sorta di coma etilico.
Da allora non assaggiò mai più il vino. È tutt'ora astemio.
L'altro mio nonno quando mia madre compì sedici anni le comprò delle birre e delle sigarette, lei   provò entrambe e non ne fece mai non soltanto abuso, nemmeno uso.
Differenze di gusto, ma morali molto simili.
Per evitare il problema dell'alcolismo in età adulta, sarà mica meglio fare bere i bambini da piccoli?