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Tuesday, May 30, 2017

Il tempo e gli amici immaginari

"Quando avevo cinque anni ero andato con mio fratello a pescare", "Quando ero più grande andavo in montagna a raccogliere le fragole", "Anche io una volta abitavo da solo", "il mio amico si è fatto male ad un piede e l'ho portato dal dottore".
Mio figlio di tre anni, a parte il fratello o amico immaginario che spesso compare nei racconti o al nostro fianco, sostiene di aver avuto delle esperienze in passato quando era più grande.
Non metto in dubbio che sia frutto della sua fantasia, ma non me la sento di correggerlo sul concetto di tempo.
Nessuno può dire con certezza come si srotoli il tempo, la differenze tra il percepito e la realtà.
Per cui lo lascio dire, magari possiede una saggezza antica che razionalità ed condizionamenti cancellano in noi adulti.
Siamo soltanto quello che ci immaginiamo, quello che percepiamo. Quella che chiamiamo realtà potrebbe essere soltanto una visione di massa.
Potrebbero trattarsi soltanto di amici immaginari, di immaginazione, di gioco, ma questa faccenda del tempo che graficamente si svolge in linea retta non convince più nessuno.



Sunday, May 21, 2017

Le Farfalle e il Pesce, da "1Q84", Haruki Murakami




"No, non do nomi alle farfalle. Ma anche senza nomi, le distinguo una dall'altra dal disegno e dalla forma. Inoltre, quando si dà loro un nome, chissà perché muoiono subito. Queste creature non hanno nome e vivono per un tempo molto breve. Ogni giorno  vengono qui, le incontro, le saluto e faccio con loro vari discorsi. Ma, quando il tempo è giunto, le farfalle scompaiono da qualche parte, in silenzio. Penso siano morte, ma sebbene cerchi, non ne trovo mai i resti. Svaniscono senza lasciare traccia, come se si fissero dissolte nell'aria. Le farfalle hanno una grazia incantevole, ma sono anche le creature più effimere che esitano. Nate chissà dove, cercano dolcemente solo poche cose limitate, e poi scompaiono silenziosamente da qualche parte. Forse in un mondo diverso da questo", da "1Q84", Haruki Murakami.

Murakami allinea le parole e disegna leggerezza.
Come se dipingesse con acquerelli linee geroglifiche dalla bellezza misteriosa, mascherata, contenenti segreti soltanto percepibili.
Le farfalle scompaiono, svaniscono.
Sono stata a trovare i miei genitori in Italia, dopo un paio di settimane torno a casa e così è successo al mio pesce: svanito.
Era un pesce senza nome, senza particolarità. Sembrava una alice o forse una sardina, uno di quei pesci che sgranocchi come aperitivo in pastella.
Aveva certamente sei anni, forse di più.
Era sopravvissuto ad altri tre compagni, forse li aveva mangiati lui.
Richard lo ha nutrito, in realtà è suo, lo sfamava sempre lui comunque.
Non si sa cosa sia successo, nemmeno quando, sul dove si possono fare delle congetture.

Ho guardato nell'acqua algosa che ormai da un mese va cambiata e c'erano soltanto lumache pulitrici.
Svanito, volatilizzato.
Non eri poetico come le farfalle di Haruki e non ti facevo gran discorsi, ma sembravi sereno.
Che l'acqua ti sia lieve my friend.

Monday, May 01, 2017

Richard Yates - Revolutionary Road




"Fu solo quando giunse al punto in cui doveva dire: "e allora dò di gomito a quello che stava vicino a me e gli dico: 'Ehi che giorno è oggi?'" che cominciò a sentirsi imbarazzato, ma  ormai era troppo tardi, non gli restò altro da fare che finire il racconto: "E così ho scoperto che era il mio compleanno'. Ora sapeva di aver raccontato la stessa storia ai Campbell un'atra volta, usando quasi le stesse parole, doveva essere successo l'anno prima, quando ne aveva compiuti ventinove.
I Campbell, marito e moglie, fecero udire coscienziosamente piccole risatine divertite, e Shep diede un'occhiata all'orologio. Ma la cosa peggiore - la peggiore di tutto il fine settimana, se non della sua vita fino a quel giorno - fu la maniera in cui April lo guardava. Non aveva mai visto, negli occhi di lei, quello sguardo di tedio compassionevole.
Una cosa che lo tormentò per tutta la notte, che trascorse da solo; e che era ancora lì al mattino, mentre inghiottiva il caffè e, a retromarcia, percorreva il viottolo di ingresso con la Ford scassata che usava per andare e tornare dalla stazione. E sul treno, diretto a lavoro - uno dei passeggeri più giovani e più in forma - se ne stette seduto con l'aria di un uomo condannato a una morte molto lenta e priva di dolore. Si sentiva di mezza età."
Richard Yates - Revolutionary Road