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Saturday, October 29, 2016

Non scrivo da un po'.

Non scrivo da un po'.
Capita di non avere nulla da dire.

Ogni giorno verso l'alba riaffioro dal sonno e mi trovo un piccolo uomo di fianco e uno adulto un po' più in là. Quello piccolo ha il mio amore indiscusso, quello grande dipende.
Con facilità scivolo nuovamente nel torpore e sogno.

Alle sette e mezza scendo dal letto e ricordo nitidamente sogni spesso inenarrabili.
Insieme ad una mia amica di infanzia avveleniamo suo zio e lei dichiara di voler uccidere anche il padre con delle frecette tropicali. Psicomagia onirica.
Oltre a casa mia ricordo di aver una seconda casa, con muri doppi e stanze segrete, che ho paura di esplorare.

Intrisa di metafore scendo in cucina, bevo acqua tiepida e limone, sorseggio un caffè e nutro me e il piccolo uomo.
Poi gioco o lavoro, non ho tempo di essere triste, né di essere troppo felice.

Così tra il sonno e la veglia poco rimane da dire di questi tempi.



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