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Tuesday, May 30, 2017

Il tempo e gli amici immaginari



"Quando avevo cinque anni ero andato con mio fratello a pescare", "Quando ero più grande andavo in montagna a raccogliere le fragole", "Anche io una volta abitavo da solo", "il mio amico si è fatto male ad un piede e l'ho portato dal dottore".
Mio figlio di tre anni, a parte il fratello o amico immaginario che spesso compare nei racconti o al nostro fianco, sostiene di aver avuto delle esperienze in passato quando era più grande.
Non metto in dubbio che sia frutto della sua fantasia, ma non me la sento di correggerlo sul concetto di tempo.
Nessuno può dire con certezza come si srotoli il tempo, la differenze tra il percepito e la realtà.
Per cui lo lascio dire, magari possiede una saggezza antica che razionalità ed condizionamenti cancellano in noi adulti.
Siamo soltanto quello che ci immaginiamo, quello che percepiamo. Quella che chiamiamo realtà potrebbe essere soltanto una visione di massa.
Potrebbero trattarsi soltanto di amici immaginari, di immaginazione, di gioco, ma questa faccenda del tempo che graficamente si svolge in linea retta non convince più nessuno.




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