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Thursday, June 09, 2016

Il piccolo uomo che dorme

Guardo il piccolo uomo che dorme di traverso nel nostro letto, fortunatamente King size. 
Dovrebbe dormire nel suo lettino che siamo riusciti ad accaparrarci prima che nascesse negoziando su Ebay, siamo andati fino a York per recuperarlo. E a cosa serve? Ci mette i peluche a dormire.

Guardo il piccolo uomo che dorme, dorme dalle nove, non certo dalle sette come tutti i bimbi anglosassoni. 
Anche in quello rimango con un piede in Italia ed uno nel Regno Unito.
Qui mi comunicano velatamente che il piccolo va a dormire tardissimo e si chiedono come possa saltare la fase del relax con un bicchiere ed il figlio a letto, mentre in Italia se la ridono quando sono ospite dai miei e lo trovano addormentato alle otto e mezza, i  loro figli saltano e giocano sino alle dieci e mezza.

A stare con un piede in Inghilterra ed uno in Italia ti manca sempre qualcosa e paradossalmente è una condizione privilegiata. 
Permette di relativizzare, di apprezzare, di liberarsi del peso di alcune parole liberandole nella lingua altra. 
Aborro il suono della parola "puzza" ma "smell" non ha peso.
"Amore" mi fa venire la nausea, ma "love" è quasi pop art.

Stando con un piede altrove sono fuori dalle dinamiche famigliari nel bene e nel male, dalle etichette che involontariamente ti appioppa chi ti conoce da sempre, dalla schiavitù della moda, dalla dipendenza dal giudizio delle persone (qui non ne conosco abbastanza).
Sono fuori.

E che il piccolo uomo dorma quando gli pare.


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