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Friday, November 27, 2015

Il Rumore Bianco di Facebook



Un sondaggio elenca quali sono le tipologie di commenti più fastidiosi su Facebook. Quei commenti che ti fanno venire voglia di togliere l'amicizia alla gente o quantomeno di "nascondere" tutto quello che scrivono.

Le categorie citate pressappoco sono queste, aggiungo in coda un paio di altri gruppi di commentatori:

- I lamentoni. In testa ci sono quelli che si lamentano del tempo, della politica, dei vicini, del lavoro, della loro città, di quelli che postano certe cose sui social e di come va il mondo. Spesso sono anche nostalgici, ma poco poetici.
- Quelli che riportano la perdita di peso. Particolarmente fastidiosi sono quelli che ripetutamente scrivono della loro dieta, che vogliono informare tutti di quanti chili hanno perso. Credo sia una pratica particolarmente anglosassone, in particolare si tratta di quelli che seguono il programma di "slimming world".
- Gli sportivi. Che si dividono in due sottocategorie: i palestrati e i maratoneti. I palestrati postano foto degli esercizi e selfie tra i pesi, oppure semplicemente ci tengono aggiornati su quante volte vanno al loro tempio del corpo e su che tipo di colazione hanno fatto. I maratoneti, spesso intorno ai quaranta, lo diventano per superare la crisi di mezza età. Ci aggiornano sulla città in cui sono, ma anziché postare foto del luogo, ci mostrano soltanto i loro corpi affaticati avvolti in tutine lucide, le loro espressioni di sofferenza ed il loro sudore, simbolo di un corpo che funziona ancora, che sfida la morte.
- Le neo mamme. Non avevo dubbi, ci sono dentro fino al collo: sono fastidiosa. Pure io posto foto del mio pupo e dei suoi progressi. Un paio di foto fanno piacere, ma quando si iniziano a postare quelle foto che per gli altri sono tutte uguali oppure a documentare ogni singolo progresso, dal gattonare all'uso del cucchiao, ecco si diventa fastidiosi.
- Quelli che fingendo di lamentarsi ci ricordano quanto sono più fortunati di noi. Esempio: "Non ho assolutamente voglia di fare le valigie! Domani New York."

Aggiungo:
- Quelli che postano foto di gatti o cuccioli di animali. Continuamente.
- Quelli che scrivono dei maltrattamenti degli animali e che ciclicamente ripetono che i quattro zampe sono migliori dell'uomo.
- Quelli che postano di inverosimili teorie complottiste. Dalle torri gemelle, allo sbarco sulla luna, per loro siamo in un Truman Show, tutti mentono. Sintomi iniziali di chi soffre di manie di persecuzione. Quasi sempre si tratta di consumatori di cannabis.
- La classica foto dei piedi con sfondo mare o di un portafortuna, amuleto o semplicemente un oggetto casuale  che viene posizionato per personalizzare luoghi che altrimenti sarebbero già visti (tipo Torre di Pisa) o panorami generici.

Ecco, queste sono le categorie più fastidiose.
Le altre categorie non sono piacevoli, sono soltanto meno fastidiose.

Cosa leggiamo volentieri quindi su Facebook?
A quanto pare quasi nulla. O meglio leggiamo tutto, per poi lamentarci di quanto sia inutile, irritante o semplicemente noioso quello che scrive la gente.

Un pò come quando si trovano certi amici e conoscenti.
I più apprezzati sono quelli che ti conoscono, che ti ascoltano e che quindi ti danni un consiglio mirato o ti raccontano di un episodio che in quel momento della tua vita potrebbe essere particolarmente significativo.

Il punto è: nessuno ascolta su Facebook. Tutti vogliono essere ascoltati.
Infatti il momento più apprezzato è quello in cui qualcuno commenta quello che abbiamo scritto.
Unica forma possibile di ascolto attivo.

Tutto il resto è rumore di sottofondo.
Una nuova forma di rumore bianco, non monocorde, ma bianco.





Wednesday, November 11, 2015

Piacere misofonia, lieta di averti scoperta.



Sono estatica.

La mia nevrosi ha un nome, una spiegazione e pare addirittura che sia connessa ad una spiccata creatività.
Quindi non sono l'unica a soffrirne.
Potremmo trovarci in un gruppo e discuterne.
Come gli alcolisti anonimi.
Organizzare un gruppo su Facebook, fare terapia, andare in vacanza insieme.
Va bene, non ci allarghiamo.

Comunque non sono sola.
Mi sento meglio.

La misofonia, patologia raramente diagnosticata, è un ipersensibilità ad alcuni rumori, in particolare si tratta di un fastidio che le persone affette provano quando sentono qualcuno che mastica o beve rumorosamente.
Si manifesta tra l'infanzia e l'adolescenza nel 91% dei casi. Addirittura pare sia ereditario.

Ciliegina sulla torta: le persone affette da misofonia sottoposte ad un test sulla creatività hanno ottenuto punteggi più alti.

Interessante e totalmente combaciante con la mia nevrosi il fatto che il paziente non si adira mai se a produrre il rumore è un bimbo o un animale. Il che mi rende anche umanamente accettabile.
Addirittura ipersensibile.

Mi sono spesso sentita in colpa per aver trasformato in un inferno l'esperienza masticatoria di alcune delle persone a me più vicine e care.
Dall'adolescenza certi rumori, rigurgiti, vagiti, sbrodolamenti e versi risucchianti, uniti al tirar su con il naso d'inverno, mi hanno perforato il cervello, martellato lo stomaco, fatto immaginare di commettere crimini inimmaginabili ed irripetibili, che prendevano atto nel mio cervello come palliativo per contenere quella che potrei soltanto descrivere come incombente pazzia.

Oppure potevo adottare il rimedio migliore, ma non sempre accettato dal masticatore: l'imitazione.

E cosa leggo nell'articolo sulla misoginia?
Che l'unico modo di alleviare il fastidio penetrante per gli affetti dalla nevrosi sia quello di imitare il suono.

La riproduzione del verso per me è sempre stata la soluzione migliore e più veloce, se nella stanza si trova una televisione o è in corso una accesa conversazione gioisco perché posso riprodurre il suono incrementando il volume.
Un momento catartico.